Urban – Azzarello

Salvatore nasce il 23/08/1993 a Termini Imerese (PA). Ha conseguito la laurea triennale in lettere moderne (tesi in antropologia) a Palermo, dove ha vissuto per tre anni. Ora è laureando al master di italianistica all’Università della Svizzera Italiana, a Lugano, con una tesi su Attilio Bertolucci. Ha partecipato all’evento “Lettere a un giovane poeta” del Premio Rimini 2015 ed è semifinalista del Premio Rimini 2016. Sue poesie sono comparse nel sito del Premio Rimini e, con traduzione in spagnolo, presso il sito del Centro Cultural Tina Modotti di Caracas. A settembre è uscita la sua raccolta d’esordio, Le cose che esistono, per ‘Round Midnight Edizioni, collana “Billie”.

 

Da Le cose che esistono (‘Round Midnight Edizioni, 2017)

 

Palermo sporca come il bancone

di ogni suo bar

non passa lo strofinaccio sul cuore

a nessuno, quando se ne va

 

Palermo porca come la bionda

sul tubo del tram

la vedi: in silenzio sorride

ai demoni, a Pan

 

Palermo morta come un amore

di bombe o di spam

ma se le apponi una teca la rompe,

la luce che fa.

 

*

Ad Altavilla le pietre sono grosse

tu le senti sotto i piedi, dentro il mare.

È il frammento di una provinciale

che cammina sui suoi piedi e si fa male.

 

Sono qui, a dirti che l’amore mio

sarà grande e doloroso come il mare.

 

Tu posi il libro e mi disegni un sole

sulla coscia, con l’evidenziatore.

 

*

 

(Inedito)

 

Togliere lo spavento[1].

 

Se tra tanti anni in un locale di Bologna

o a una nottata di lavoro in un open space a Rotterdam

o a Zurigo, ti prendesse la paura

di svegliarti sola, l’indomani, o che i tuoi figli

possano conoscere la casa dei tuoi

solamente come un posto di vacanza

se ti prendesse il panico al pensiero,

ti mettessi a piangere nel letto

 

tu passa la tua mano sulla pancia

e svolgi la preghiera della sera.

In assenza di effetti, tu lega una lucertola alla mano

badando che supina sul tuo palmo

non si muova, e ripeti le tappe precedenti.

Se non funziona, non ti resta che contare

i cicli delle lune, ammirabili già dalle vetrate

delle grandi strutture avveniristiche

nelle quali certamente abiterai

nell’attesa che sia il tempo delle ferie

e dei rovesci temporali in queste pergole

dove io mi offrirò al nobile compito

di catturare e regalarti una lucertola.

 

 

[1]Antico rimedio stregonesco.

 

Andrea Donaera

Andrea Donaera (Maglie, 1989) è laureato in Scienze della Comunicazione
presso l’Università del Salento, dove è segretario del Centro di
ricerca “Pens: Poesia Contemporanea e Nuove Scritture”. Dirige la
collana di poesia Billie della casa editrice ‘Round Midnight ed è il
direttore artistico di “Poié”, Festival della Poesia di Gallipoli.
Ha pubblicato diverse raccolte di poesia e il saggio “Su una tovaglia
lisa. Nell’Inventario privato di Elio Pagliarani” (L’Erudita, 2017).

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