• Home
  • /
  • Economia
  • /
  • Scenario occupazionale dei laureati triennali e magistrali: Report Indagine Almalaurea 2016

Scenario occupazionale dei laureati triennali e magistrali: Report Indagine Almalaurea 2016

Pubblicata la XVIII Indagine, presentata al convegno “Formazione universitaria e posti di lavoro: proiezioni spaziali e temporali” tenutosi all’Università di Napoli Federico II il 27 aprile 2016. Il Convegno ha coinvolto oltre 570.000 laureati di 71 atenei dei 73 attualmente aderenti al Consorzio, dei quali 64 coinvolti anche nell’indagine a cinque anni dal conseguimento del titolo. Oltre ai 265 mila laureati post-riforma del 2014 – sia di primo che di secondo livello – ad un anno dal termine degli studi universitari, sono stati intervistati tutti i laureati di secondo livello del 2012 (oltre 107 mila), interpellati quindi a tre anni dal termine degli studi e i colleghi del 2010 (86 mila), contattati a cinque anni dal termine degli studi.

Infine, due indagini specifiche, consolidate oramai da anni, hanno indagato i laureati di primo livello del 2012 e del 2010 che non hanno proseguito la formazione universitaria (oltre 63 mila e 48 mila), contattati rispettivamente a tre e cinque anni dalla laurea. Il Rapporto indaga le performance occupazionali dei laureati sul mercato del lavoro: dal tasso di occupazione alla tipologia di contratto, dall’ambito di inserimento professionale al guadagno, dall’efficacia del titolo fino all’analisi delle differenze tra i gruppi disciplinari, ma anche territoriali e di genere, passando al valore aggiunto di stage e esperienze internazionali.

Report: Laureati triennali

L’Indagine ha coinvolto 156 mila laureati triennali del 2014 intervistati dopo un anno dal conseguimento del titolo accademico e completa il quadro la rilevazione a tre e cinque anni dal titolo che ha riguardato i soli triennali, i quali non hanno proseguito la formazione iscrivendosi alla laurea magistrale: si tratta di 64 mila laureati del 2012 a tre anni e 48 mila del 2010 a cinque anni.

Sebbene una quota elevata di laureati di primo livello, pari al 55%, prosegua il percorso formativo con la magistrale, è utile fotografare le performance occupazionali di coloro che dopo il conseguimento del titolo hanno scelto di non proseguire gli studi e di inserirsi direttamente nel mercato del lavoro. Isolando quindi tra i laureati triennali coloro che non si sono mai iscritti a un corso di laurea magistrale (43%), è possibile indagare le loro performance occupazionali a un anno dal titolo: il tasso di occupazione è del 67%, mentre quello di disoccupazione è pari al 23%.

Tra i neolaureati triennali la stabilità lavorativa, ossia contratti a tempo indeterminato o attività autonome effettive (liberi professionisti, lavoratori in proprio, imprenditori, ecc.), pari nel 2015 al 42%, risulta in crescita nell’ultimo anno (era il 39% nel 2014). Rispetto all’indagine 2008 tuttavia, la stabilità lavorativa ha subito una significativa contrazione, pari a 9 punti tra i triennali. Contrazione legata in particolare al crollo dei contratti a tempo indeterminato (-15 punti percentuali).  Esulano da queste considerazioni i pochissimi (attorno all’1%) contratti a tempo indeterminato a tutele crescenti, previsti dal Jobs Act e attivati nel corso del 2015. L’avvio della loro applicazione è avvenuta in tempi troppo recenti per consentirne valutazioni accurate, anche perché gli interventi normativi hanno agito in modo differenziato a seconda del settore (pubblico/privato). Nell’ultimo anno si è registrata un’ulteriore diminuzione dei lavori non regolamentati da alcun contratto, che riguardano tuttavia ancora il 6% dei laureati triennali del 2014 intervistati nel 2015  (-1,5 punti rispetto alla precedente rilevazione; erano il 4% nel 2008). Le retribuzioni ad un anno risultano in aumento e sfiorano i 1.100 euro netti mensili.

