Macedonia e Romania, l'Est al voto

Macedonia: Vmro-Dpmne al 37,6 e socialdemocratici al 35,8 con il 92% delle schede scrutinate. Ma entrambi rivendicano la vittoria

In Macedonia dopo lo spoglio del 92,48% delle schede elettorali si conferma in testa il partito conservatore al governo Vmro-Dpmne con il 37,63% dei voti, rispetto al 35,87% andato al Partito socialdemocatico (Sdsm) all’opposizione. Lo ha reso noto la commissione elettorale centrale a Skopje. I socialdemocratici tuttavia contestano tali risultati ufficiali e sostengono di essere loro di poco in testa nello scrutinio, con un seggio di vantaggio sui conservatori.

Una situazione questa che ha indotto entrambi i leader dei due principali schieramenti, l’ex premier e leader del Vmro-Dpmne Nikola Gruveski e il capo dell’opposizione socialdemocratica Zoran Zaev, a proclamare nella notte la vittoria nelle politiche anticipate svoltesi ieri nel Paese ex jugoslavo.

Secondo gli ultimi dati diffusi dalla commissione elettorale, dei tre partiti della minoranza albanese (che costituisce un quarto dei due milioni di abitanti della Macedonia) il Dui ha ottenuto il 7,25%, Besa il 4,82% e il Dpa il 2,63%. Nonostante i festeggiamenti in contemporanea da parte sia dei conservatori che dei socialdemocratici, finora non si sono registrati incidenti di rilievo nè nella capitale Skopje nè nelle altre città del Paese.

Romania, è scontro tra il vincitore Dragnea e il presidente Iohannis

In Romania è in atto un braccio di ferro tra il presidente della Repubblica di centro-destra Klaus Iohannis (nella foto in apertura) e il Partito socialdemocratico (Psd) uscito vittorioso con largo margine dalle elezioni politiche di domenica 11 dicembre. Il Psd ha ottenuto il 45,2% dei suffragi e ha distanziato di molto le formazioni rivali del centro-destra, il Partito nazionale liberale (Pnl) e l’Unione per la salvezza della Romania (Usr), che si sono fermate rispettivamente al 20,2% e al 9,3% dei voti.

Liviu Dragnea è leader del Partito socialdemocratico da luglio 2015
Liviu Dragnea è leader del Partito socialdemocratico da luglio 2015

Il leader socialdemocratico, Liviu Dragnea, ha detto chiaramente di voler ricoprire l’incarico di premier, nonostante una vecchia condanna a due anni di prigione, che secondo la legislazione romena gli precluderebbe la posizione. Il presidente Iohannis ha confermato di non voler affidare l’incarico a una personalità politica non in regola con la legge. Dal canto suo Dragnea ha risposto: “Non ho intenzione di regalare i nostri voti a chicchessia, nè a un altro personaggio politico nè tanto meno a uno istituzionale. Ho condotto questa campagna elettorale vittoriosa e non sono disposto a scherzare con il risultato di un voto che tutti devono rispettare”. Per il leader socialdemocratico si rischia “un conflitto inutile”, che minaccia la “stabilità “del paese”. Il Psd punta per avere la maggioranza grazie all’alleanza con il Partito liberale Alde, che ha superato lo sbarramento del 5% entrando in Parlamento.

Il dato saliente è che resta comunque in Romania una forte apatia rispetto alla politica, segnalata dall’elevato astensionismo. Stando ai dati, la partecipazione al voto si sarebbe fermata al 39,5% degli aventi diritto. Negli ultimi anni sono circa tre milioni i romeni, su una popolazione di venti milioni, che hanno lasciato il Paese.

Tutti gli articoli dell’autore possono essere letti su: https://unvotoalgiorno.wordpress.com/

Andrea Boeris

Andrea Boeris, genovese, si laurea in Lettere Moderne nel 2013 con una tesi sulla fondazione e le prime pubblicazioni del quotidiano Il Giorno, per poi conseguire nel 2016 la Laurea Magistrale in Informazione ed Editoria con uno studio sui telegiornali italiani. Nato nel 1991, ha collaborato per quasi due anni, fino alla sua definitiva chiusura, con la storica testata locale della sua città natale, Il Corriere Mercantile-Gazzetta del Lunedì, occupandosi di cronaca e di sport. Sempre a Genova, ha lavorato per l’emittente televisiva Telenord.

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: