Urban – Colonna

Valentina nasce a Torino nel 1990. Ha pubblicato le raccolte di poesie Dimenticato suono (Manni, 2010) e La cadenza sospesa (Nino Aragno, 2015). Presente in Versopolis–where poetry lives, piattaforma europea di del programma Creative Europe dell’Unione Europea, è stata invitata, tradotta e pubblicata in Austria e Germania. Ha preso parte a diverse rassegne nazionali ed è stata recensita da testate nazionali, tra cui Corriere della Sera e Avvenire.

Laureata con lode in Lettere antiche e specializzata in Scienze linguistiche con lode e dignità di stampa, svolge un Dottorato di Ricerca in Digital Humanities – Linguistica, Onomastica e Linguistica applicata presso le Università degli Studi di Genova e di Torino, prediligendo lo studio fonetico della prosodia della poesia moderna e contemporanea italiana. È diplomata in Pianoforte e ha conseguito il Máster Universitario en Interpretación de la Música Antigua presso l’Universitat Autònoma de Barcelona (UAB) e l’Escola Superior de Música de Catalunya (ESMUC). Attualmente si dedica alla composizione pianistica e al connubio musicale-poetico nel nuovo progetto PianofortePoesia. Nel 2015 ha collaborato alla scrittura e alla conduzione dei programmi musicali di Radio Vaticana.

 

 

Torino che sai i passaggi feriali
i segreti serali dei cammini sul Po.​
Gli archi, le luci al vapore di tè le linee
sottili di tazzine in porcellana Limoges.
I pasticcini ordinati per fila di vetrina, i banchi
in latta stesa tra gli specchi, i lampadari
smorti su tappezzerie di velluto bordeaux.

L’umido qui sale dal corso.
Bagna le piante di muschio.
Tra i noccioli e i salici, le rose
selvatiche del giardino botanico.
Una luce sfocata tra i rami mi appare
lontana. È. Come ogni basilica. Madre
che vegli sul Po, illuminata sprofondi
– visione d’altrove, chiunque Tu sia
che hai dato necessaria ogni presenza
al fianco. Andarsene di spalle nel buio
in un parco vuoto che porta il mio nome.

Sospirare armonie di Mompou
e dissolvere piano. Mi giro e ti chiamo.
E sei già dileguato.

 

 


La felicità cammina per strada
con una bici scrostata e un vestito
azzurro. Si solleva passando
davanti al bar, ai signori in velocità
nella frenata alla svolta della piazza.

Lei se ne va correndo col sobbalzo
degli sguardi che si alzano. Va con l’aria
tra le coste. Il manubrio senza sosta
da solo in tondo nel paese. Si ciba dei muri
bianchi, della luce nei soffitti a cielo aperto
con gli odori, che diffondono di pranzo.

Signore mio, Signore, ogni respiro ancora
mi è solo tutta vita in avanzo.

 

 


I grandi amori, infelici. Non reggono
il non finire o soltanto esistere.

Hanno una forza nostalgica
negli occhi un tutto. Gioia che si sparge.

I grandi amori così allegri a salire in casa
all’ultimo piano per riscendere rapidi le scale
piangendo a inseguire un’aria che li tiene.

 

Vagano nella stasi dei vuoti calmi.

 

 


 

Andrea Donaera

Andrea Donaera (Maglie, 1989) è laureato in Scienze della Comunicazione
presso l’Università del Salento, dove è segretario del Centro di
ricerca “Pens: Poesia Contemporanea e Nuove Scritture”. Dirige la
collana di poesia Billie della casa editrice ‘Round Midnight ed è il
direttore artistico di “Poié”, Festival della Poesia di Gallipoli.
Ha pubblicato diverse raccolte di poesia e il saggio “Su una tovaglia
lisa. Nell’Inventario privato di Elio Pagliarani” (L’Erudita, 2017).

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