Squali: bellezza primitiva

 

Comparsi nel periodo Devoniano, circa 400 milioni di anni fa, gli squali hanno sempre mantenuto una posizione dominante fra i grandi predatori marini al vertice delle reti trofiche, temuti e rispettati da tutti gli animali con cui hanno via via condiviso il dominio degli oceani (cephalopodi, pesci ossei, rettili, mammiferi).
Rispetto ai pesci ossei, la maggioranza dei quali è rappresentata da organismi di piccole dimensioni o comunque modeste, i pesci cartilaginei, dei quali appunto fanno parte gli squali ma anche le razze e le chimere (organismi abissali), hanno perseguito una strategia evolutiva opposta, che li porta a essere tendenzialmente di grosse dimensioni. Si va, infatti, dal piccolo squalo lanterna nano Etmopterus perryi di 20 cm (taglia media di un pesce osseo) all’enorme, nonchè più grande pesce esistente, squalo balena Rhincodon typus che raggiunge i 20 metri di lunghezza. 

Alla base di questa strategia vi è, probabilmente, un fatto fisiologico: per regolare la pressione osmotica (quella esercitata dalle particelle all’interno di una soluzione) squali e razze trattengono urea, una sostanza escreta dal metabolismo come prodotto di scarto, la cui ritenzione sarebbe alquanto difficile in animali di piccole dimensioni.
Non tutti gli squali sono predatori, ma questi ultimi posseggono un apparato boccale molto efficiente dotato di più file di denti taglienti e aguzzi in grado di tranciare prede anche di grosse dimensioni. La medesima origine e struttura dei denti hanno le cosiddette “scaglie placoidi” composte da osso e dentina che ricoprono l’intero corpo del pesce e che lo rendono ruvido e tagliente al tatto a seconda della direzione del tocco.
Un secondo elemento del loro successo evolutivo è dato dal sistema nervoso centrale altamente sviluppato, nonchè dagli altri organi di senso. Il cervello di uno squalo è capace di memorizzare, apprendere e mettere a frutto le esperienze che matura durante la sua lunga vita.
Tra i suoi organi di senso, sicuramente l’olfatto è quello che ha il raggio d’azione più elevato. Uno squalo, infatti, può sentire una preda che sanguina a più di un km di distanza e pare che riesca a percepire una goccia di sangue sparsa in un milione di gocce d’acqua!
Perchè gli squali si muovono a zig zag?

Questo fatto è legato proprio all’olfatto: le narici sono poste una a destra e una a sinistra del capo, cosicchè l’animale è costretto a procedere in quel modo poichè la sostanza odorosa dapprima raggiunge una narice, poi si sposta verso l’altra. Solo grazie a questo movimento ondulatorio, lo squalo individua esattamente la fonte dell’odore. 
Un ulteriore organo di senso, esclusivo dei pesci cartilaginei, è rappresentato dalle ampolle del Lorenzini, fossette ricche di gel elettroconduttivo in grado di percepire i campi elettrici emessi da altri organismi. Tutti gli animali, infatti, emettono elettricità che, nella maggior parte dei casi, non viene captata in quanto di debolissima intensità. Gli squali e le razze, al contrario, dispongono di questo sesto senso, che permette loro di captare le prede molto prima che esse si accorgano della loro presenza. Probabilmente utilizzate anche per l’orientamento magnetico in mare, le ampolle del Lorenzini sono ancora fonte di studio per gli scienziati.

Rispetto ai pesci ossei, vi sono altre differenze sostanziali: i pesci cartilaginei mancano di vescica natatoria, e il loro galleggiamento viene in parte consentito dall’alta concentrazione di acidi grassi presenti soprattutto nel fegato, il che li rende più leggeri. Nonostante questo, però, il loro peso è comunque superiore a quello dell’acqua, quindi, per evitare continuamente l’affondamento, l’evoluzione li ha dotati di una pinna caudale eterocerca, cioè col lobo superiore più espanso rispetto a quello inferiore, in grado di generare una spinta verso l’alto.
La fecondazione è sempre interna, altra differenza rispetto ai cugini ossei, e arriva al culmine solitamente dopo accoppiamenti piuttosto cruenti. Molte specie producono uova, altre piccoli già formati che generalmente richiedono anni per raggiungere la completa maturità.
Lo Squalus acanthias, noto con il nome di Spinarolo, è il vertebrato con la gestazione più lunga (22-24 mesi) al termine della quale non nascono più di due piccoli. 

La maturità sessuale di uno squalo è molto lunga (anche 15-20 anni) e una cosa salta subito all’occhio: sono lontanissimi dalla fertilità dei pesci ossei che ogni anni producono milioni di uova e le cui popolazioni hanno spesso la possibilità di ricostituirsi in pochi anni se la pesca viene sospesa. Cosa che con gli squali non avviene affatto, e questo è uno dei motivi per i quali molte specie oggi sono in via di estinzione e rischiano di scomparire per sempre se non cessano lo sfruttamento e la pesca eccessivi.
Gli squali abitano tutti gli oceani e i mari del nostro pianeta, dalle acque fredde circondanti i poli come lo squalo della Groenlandia Somniosus microcephalus, o lo squalo bianco Carcharodon carcharias, il quale preferisce le basse temperature, alle specie temperate e tropicali come lo squalo leuca Carcharinus leuca, lo squalo martello Sphyrna sp., lo squalo balena Rhincodon typus, giusto per citarne alcuni.
Animali maestosi, antichi, ai vertici della rete trofica, rappresentano un pezzo importante del nostro pianeta che va preservato in eterno, affinchè il mondo, così come noi lo conosciamo, continui imperterrito il suo ciclo vita-morte.

Margherita Acs

Margherita Acs, nata a Vercelli il 28 maggio 1986. Laureata in Biologia Marina, ha sempre avuto la passione per la natura e, in particolar modo, per il mare. E’ subacquea Fipsas e istruttrice Fipsas/Cmas di biologia subacquea. Oltre al suo lato “scientifico”, adora scrivere e lo fa da ormai più di dieci anni. E’ autrice di due romanzi di genere fantasy, entrambi pubblicati, uno dei quali “Il Confine” vincitore di un Premio Letterario Nazionale nel 2015. E’ attualmente alle prese con il suo terzo romanzo, ed è giornalista freelance presso la testata locale della sua provincia. Accanita lettrice, i suoi generi letterari vanno dai classici ai fantasy, dai romanzi di avventura ai saggi di grandi esploratori e scienziati.

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