La regina del Mediterraneo

Nel nostro mare vive un organismo endemico estremamente importante per tutto l’ecosistema marino, che esercita un ruolo fondamentale per il ciclo dei nutrienti e per quello biologico di moltissime specie di vertebrati e invertebrati: è la Posidonia oceanica, una pianta marina appartenente alla famiglia Posidoniaceae e al genere Posidonia, che presenta le tipiche caratteristiche delle piante terrestri che tutti noi conosciamo: radici, fusto, foglie. Trattandosi di un organismo marino, però, mostra peculiarità che le permettono di vivere in mare: adattamento all’ambiente salino e completamente sommerso, sistema di ancoraggio al sedimento e impollinazione idrofila.

Posidonia oceanica è una specie endemica del Mediterraneo, la troviamo pertanto esclusivamente in questo mare temperato, mentre il genere Posidonia è presente anche e solo lungo le coste australiane, con 8 rappresentanti.
Pare che la distribuzione bipolare del genere sia legata al fatto che, in ere geologiche passate, fosse distribuita nell’antica Tetide, un mare tropicale dal quale poi si è originato il Mediterraneo e confinante con l’Oceano Indiano e l’Oceania. Gradualmente, il genere Posidonia è andato estinguendosi nella zona centrale (probabilmente a causa di forti cambiamenti climatici) venendo confinato agli estremi di quel mare antico dove, sottoposto a condizioni ambientali differenti, ha dato origine alle attuali 9 specie.
Come tutte le fanerogame marine, Posidonia oceanica si riproduce sia per via sessuale, producendo fiori e frutti, (questi ultimi chiamati olive di mare) sia per via asessuale, attraverso l’allungamento del rizoma (fusto strisciante). Tramite quest’ultima via, la pianta può colonizzare più rapidamente e facilmente lo spazio, ed è dimostrato che questa modalità riproduttiva è quella più utilizzata. Talvolta, infatti, trascorrono anni senza che vi sia stata alcuna produzione di fiori e frutti.
Le foglie, verdi e nastriformi, possono superare il metro di lunghezza, mentre i rizomi, apparentemente, potrebbero allungarsi all’infinito. 
Secondo uno studio recente, a opera di scienziati portoghesi, tra Formentera e Ibizia, nelle Isole Baleari, sono stati trovati esemplari di Posidonia oceanica di circa 200 mila anni, con una lunghezza di 15 chilometri e un peso di oltre 6 mila tonnellate, rappresentando dunque uno dei organismi più longevi, nonché il più grande al mondo. In realtà, si tratta di una stima che va dagli 80 mila ai 200 mila anni. La ricerca, che è stata condotta dal team di ricerca guidato da Sophie Arnaud-Haond dell’Università di Algarve, dimostra che la pianta, probabilmente, emerse prima dell’ultima glaciazione, quando il livello del mare era 100 metri più basso rispetto a quello attuale.
I fattori limitanti la crescita della pianta sono rappresentati da un’eccessiva sedimentazione e dall’altrettanto eccessivo idrodinamismo (movimento indotto da onde e correnti), da luce e temperatura non idonee, dalla predazione e dalla competizione con alcune alghe (nota è l’introduzione in Mediterraneo della specie alloctona Caulerpa taxifolia che negli ultimi anni ha portato alla regressione di molte praterie di P. oceanica).
Per crescere in ottime forme, la pianta richiede alcuni parametri indispensabili: acque limpide (può spingersi sino a 40 metri di profondità se la trasparenza dell’acqua lo garantisce), temperature ottimali tra i 14 e i 23 °C, salinità costante, substrato sabbioso (talvolta la si trova disposta in modo disordinato e rado su fondi rocciosi).
La predazione da parte degli erbivori è scarsa in quanto le foglie contengono molta cellulosa che le rende indigeribili, e solo pochi impavidi organismi osano avventarsi su di essa con i loro apparati masticatori. Le uniche specie effettivamente note di mangiatori di P. oceanica sono il riccio femmina Paracentrotus lividus, il pesce salpa Sarpa salpa, e il crostaceo isopode Idotea hectica. 
Le foglie ospitano, invece, un’ampia comunità di organismi epifiti (che crescono sulle foglie appunto), dai microscopici idrozoi e briozoi, alcuni dei quali endemici di Posidonia oceanica, come l’Electra posidoniae e la Sertularia perpusilla, a organismi un po’ più grandi e vagili come i molluschi gasteropodi Rissoa, Gibbula e Bittium, ai crostacei decapodi come Palaemon xiphias, invisibili agli occhi dei meno esperti.
Notevole è l’abbondanza di organismi filtratori come il polichete Sabella spallanzani, pascolatori come ricci, ascidie e carnivori. Gli organismi detritivori vivono invece sotto alle foglie in decomposizione, ricavando protezione dai predatori e alimento dalle foglie stesse.
Tra gli organismi del necton (attivi nuotatori) troviamo il pesce ago Syngnathus acus, il pesce pavone o donzella pavonina Thalassoma pavo, la castagnola Chromis chromis, la donzella Coris julis e pesci erbivori come la salpa Sarpa salpa.
All’interno della prateria vi dimora una quantità straordinaria di componenti dell’iperbenthos (cephalopodi, decapodi, pesci syngnathidi, crostacei misidiacei, molluschi nudibranchi). Nota è la presenza della Pinna nobilis, che con il suo metro di lunghezza rappresenta il più grande bivalve del Mediterraneo. 
Le praterie fungono da luogo ideale per la crescita di giovani di molte specie, in quanto offrono riparo dai predatori e notevole quantità di cibo legata alla produzione primaria e secondaria; costituiscono la “comunità climax” del Mediterraneo, cioè rappresentano il massimo livello di sviluppo e complessità che un ecosistema può raggiungere.
I ruoli che svolge nell’ecosistema costiero sono molteplici: produce all’incirca 20 l di O2 al giorno al m2, e l’intera produzione primaria si aggira sui 200 g di C al m2 l’anno, molto di più delle barriere coralline e delle zone di upwelling (risalita di acque fredde dai fondali marini, ricche di nutrienti); offre riparo, cibo e zone adatte alla riproduzione per molte specie di pesci, cephalopodi, crostacei, echinodermi e tunicati; consolida il fondale grazie alla formazione delle matte (intrecci di sedimento, foglie e rizomi molto compatti).
Inoltre, produce biomassa che viene esportata in ambienti limitrofi, agisce da barriera contro la forza delle correnti e delle onde, riduce l’erosione costiera grazie agli accumuli vegetali spiaggiati detti banchette. Essi, oltre a ospitare una moltitudine di organismi detritivori, smorzano l’impatto dell’onda sul litorale.
Per ultimo e non meno importante, Posidonia oceanica è un ottimo bioindicatore, infatti, grazie al suo lungo ciclo vitale, alla sua capacità di accumulare metalli pesanti e alla sua notevole sensibilità ai cambiamenti ambientali, ci permette di capire se qualcosa di diverso e pericoloso sta avvenendo nell’ambiente. La sua crescita è molto lenta, i rizomi crescono più o meno di un metro ogni 10 anni mentre è stato stimato che 1 m2 di matte impiega un secolo per svilupparsi.
Chi pensa perciò che una pianta sia solo una pianta si sbaglia di grosso! Le piante sono importanti quanto gli animali, se non di più, visto il loro ruolo ecologico, tra cui sicuramente spicca la produzione di ossigeno per tutti gli esseri viventi e una fonte di cibo per erbivori, quindi, per carnivori. Posidonia oceanica è un organismo fondamentale, che va protetto e studiato in quanto estremamente vulnerabile ai cambiamenti ambientali. Dunque proteggiamola, se non vogliamo evitare una caduta dell’ecosistema marino, una caduta che potrebbe essere irreversibile.

Margherita Acs

Margherita Acs, nata a Vercelli il 28 maggio 1986. Laureata in Biologia Marina, ha sempre avuto la passione per la natura e, in particolar modo, per il mare. E’ subacquea Fipsas e istruttrice Fipsas/Cmas di biologia subacquea. Oltre al suo lato “scientifico”, adora scrivere e lo fa da ormai più di dieci anni. E’ autrice di due romanzi di genere fantasy, entrambi pubblicati, uno dei quali “Il Confine” vincitore di un Premio Letterario Nazionale nel 2015. E’ attualmente alle prese con il suo terzo romanzo, ed è giornalista freelance presso la testata locale della sua provincia. Accanita lettrice, i suoi generi letterari vanno dai classici ai fantasy, dai romanzi di avventura ai saggi di grandi esploratori e scienziati.

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