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Rilancio della “Via della Seta”: Gentiloni incontra Xi Jinping, ecco le opportunità da non sprecare

Pechino rilancia la “via della seta” con un ammontare di 800 miliardi di dollari per collegare il colosso cinese all’Africa e all’Europa. Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni è l’unico leader del G7 presente e ha avuto un incontro bilaterale con Xi Jinping. Si tratta di una vera e propria occasione commerciale dato che il rilancio della “Via della Seta” è un volano e forza propulsiva di sviluppo commerciale e di crescita economica per l’Italia e per l’intero bacino del Mare Mediterraneo.

Rilancio della “Via della Seta”: un volano di sviluppo per Cina e l’intero bacino Mediterraneo

La strategia della via della seta può essere un’incredibile volano di sviluppo per l’Italia per la Cina e per l’intero Mediterraneo“, è quanto ha annunciato il Premier Paolo Gentiloni, intervenendo della Conferenza “Along The silk roads” organizzata dall’ Autorità Portuale di Venezia e dalla Fondazione per la Cooperazione tra i Popoli in corso all’isola di S.Giorgio a Venezia, con l’obiettivo di intensificare le relazioni con il porto cinese di Tianjin.

Il tema centrale della conferenza internazionale è stata la costruzione della nuova via della seta che vede il porto di Venezia quale terminale europeo per le merci in arrivo ed in partenza dalla Cina. Per il nostro Premier, unico presente del G7, “è un progetto che si concretizza nella realizzazione di infrastrutture chiave capaci di facilitare i commerci tra la Cina e l’Europa. La via della seta marittima e terrestre creerà nuovi percorsi commerciali e opportunità di business tra l’Europa e la Cina attraversando oltre 60 paesi passando dall’Asia al Middle East e l’Africa creando così nuove catene logistiche.

Grazie alla Via della Seta, Europa e Cina potranno dar vita a una cooperazione vincente per entrambe le nazioni. La storia e la geografia ci dicono che l’Italia si trova al posto giusto, siamo al centro del Mediterraneo e siamo lo storico punto di arrivo dell’antica via della seta e vogliamo essere un partner proattivo di questo ambizioso piano“. Gentiloni ha poi ricordato che negli ultimi 15 anni, “nonostante la crisi, i traffici nel Mediterraneo sono cresciuti del 124%. Un dato rafforzato dall’apertura del canale di Suez e dall’inaugurazione del nuovo canale di Panama; le aree del Mediterraneo sono quindi diventate un valore chiave per la Cina“.

La “Via della Seta”: un’opportunità commerciale da non sprecare

La “Via della Seta” è assolutamente una valida occasione da non sprecare per la nostra economia turistica e marittima, per i traffici commerciali e per i Porti, in particolare, per quello di Genova e di Venezia.

“I legami tra Venezia e la Cina, soprattutto di tipo culturale e commerciale, – ribadito l’assessore comunale al Turismo, Paola Mar nel suo discorso introduttivo tenuto alla conferenza internazionale “Along the Silk Roads” – affondano le loro radici in un passato lontano, ma non si sono mai allentati. Oggi siamo qui proprio per rafforzarli ulteriormente, creando le condizioni per una fruttuosa collaborazione tra le aree portuali di Tianjin e Marghera”. La più ampia “Binhai New Area” presenta infatti caratteristiche analoghe all’area di Marghera, avendo un settore produttivo che comprende, oltre al Porto di Tianjin, un punto franco e il vicino aeroporto internazionale.

Condivisibile è questo intervento dello stesso Assessore Mar, fare dei Porti di Venezia e di Genova i terminali occidentali della Via della Seta Marittima del XXI secolo, consente di riconoscere e di rilanciare il ruolo strategico di collegamento tra la Cina e il resto d’Europa manifatturiera. Si tratta di una strategia commerciale assolutamente di grande valore aggiunto per il rilancio non solo di Venezia, ma anche del nostro Paese. Al centro della strategia commerciale e della felice e “fruttuosa” partnership tra Italia e Cina, vi è il ruolo dei traffici marittimi che avvengono nel Mar Tirreno e Ligure, che già detiene il primato e la costante l’attenzione delle compagnie di navigazione cinesi. Inoltre, al centro della dichiarata strategia commerciale vi è l’attenzione a sviluppare il sistema portuale dell’Alto Adriatico, con i porti di Venezia, Ravenna e Trieste, ma anche Capodistria e Fiume in Slovenia e Croazia.

Venezia e Genova al centro dell’eccellenza dei servizi logistici, Sicilia esclusa?

La sfida costante per l’Italia e per il Governo sarà quella di operare concretamente come un sistema “integrato” nel settore portuale e logistico. Nonostante la crisi economica, la sfida è davvero tutta da giocare e richiede, comunque, degli sforzi ed investimenti in termini infrastrutturali e logistici, proprio per attrarre i flussi dei capitali cinesi per dimostrare la fiducia esistente tra i due Paesi e si traduca in un giro di affari ed in introiti.

Tuttavia, un punto dolente, nonostante i buoni propositi concerne il fatto che il porto siciliano di Augusta, con fondali di 27 metri, potrebbe fare testa agli altri due pori di Genova e Venezia. Invece, la Sicilia sembra essere stata dimenticata dalla “Via della Seta”. Una dimenticanza voluta? Intanto, il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, scriverà una lettera ufficiale al premier Gentiloni affinché il porto siciliano di Augusta venga incluso nella top list dei porti marittimi considerati “punti nevralgici” per lo sviluppo strategico della Via della Seta marittima. Una vera occasione questa per il “rilancio” dell’economia della Trinacria.

Jacqueline Facconti

Dr.ssa FACCONTI JACQUELINE. Laurea magistrale in STRATEGIA, MANAGEMENT E CONTROLLO conseguita con votazione 110 e lode, Master in Comunicazione, Impresa, Assicurazione e Banca. Web Editor e Web Content Manager, Redattore e cultrice di materie economiche, finanza, assicurazione e merceologia. Esperta in Quality e Human Resource Management, scrittrice professionista e collaboratrice presso U.O Tributi Comune di Sarzana.

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