La ferocia degli “annientatori” porta in un abisso che è peggio dell’inferno

“Questo è l’inferno: non sapere da quanto tempo sei all’inferno”
Inizia così “Gli annientatori” di Gianluca Morozzi (TEA, 2018), ma ci vuole quasi tutto il libro per capire cosa sia questo inferno in cui si trova il protagonista.

Giulio Maspero è uno scrittore di medio successo e, seppur con qualche difficoltà, riesce a vivere di scrittura. Ma è proprio la stesura del suo prossimo romanzo che lo trascina nell’incubo in cui si trova.

Spinto dalla sua condizione di “ex sfigato” che lo porta ad approfittare di qualsiasi occasione che gli si presenti con una donna in quanto segno di rivalsa nei confronti del suo passato, Giulio è un donnaiolo sfacciato che viene messo alla porta della sua attuale fidanzata dopo la scoperta di uno dei suoi tanti tradimenti. Rimanere senza una dimora non è solo un problema logistico, ma soprattutto esistenziale e professionale perché Giulio non ha un luogo che gli consenta di terminare il suo romanzo e di riconquistare la sua indipendenza economica.

Accetta così la proposta di Mauro Britos, un fumettista grottesco e oscuro che, in partenza per qualche mese in Uruguay, gli propone di trasferirsi nel suo appartamento per prendersi cura delle sue piante durante la sua assenza: casa gratis e solitudine è tutto ciò di cui ha bisogno Giulio per rimettersi in sesto.

Col senno di poi sono numerosi i segnali di ambiguità che Giulio riceve, ma che decide di ignorare: non solo la cialtroneria di Mauro Britos, ben manifesta dai disegni che trova nell’appartamento, ma perché non ci sono piante in quella casa? E perché gli inquilini di quella palazzina, così difficile da trovare e isolata rispetto alle altre abitazioni, sono così strani, invadenti e tutti imparentati fra loro? Accecato dalla voglia di andare a letto con Rachele, l’affascinante dirimpettaia, nonostante l’incontro con la dolce e innocua Anita, Giulio resta un giorno di troppo in quella casa e finisce all’inferno.

È un romanzo feroce e spietato quello di Gianluca Morozzi che, dopo Blackout (Guanda, 2004) e Radiomorte (Guanda, 2014), ci ha abituati a romanzi noir che tengono alta la tensione del lettore con la speranza che, superato il momento del “lupo cattivo”, faccia il suo ingresso nella storia un eroe positivo. Ma non sempre il bene vince sul male, soprattutto quando di mezzo ci sono “gli annientatori”.

Silvia Biglino

Silvia Biglino (classe 1979), laureata in Scienze della Comunicazione all’Università di Torino, da malata di storie e appassionata di romanzi acquista più libri di quanti riesca a leggere. Il suo blog “Il club dei lettori solitari” è il luogo dove ha deciso di riunire i personaggi che incontra nella meravigliosa esperienza di lettrice.

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