No, in edicola no!

Giovanotti! L’estate è finita, è inutile che ce lo nascondiamo!

Le giornate si accorciano, il freddo si fa più intenso, bisogna tornare al grigio tran tran di tutti i giorni. In questo clima tra il malinconico e l’infernale qualcuno pensa che possa giovare l’essere accompagnati dall’introduzione di nuove piccole routine: costruire navi pezzo per pezzo – o, in alternativa, camion, carri armati, case di bambole, riproduzioni in scala del corpo umano: “Si può fare!” – oppure recarsi devotamente e settimanalmente in edicola per ritirare soldatini, francobolli, insetti, collane di libri e via discorrendo. Ed ecco il bombardamento pubblicitario che ci assilla sempre e di nuovo, ogni settembre. Il Café ritorna dopo una piccola pausa estiva con un pezzo di pubblica utilità: quest’anno, per il vostro bene, vi impediremo di cominciare a collezionare chincaglieria di qualsivoglia tipo. La sfida è ardua e il suo esito non scontato: bisogna trovare qualcosa che accompagni verso l’ingresso nell’anno lavorativo in modo dolce e vigoroso, come solo l’uscita dell’ultima miniatura di un gerarca preziosamente rifinita a mano sembra poter fare. Fortunatamente settembre ci offre una serie di uscite abbastanza clamorose, che possono essere colte comodamente dal nostro divano. Ecco un sommario di quella lunga opera sportiva che vi accompagnerà fino a ottobre e, una volta lì, sarà fatta.

Prima uscita: gli eventi già in corso. Il modo migliore di approcciarsi a settembre è farsi cullare dalla coda di appuntamenti agostani. Ovviamente il nostro circoletto rosso si stringe attorno agli incandescenti campi statiunitensi e alle altrettanto roventi e acuminate strade spagnole. Gli U.S Open, ultimo Slam stagionale, hanno preso il via settimana scorsa con non pochi spunti: il ritorno di Djokovic a pieno regime, un Federer non ancora a cento ma di sicuro in forma, Nadal numero uno del mondo e una serie di giovanotti prontissimi a sgambettare questi loro illustri padri; Murray ha già dovuto abbandonare il torneo, per il suo, di ritorno, ci vorrà un supplemento di pazienza. La scintillante kermesse di Flushing Medows – o Prati Sciacquoni nell’irresistibile traduzione simpsoniana – ci terrà compagnia fino al 10 settembre. Per i meno nottambuli, c’è la Vuelta España, quest’anno appuntamento più che mai centrale per la stagione del grande ciclismo: quasi tutti i migliori del gruppo mondiale si sono dati appuntamento a Malaga per misurare le reciproche forze. Per ora è prestino per fare delle previsioni, di sicuro si può solo dire che don Alejandro Valverde, galvanizzato dalle strade di casa, sta volando, Kwiatkowski lotta per mantenere una buona condizione, Nibali combatte per ritrovare la sua, dopo l’intervento alla vertebra, Quintana si nasconde, Aru scalpita come Yates, Pinot e tanti altri. La lotta vera parte con il durissimo arrivo in salita alla Covatilla, oggi pomeriggio, e ci accompagnerà fino al 16 di settembre, con la grande parata di Madrid.

Seconda uscita: non possiamo rimanere in braghe di tela a metà settembre, ecco dunque che il divino ordinatore delle nostre giornate sportive prevede un bel mondiale di pallavolo, su cui conviene tenere gli occhi aperti, se non altro perché è ospitato congiuntamente da Bulgaria e Italia, con le fasi finali che si svolgeranno proprio qui da noi. Il meccanismo è un po’ complesso: il torneo prevede tre fasi di gironi all’italiana, sempre più ristretti, fino a distillare le quattro semifinaliste che si scontreranno direttamente. Abbiamo ancora negli occhi la favolosa prestazione degli azzurri a Rio, chiusa inchinandosi solo ai verdeoro padroni di casa; un po’ più appannata la prova nell’europeo dell’anno scorso, dove il Belgio li fermò con un netto 3-0 ai quarti di finale, e in generale negli ultimi mondiali: dobbiamo risalire al ‘98 per trovare un podio in questa manifestazione, quell’anno l’Italia si impose. I ragazzi di Blengini di sicuro partono carichi a molla per la sfida davanti al loro pubblico. A proposito: per chi tra voi avesse bisogno di un diversivo forte per dimenticare l’estate, e non dovesse accontentarsi dello schermo, una bella partita dal vivo è quello che ci vuole. Lasciando perdere le sfide bulgare, potete trovare incontri in alcuni dei più bei palazzetti del nostro paese: al Forum per i milanesi, all’Olimpico per i torinesi, che ospiteranno in casa la finale, al Doza per i bolognesi e via discorrendo per fiorentini, romani e baresi. Un’occasione da non perdere: si parte lunedì 10 settembre, si va avanti fino a domenica 30.

