Marie aspetta Marie

La scoperta della passione intransigente

La storia è semplice: Marie è una giovane parigina, moglie di Jean, con il quale condivide una regolare vita di coppia scandita dalla routine casalinga, dalle uscite con gli amici, dagli orari di lavoro di lui. Ogni tanto Jean casca in qualche scappatella che, però, Marie perdona come a considerarle necessarie al marito o, più ingenuamente, ritenendole comportamenti ordinari in un matrimonio.
Così come considera normale che il sesso fra lei e Jean si riduca semplicemente a un amplesso fisico dove, raggiunto l’appagamento, ognuno riprende a fare ciò che aveva interrotto.

“Tutti gli uomini si voltano e si addormentano allo stesso modo, dopo l’amore? Probabilmente sì…”

Un giorno, però, la prospettiva di Marie cambia: seduta su una spiaggia della Costa Azzurra osserva il marito in mare, ma all’improvviso il suo sguardo si distrae da quell’immagine concentrandosi, invece, sul corpo di un giovane ragazzo, sulle sue lunghe gambe, sulla sua pelle abbronzata. E sulle sensazioni che il tocco di quelle mani e l’abbraccio di quelle giovani braccia potrebbero provocare sul suo di corpo. Si incontrano poi, quasi per caso, su un sentiero adiacente al mare e quelle sensazioni diventano una realtà, di cui poi resta solo un numero di telefono scritto da lui su un pezzetto di carta.

Quel giorno in Costa Azzurra Marie scopre la passione violenta e improvvisa che nasce dalla pura attrazione di un corpo verso un altro. E, con un inaspettato coraggio, la donna si reca a un telefono pubblico e compone quel numero dando voce al suo desiderio, rimasto inappagato e messo a tacere in quegli anni di matrimonio, seppur felici e animati da amore sincero.

Non è una storia di violenza, non di insoddisfazione, Marie aspetta Marie è piuttosto un romanzo sull’emancipazione di una donna che, all’improvviso, decide di cedere all’istinto e di trovare uno spazio parallelo proprio, lontano da tutti, solo per se stessa. E questa novità la rende felice, leggera e investita della gioia di vivere la vita.

La storia è semplice, dicevamo, ma il messaggio di un romanzo scritto negli anni Quaranta è, invece, più forte. Così come è potente la scrittura di Madeleine Bourdouxhe che riesce a descrivere, in poche righe dopo l’incontro fra Marie e il giovane, la sensazione di grazia e il percorso che Marie attraversa per ritrovare se stessa: Marie che è Marie e basta.
Marie aspetta Marie, di Madeleine Bourdouxhe
(Traduzione di Graziella Cillario)
Edizioni Adelphi, 2018

Silvia Biglino

Silvia Biglino (classe 1979), laureata in Scienze della Comunicazione all’Università di Torino, da malata di storie e appassionata di romanzi acquista più libri di quanti riesca a leggere. Il suo blog “Il club dei lettori solitari” è il luogo dove ha deciso di riunire i personaggi che incontra nella meravigliosa esperienza di lettrice.

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