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James Ivory

Guardami negli occhi, trattieni il mio sguardo, chiamami col tuo nome. Oppure: Chiamami col tuo nome, e io ti chiamerò col mio. E soprattutto: Lui scosse la testa. Capii che in quel preciso istante lo stava assaggiando. Qualcosa di mio era nella sua bocca, e adesso era più suo che mio. Non so cosa mi…

Sempre verso Itaca, ovvero l’esperienza del molteplice e del possibile

La ricerca di Bianca Sorrentino trova nell’indagine del mito (e particolarmente della sua persistenza “in altre vesti” nelle arti del Novecento), già da anni, una possibilità felicemente collaudata. Tale lavoro, è giusto dirlo, non è di facile gestazione: più che per la evidente proliferazione di materiali (i testi e le opere) significativi in tal senso,…

La Sapienza dello Storytelling – intervistiamo Branding Love

Quattro ragazzi, coinquilini e tutti studenti di economia alla Sapienza di Roma, si ritrovano a dover gestire una campagna Marketing per rinnovare il brand dell’Università. Questa è la storyline, semplice ma efficace, di una breve Web-sticom realizzata da un team di 30 persone in collaborazione con l’Università chiamata Branding Love. Non giovani inesperti, ma ragazzi…

Gli spazi mobili della poesia / 1 – Carta d'identità

Gli spazi mobili della poesia è il sottotitolo che ha accompagnato l’evento Mitilanza #1 svoltosi a La Spezia nello scorso weekend. Una due giorni interamente dedicata alla poesia italiana e alle sue sfide, sotto la cura del collettivo i Mitilanti, capitanato da Francesco Terzago, che ha tentato una mappatura e una discussione critica circa le…

Fingere di essere sicuri, non esserlo mai: "Il dossier Rachel" di Martin Amis

«Avevo ventiquattro anni allora, e i patti erano chiari: fingere di sapere tutto, e non sapere niente; fingere di essere sicuri, e non esserlo mai.» Questo scrive Martin Amis nell’autobiografia Esperienza (2000; Einaudi 2002), ricordando il sé stesso di parecchi anni prima, giovane figlio d’arte che aveva appena esordito con Il dossier Rachel (1973; Einaudi 2015,…

Luca Doninelli, "Le cose semplici" / Cosa resta in piedi mentre tutto crolla?

Un bimbo rannicchiato sulle ginocchia, fisso sulla battigia. Nudo, con una corona di fiori in testa e di fronte a sé il blu profondo, il verde dell’oceano da cui attende l’arrivo di qualcuno, di quel qualcuno. E’ questa la suggestiva immagine di copertina de Le cose semplici (Bompiani, 2015), romanzo monstre di oltre ottocento pagine, ultima…

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