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L'Equinozio di autunno

Il 22 settembre alle ore 14:21 del Tempo Universale sarà l’equinozio d’autunno. Questa frase fornisce un informazione precisa e sintetica, ma per poterla capire a fondo necessita di qualche spiegazione e, a ben pensare, suscita anche alcune domande.
L’equinozio non è il giorno in cui la notte ha la stessa durata del dì? Come si può parlare di un ora ben precisa per l’equinozio? Poi non dovrebbe essere il 23 settembre? E che cosa è il Tempo Universale?

Partendo a ritroso, il Tempo universale è semplicemente l’ora solare al meridiano di Greenwich, in questo periodo due ore indietro rispetto all’ora segnata dai nostri orologi in Italia, (per noi che usiamo gli orologi regolati sul tempo medio dell’Europa centrale). Tenendo dunque conto che in questo momento è in vigore l’ora legale l’equinozio avverrà in Italia il 22 settembre alle ore 16:21. In quel momento da un punto di vista astronomico inizierà l’autunno.

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Guardando all’etimologia, sembrerebbe proprio che equinozio sia un giorno in cui la durata del dì è uguale a quella della notte e se assumiamo che è dì dall’alba al tramonto mentre è notte dal tramonto all’alba (cosa non banale perché in effetti vi sono tempi intermedi quali crepuscolo e aurora), constateremo che il 22 settembre, a Savona (luogo da cui scrivo), il Sole sorge alle ore 07:18:13 e tramonta alle ore 19:18:22 con una durata del giorno di soli 18 secondi maggiore della notte. Se confrontiamo la data di domani con quella di oggi, scopriremo che oggi il giorno è di circa 6 minuti e 20 secondi maggiore della notte e che dopodomani, 23 settembre, esso sarà più corto di 5 minuti e 46 secondi.

Quindi senza ombra di dubbio è il 22 settembre 2016 il corretto giorno dell’equinozio. Ma come facciamo a determinare gli orari utilizzati come indicatori? In realtà è tutto molto semplice. La risposta risiede nel dare un’altra definizione di equinozio e, in effetti, se controlliamo su un vocabolario possiamo leggere: “dal lat. aequinoctium, comp. di aequus «uguale» e nox noctis «notte». – Ciascuno dei due punti d’incontro dell’eclittica con il piano dell’equatore celeste, e anche ciascuno dei due istanti in cui il Sole, percorrendo annualmente l’eclittica nel suo moto apparente, passa per essi.”

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L’equinozio può essere definito allora come l’istante (e non il giorno) in cui il Sole si trova sull’equatore celeste e quindi possiamo attribuire a questo momento un’ora precisa, misurabile attraverso uno strumento relativamente semplice la meridiana (in Liguria ne abbiamo una molto bella costruita nel comune di Perinaldo presso la chiesa della Visitazione). Il giorno dell’equinozio l’immagine del Sole attraverserà la linea meridiana in prossimità del punto determinato dalla colatitudine (angolo pari a 90° meno la Latitudine) del luogo in cui ci si trova, la distanza dal punto esatto ci permette di calcolare l’ora in questione.
Buon equinozio a tutti.

Ugo Ghione

Ugo Ghione, docente di Matematica e Fisica, si è laureto presso l’Università di Genova in Fisica nel 1991. Attualmente insegna Fisica presso l’ITIS “Galileo Ferraris” di Savona. Appassionato di astronomia da sempre, comincia a dedicarsi alla fotografia astronomica nel 1997 con la meravigliosa cometa Hale Bopp, acquistando il primo telescopio. Nel 2000 si iscrive all’Associazione Astrofili Orione di Pietra Ligure di cui oggi è presidente da oltre un decennio. Dal 2004 ad oggi ha partecipato con le sue classi a numerose misurazioni astronomiche, dalla misurazione del raggio terrestre con il metodo di Eratostene alla misurazione della distanza della Luna con il metodo della parallasse; dalla misurazione dell’Unità Astronomica con il metodo dei transiti ideato da Halley alla misurazione della velocità della luce osservando le eclissi di Io come fece Ole Roemer nel 1676. Per aggiornarsi frequenta numerosi corsi online organizzati da varie università italiane e straniere; ha seguito con successo il corso su Relatività e Meccanica Quantistica del prof. Carlo Cosmelli della Sapienza di Roma, il corso di cosmologia: “Dal Big Bang all’energia Oscura” del prof. Hitoshi Murayama dell’Università di Tokyo, il corso Analizing the Universe sull’analisi delle sorgenti di raggi X del prof. Terry Matilsky della Rutgers University di New York e le scuole estive organizzate dall’Osservatorio Regionale della Valle d’Aosta. Oggi fa parte della commissione didattica dell’UAI (Unione Astrofili Italiani) ed è docente della scuola estiva di Campocatino (FR) ed è promotore di molte iniziative di divulgazione e didattica dell’astronomia.

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