Report: Laureati Magistrali

I laureati magistrali biennali del 2014 coinvolti ad un anno dal titolo sono 76 mila, quelli del 2012 a tre anni sono 77 mila e quelli del 2010 a cinque anni sono 64 mila.

I laureati magistrali biennali ad un anno dal titolo: circa il 70% dei laureati magistrali biennali del 2014 è occupato. Rispetto alla precedente rilevazione il dato è lievemente in aumento (+0,3 punti), ma se il confronto avviene con la generazione del 2007, indagata nel 2008, si evidenzia una contrazione dell’occupazione pari a 10 punti percentuali. Il tasso di disoccupazione, calcolato sulle forze di lavoro, è pari al 21%: in questo caso, rispetto all’indagine dello scorso anno si registra una contrazione più importante, di oltre un punto percentuale.

Col trascorrere del tempo dal conseguimento del titolo le performance occupazionali dei laureati migliorano considerevolmente. Tant’è che a tre anni dal titolo il tasso di occupazione raggiunge l’82% tra i laureati magistrali biennali del 2012 e quasi si dimezza il tasso di disoccupazione, che scende al 12%.  Aumenta anche la stabilità, che a tre anni coinvolge 56 laureati su cento, così come le retribuzioni che arrivano a 1.256 euro mensili netti. Un’ulteriore riprova che la laurea rappresenta una garanzia di occupazione, soprattutto nei momenti di difficoltà, è confermata dall’evoluzione degli esiti occupazionali nell’intervallo tra uno e cinque anni dal titolo. Dall’Indagine emerge infatti che i laureati magistrali del 2010 mostrano un incremento del tasso di occupazione di 12 punti percentuali (dal 72 all’84%). La disoccupazione, d’altra parte, di fatto si è più che dimezzata (scendendo dal 20 al 10%).

A cinque anni dal titolo il 78% dei laureati è inserito nel settore privato, mentre il 17% in quello pubblico. La restante quota lavora nel non-profit. L’ambito dei servizi assorbe il 76% degli occupati, mentre l’industria accoglie il 22%. Marginale la quota di chi lavora nel settore dell’agricoltura. Nel lungo periodo l’occupazione cresce per tutti i gruppi disciplinari: focalizzando l’attenzione sui soli laureati magistrali biennali emerge che l’occupazione è significativamente superiore alla media, a cinque anni dalla laurea, per i laureati delle professioni sanitarie (95%), di ingegneria (94%) e del gruppo economico-statistico (90%). Al di sotto della media si posizionano i laureati dei gruppi letterario (72%), giuridico (75%), geobiologico (78%) e insegnamento (78%). Il miglioramento si registra anche a livello retributivo, e per tutti i gruppi disciplinari indagati: in testa si posizionano, con guadagni apprezzabilmente superiori alla media, i laureati in ingegneria (1.705) e dei gruppi scientifico (1.614), chimico-farmaceutico (1.562), professioni sanitarie (1.552) ed economico-statistico (1.496). Per i laureati dei gruppi psicologico, educazione fisica, insegnamento e letterario, i guadagni sono significativamente inferiori alla media (rispettivamente, 980, 1.059, 1.093 e 1.117 euro).

Jacqueline Facconti

Dr.ssa FACCONTI JACQUELINE. Laurea magistrale in STRATEGIA, MANAGEMENT E CONTROLLO conseguita con votazione 110 e lode, Master in Comunicazione, Impresa, Assicurazione e Banca. Web Editor e Web Content Manager, Redattore e cultrice di materie economiche, finanza, assicurazione e merceologia. Esperta in Quality e Human Resource Management, scrittrice professionista e collaboratrice presso U.O Tributi Comune di Sarzana.

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: