Urban – Simone Di Biasio

Simone di Biasio è laureato in editoria e giornalismo alla “Sapienza” di Roma. Per “Mimesis” ha pubblicato il primo saggio in Italia sulla radiovisione col titolo “Guardare la radio”. Ha scritto due libri di poesia, “Assenti ingiustificati” (Premio A. Gatto) e “Partita Penelope” (vincitore progetto “Lazio Creativo”). È tra i fondatori dell’Associazione “Libero de Libero”, che organizza il Festival poetico “verso Libero” e il premio nazionale di poesia “Solstizio”. Giornalista, scrive per “Huffington Post”, “Il Tascabile” e “Doppiozero”. Ha un blog: unpoetico.com.

 

 

Testi da “Panasonica” (libro inedito)

 

Ho scelto questi testi perché per me la città è la casa. Ogni casa è una città. Ogni città è una casa, ma non sempre. Quello che accade in casa è sempre anche quello che accade in città. Penso a quando le mura sono trasparenti e tutto diventa parte della città. Movimenti per uscire, preparazioni prima di varcare la soglia. È una specie grande corridoio per arrivare al salone che è la città e dove ci trovi l’ospite.

 

*

Cosa dici quando fai la spesa

mentre compri il pane d’oro dal fornaio,

com’è rugata la tua comunicazione:

fingeranno tutti di capire, d’intuire.

 

Cosa pronunci quando fai la spesa

come ordini se non ricordi i nomi:

chissà se è più il resto che conti nelle mani

o quel che resta al supermarket della mente.

 

 

*

Abbiamo abitato tutti una casa del novecento

dove stanno i vecchi riposti negli stipi

coi saloni deserti come da uno sfollamento

ma se andiamo a cercarli nei loro musei

hanno tecnologie avanzate al servizio degli utenti

audioguide, per esempio, che s’attivano ad un tocco

proiezioni 3d sulle mattonelle a fiori,

reperti e diapositive della vita bellica

 

Guardiamo corpi che hanno perso la forma originale

sembrano le statue che vediamo nei musei

hanno tutte perso lo smalto che le coloravano

alcune sono senza testa e stanno ancora in piedi

di altre teniamo solo il capo e magari è scorticato

o gli manca il naso o un braccio è stato fratturato

 

eppure stiamo a scrutarle, aspettare che parlino

che muovano almeno una ciglia di tempo

 

 

 

*

e ringraziamo tv sat 2000

che ci ha portato la messa in casa

perché se cristo non va alla montagna

la montagna poi andrà da cristo

e si fermerà in un salone di pane

dove stai inginocchiata a labbra accese

a cantare senza farti manco udire

 

ha cambiato la frequenza sat 2000 ultimamente

la tv non riceveva più il segnale

(vedi, era un segnale e non l’ho udito)

sullo schermo un unico colore azzurro

che trasmette solo l’audio dei programmi

come te che non ti mostri e sei azzurra

ma ti sentiamo e proseguiamo il canto.

 

*

– E jamm’, Mari’, scemecenn’ nu poc’,

nì che sole che ce sta ‘ddafore!

– None, tu m’aja lassa’ perde a me

Ca nen ce la faccie: cammin’, vattenn’ da sul’!

– Senase! Ando’ vag’ ije senz’ de te!

 

S’ada sape’ ch’esisten ancor j’ammur de ‘na vot’

Ca spalanc’n anzembre le fenestr’ alla matin,

cammin’n dent’ alle cucine e nen se ferm’n maje

fin’ alla ser’ pe’ tremende la panasonica

manc quand arriv’ ‘na malatia brutta

ca manc sapem nuje accom’ se dice:

le malatie so f’raster, quand son’n c’aja rapri’ ju purtone

e ci aja uffri’ tutt lu mej’ che ti’, chell che nen stai a suffri’

 

eppo’ amm’aspetta’, amm’aspetta’ che se ne vann lor’ stess’:

nen t’avissa azzarda’ a fa ju scustumat

 

– ‘Dai, Maria, usciamo un po’/ c’è il sole!’/ – ‘No, lasciami stare/ non ho le forze: puoi uscire da solo.’/ – ‘No, senza te da nessuna parte.’// Esistono ancora gli amori di un tempo/ che spalancano insieme le finestre al mattino/ girano in cucina senza mai stancarsi/ fino a sera guardando la ‘Panasonica’/ nemmeno quando arriva un brutto male/ che non sappiamo neppure definire:/ le malattie sono ospiti, quando suonano devi aprire la porta/ e offrire il meglio, tranne il tuo dolore// poi aspettiamo, aspettiamo che siano loro ad andar via:/ non devi permetterti di fare lo scostumato.

 

Andrea Donaera

Andrea Donaera (Maglie, 1989) è laureato in Scienze della Comunicazione presso l’Università del Salento, dove è segretario del Centro di ricerca “Pens: Poesia Contemporanea e Nuove Scritture”. Dirige la collana di poesia Billie della casa editrice ‘Round Midnight ed è il direttore artistico di “Poié”, Festival della Poesia di Gallipoli. Ha pubblicato diverse raccolte di poesia e il saggio "Su una tovaglia lisa. Nell’Inventario privato di Elio Pagliarani" (L’Erudita, 2017).

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