Presidentissimi in tempi di crisi

 

ROMA: Amici e Compagni. Così parte e continua il discorso di Matteo Renzi al Congresso del Partito Democratico a Palazzo dei Principi, siamo, pare, al Redde Rationem. Il soliloquio, di un Matteo dimissionario, chiama in causa popolari e socialisti, democristiani e comunisti. Siamo davanti alla malattia mortale della sinistra, lo ammette Epifani, lo ammette Cuperlo quando dice e non dice di voler rimanere nel gorgo. Non solo marxismo da citazione, non la malattia infantile del totalitarismo descritta da Lenin, ma il terreno finale, l’ultimo grande teatro forse, della Sinistra europea: da una parte, infatti, il partito della Nazione, che accetta il liberismo, la globalizzazione ultracapitalistica e aziendale, dall’altra i populismi e i fascismi, la deriva nazionalistica. Siamo davvero dentro la Stagione delle passioni tristi, dove forse si rinuncia pienamente a governare, a sporcarsi le mani, per rimanere finalmente soli, dentro un teatro vuoto, a chiacchierare di democrazia, letteratura e storia.

EUROPA: (Instanbul). È stata presentata la riforma costituzionale voluta da Recep Tayyip Erdoğan che, se passasse, trasformerebbe la Repubblica parlamentare turca in una Repubblica presidenziale di stampo autoritario.

È un Erdoğan entusiasta quello che presenta la riforma, e ne ha tutte le ragioni sarà infatti il presidentissimo a nominare i 12 giudici della Corte costituzionale (gli stessi che hanno il potere di destituirlo) e ad avere il potere di sciogliere le camere. «Spero che sarà una riforma positiva per i turchi e per il nostro Paese; spero sia l’inizio di un nuovo periodo», ha dichiarato. I diciotto articoli di cui si compone la riforma sono passati in prima lettura il 15 gennaio e in seconda il 21, con molte ripercussioni: il parlamento è spaccato perché vede concretizzarsi l’ipotesi di un governo autoritario. Il fronte del NO, forte e presente, viene da lui banalizzato o peggio ancora demonizzato: «la montagna (Kandil, roccaforte dei ribelli del Pkk) dice no. I membri dell’Hdp (il partito filo-curdo), che sono entrati in Parlamento con il suo sostegno (del Pkk), dicono No»

 

MONDO: (Melbourne, Florida) Sehwan is the new Sweden. Almeno stando a sentire The Donald che nella giornata di ieri ha allargato il suo personalissimo bagaglio di post-verità con un nuovo strafalcione mediatico. Il neopresidente americano ha infatti confuso la città del Pakistan, dove 85 persone sono morte in un attacco terroristico, con la Svezia.

Lo ha fatto a Melbourne, in Florida, città dove il Tycoon si è lanciato in un discorso vecchio stampo, un discorso, come ha evidenziato la cronaca politica americana, da campagna elettorale. I temi sono quelli che abbiamo imparato a conoscere: confini sicuri, lotta all’immigrazione e attentati, per evitare la fine di Francia, Belgio e, appunto, Svezia.

Ne è nato un mezzo incidente diplomatico con l’ambasciata svedese a Washington che ha subito chiesto spiegazioni in proposito al dipartimento di Stato. I molti repubblicani dissidenti, guidati da McCane, prendono le loro iniziative, continuano a colpi di “Dittatore” e “Despota”, rievocano i dubbi sulle influenze russe, ma il popolo del presidente, quel popolo festante, diventa, a ogni critica mossa da giornalisti e celebrità, ancora più forte.

Giuseppe Nibali

Giuseppe Nibali è nato a Catania nel 1991. È laureato in Lettere Moderne. Giuseppe Nibali è nato a Catania nel 1991. È laureato in Lettere Moderne e in Italianistica presso l’Università degli Studi di Bologna dove è membro del Consiglio Direttivo e del Comitato di Direzione del Centro di Poesia Contemporanea dell’Università con cui collabora dal 2010. Giornalista Pubblicista collabora con “La Sicilia”, “Clandestino” e “Argo”. Dal 2017 è direttore editoriale della rivista online Midnight Magazine. Ha pubblicato i libri di poesia: Come dio su tre croci (Edizioni AE, 2013), Premio Serrapetrona – le stanze del tempo”, Menzione d’onore “InediTO – Premio colline di Torino”, Premio Elena Violani Landi Opera Prima; e La voce di Cassandra – Studi sul corpo di una vergine. Sue poesie appaiono in diverse antologie poetiche e blog. Insegna italiano, storia e filosofia in un Liceo di Milano.

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