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Makkox: regista/ /animatore

Marco d’Ambrosio, in arte Makkox, è un disegnatore/fumettista autore di numerose vignette e racconti a disegni. Dal 2012 collabora nella produzione di Gazebo, programma RAI sempre più presente (per fortuna) nel palinsesto serale. E’ proprio in questo contesto che Makkox si esprime a tal modo da consentirgli di apparire nella categoria cinema in quanto, oltre a creare vignette di commento a ciò che accade in studio o riferiti ai fatti di attualità e dei servizi, crea dei veri e propri corti animati (animated cartoon -> illustrazione, vignetta, fumetto in animazione) in cui esprime la sua personalissima opinione con una grazia e una delicatezza inediti, e forse in contrapposizione, per certi argomenti così aspri.

Makkox Giulio Regeni - Stefano Cucchi "Periti"

La prima domanda che ci siamo posti è stata: ha senso tradurre in video una vignetta già pubblicata? La risposta è stata che noi non operiamo una traduzione, ma invero una trascrizione da uno strumento espressivo a un altro, da un linguaggio a un altro, quindi il risultato sarà differente, arricchito da peculiarità proprie al formato. Allora uno di noi ha obiettato qualcosa che non s’è fatto in tempo a capire perché l’abbiamo preso tutti a scapaccioni finché egli non ha arrovesciato l’occhi ed è svenuto, che se no non si andava invero più avanti.

Quando scrisse questo, il 23 novembre 2012, M.d’A non si riferiva alle sue animazioni bensì ad un cortometraggio tratto da una sua vignetta satirica, ma nonostante la dislocazione contestuale abbiamo centrato il punto: quando compie questa operazione registica crea qualcosa di diverso che è qualcosa di più della singola somma delle parti. Non è solo un testo, un disegno, una musica; è un unicum in cui i tempi di messa in atto pesano, diventano fondamentali. Il lettore che è guidato nella fruizione del fumetto dal disegnatore stesso e si sente traghettato in qualcosa di nuovo. Una nuova forma d’arte.

Ogni sera (quasi) Makkox regala queste piccole gioie, che oltre ad un’estrema lucidità, al limite del pungente, hanno in sé una grande dose di ironia, gentilezza e ruvidità.
E ogni sera (quasi) mi ritrovo affascinata, divertita e spesso commossa da questi due minuti di animazione. Mi ritrovo in un momento in cui gli stimoli uditivi sensoriali vanno al loro posto, per due minuti le parole sono solo scritte e la musica accompagna senza disturbare e i colori (spesso con tinte calde) avvolgono il tuo sguardo.

Non ho scritto questo articolo per dirvi di guardare questo programma, non è mia facoltà né mia intenzione fare pubblicità, ma mettere un giusto spot di luce su questa figura in trasformazione. Il regista/fumettista? Il cinema è anche questo. O almeno lo sta diventando. Spero.


Potete vedere i video sul sito di Gazebo o sulla raccolta de il Post.
Per saperne di più: makkox.it

Suggerisco:

Valeria Botto

Valeria Botto: attrice da tredici anni, cinefila da sempre. Nasce nel 1992 da una famiglia openminded e la sua breve parentesi di trasgressione perbenista fu determinante perché abbracciasse la filosofia familiare. Vedendola interpretare la scena di “Sedatavo” (Frankenstein Junior – Mel Brooks, 1974) davanti ad un pubblico di bambini basiti, la madre la ritenne pronta per qualcosa di più forte: le fece vedere, tra gli altri, film di Werner Herzog e di Carl Theodor Dreyer prima del sesto compleanno. A dodici anni V. aveva terminato di vedere la filmografia di Stanley Kubrick. È ricordata per il dono dell’ubiquità manifestatosi nelle 9 sale cinematografiche del festival del film di Locarno, festival al quale ha anche partecipato in veste di giurata giovanile nelle edizioni 66° e 67°. Attualmente si sta laureando in Logopedia, è programmatrice per il cinema cittadino di Millesimo (SV) e insegna teatro ai bambini.

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