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Stranger things

Stranger things: una lettera d'amore agli anni Ottanta

Stranger things è molte cose: un horror, un thriller, un film di fantascienza a puntate, una rivalsa per Winona Ryder, una vetrina per i talentuosi classe 2000 giovanissimi protagonisti, una lettera d’amore per gli appassionati degli anni ’80, un grande risultato di fotografia e montaggio, un banco di prova essenziale per i fratelli Duffer (sceneggiatori e registi della serie), eccellente compagine musicale.
Ma andiamo con ordine.
Stranger things

Stranger things: dagli anni Ottanta un horror di tensione e adrenalina

È il 6 novembre 1983, siamo a Hawkins, una fittizia cittadina dell’Indiana dove non accadono gravi crimini da tempo immemore: il paese è tranquillo, tutti si conoscono, la polizia non ha un gran da fare e lascia che i giorni trascorrano. Uno su tutti è lì proprio in virtù di questa pace e tranquillità: Jim Hopper, capo della polizia, che è scappato dalla grande metropoli dopo la morte della figlia e la separazione dalla moglie e passa le proprie giornate in compagnia di una bottiglia d’alcool.
Quattro ragazzi, appassionati del gioco più in voga del decennio “Dungeons & Dragons“, si incontrano spesso per trascorrere i pomeriggi in compagnia per poi salutarsi la sera. Will Byers, Mike Wheeler, Dustin Henderson e Lucas Sinclair.
La notte del 6 novembre, i tre amici lasciano la casa di Mike e tornano a casa in bici, ma Will Byers sparisce nel nulla.
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Iniziano così le ricerche di gruppi indipendenti che agiscono su diversi livelli di conoscenza e capacità e che si ritroveranno solo alla fine, per scoprire la stessa sconcertante verità.
Da un lato i 4 giovanissimi amici, Mike, Lucas e Dustin aiutati da Undici, una ragazzina con “abilità” speciali: lei è in possesso di informazioni che nasconde al resto del gruppo, lasciando così che le loro ricerche vaghino nell’incertezza ma nella precisa fede che Will sia ancora vivo.
La madre di Will, Joyce Byers (Winona Ryder), agisce dapprima a livello viscerale: la sua convinzione che il figlio è certamente vivo si intreccia ai segnali che le arrivano dalla casa stessa.
La sorella di Mike, Nancy, e il fratello di Will, Jonathan, inciampano casualmente in una scoperta sconcertante quando anche la migliore amica di Nancy, Barbara, sparisce senza lasciare traccia: le loro vacillanti convinzioni si ridestano solo di fronte a un’evidenza irrefutabile, come una prova fotografica.
Il capo della polizia, Hopper, svolge indagini a più profondi livelli di conoscenza: sua non è la fede della sopravvivenza di Will, ma la volontà di giungere alla verità e di far quadrare indizi che portano invece verso sempre più oscuri territori.
I 4 amici, la coppia Nancy-Jonathan e quella composta da Joyce e Hopper si ricongiungeranno solo alla fine, convogliando tutti i livelli di informazione e tensione emotiva in un inaspettato epilogo.
I successi arridono, il pubblico accoglie positivamente la serie che, verità rivelata dai Duffer di recente, era già stata rinnovata per la seconda stagione prima ancora che la prima fosse pubblicata da Netflix lo scorso luglio.
Tanti punta e clicca horror ispirati al film, tante immagini rimaste nel cuore degli spettatori e tante le parodie. Come questa ispirata ai Peanuts che immagina un possibile finale per la storia.
(Attenti agli spoiler!)

Stranger things 2

Stranger Things

Numerose sono le anticipazioni per la seconda serie, ma niente spoiler: tutto ciò che si sa e può essere detto è che la seconda stagione si chiamerà Stranger things 2, essendo concepita più come un sequel cinematografico che come la seconda stagione di una serie tv, avrà 9 puntate e sarà ambientata in un paesino diverso da quello in cui si sono svolte le vicende della prima stagione.
Una perla per gli appassionati dello stile anni ’80, imperdibile per chi ha amato E.T., i Goonies, Star Wars.
Martina Salvai

Nasce a Napoli nel 1989. Dopo il diploma scientifico comprende di essere fatta della stessa sostanza dei libri e si iscrive alla facoltà di Lettere moderne, laureandosi in Letterature comparate nel 2015. Nel 2013 vince il concorso letterario “Inchiostro digitale” con un racconto lungo. È articolista ed editor per il giornale online Eroica Fenice. Ghost writer e correttrice di bozze freelance. Lettrice accanita, scrittrice in costruzione, amante del cinema e di ogni forma d’arte, strimpella con convinzione il suo ukulele e una chitarra acustica. A chi le chiede perché scrive, risponde citando Tony Harrison: «Come sei diventato poeta è un mistero/ dove cavolo hai preso il tuo talento?/ Dico: avevo due zii, Jack e Harry/ uno era muto, l’altro balbuziente»

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