Terza uscita: il grosso grasso ultimo weekend. Giunti a quel punto, avrete praticamente anestetizzato la malinconia da estate, ma per essere sicuro di fare i lavori per bene, il settembre agonistico cala un tris d’assi, tutti nello stesso fine settimana. Abbiamo appena scoperto che, proprio il 30, si giocherà la finale di pallavolo; per i più sofisticati, però, quei tre giorni ammanniscono un evento davvero prelibato: la Ryder Cup, l’unica manifestazione sportiva in cui l’Europa gioca unita e sente risuonare l’inno alla gioia mentre la bandiera blustellata si issa sul pennone. Arrivare a questo punto, naturalmente, non è semplice: si tratta di battere gli Stati Uniti in una sfida di Golf a squadre. Come se non bastasse, essendo loro i campioni uscenti, gli basterà un pareggio per portarsi a casa il trofeo. In tre giorni si svolgeranno ventotto partite di tipo diverso – otto a coppie con una pallina sola, colpita a turno; altre otto sempre a coppie ma ogni giocatore fa per sé e si tiene il risultato migliore; si conclude con dodici sfide singole – alla squadra vincitrice di ogni partita si assegna un punto, chi arriva a 14.5 vince, per il detentore basta arrampicarsi a 14. L’Europa fu spazzata via sui campi americani due anni fa, quest’anno giocherà in Francia, davanti al pubblico amico. Tra le fila europee troviamo anche Francesco Molinari, fresco vincitore del primo Open della sua carriera, tenterà coi colleghi di riportare la coppa da questo lato dell’Atlantico. Non è finita: la cicliegina sulla torta di domenica 30 settembre è di sicuro il mondiale di ciclismo di Innsbruck, appuntamento fondamentale e affascinante. Per la prima volta dopo diversi anni la maglia iridata si assegna su un percorso davvero impestato, dislivello importante e lunghezza massacrante; sarà un’occasione unica per gli scalatori, che hanno già tutti l’appuntamento scritto sul calendario, in grande. Non vi spoilero troppo, sicuramente ne riparleremo.

In tre semplici uscite un antidoto sicuro alla malinconia da rientro che non vi accompagni poi fino al 2304 con uscite progressive. Certo, anche qui il rischio di serialità è piuttosto alto: superato il favoloso weekend di cui sopra ne seguiranno molti altri fatti di test match di Rugby, sport invernali, gli ultimi strascichi della stagione tennistica e decine di altri appuntamenti, dai quali è pi comunque difficile scollarsi, ma almeno non prendono polvere. L’importante è che vi lasciate cullare da tutti questi appuntamenti per rientrare al lavoro sereni, speranzosi, galvanizzati, magari risparmiando anche l’euro e novantanove della prima preziosa tazzina di limoges decorata a foglie d’acanto; con quelli potete prendere un caffè mentre sintonizzate i vostri televisori su qualche appuntamento cruciale, o vi recate sui campi. Buon rientro.

Michele Polletta | Piché Café

Piché - al secolo Michele Polletta - nasce e cresce a Biella, corre a Milano per studiare filosofia: per ora, è ancora lì. Vivace, loquace, pugnace, iperattivo si dedica a una serie di sport che poi segue in modo ossessivo, dal divano o dal vivo, comunque senza muovere un muscolo. Alcuni sostengono che li racconti meglio di come li pratichi. Scrive, ma soprattutto parla, parla, parla: poco importa che si trovi a scuola, dove insegna, in un bar, o alla radio

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