Il pasto del drago

Rafael Nadal ha ancora fame. Sono arrivate in tavola 25 portate consecutive, ma non ha intenzione di fermare i camerieri. Questo pasto pantagruelico deve continuare ancora per qualche settimana. Restano alcuni dei suoi preferiti: Madrid, Roma, Parigi.

L’intero personale di questo enorme ristorante che è l’ATP riesce ad essere distolto dal tavolo del maiorchino. Dopo l’undicesimo antipasto vista mare alla corte di Ranieri III, il Re della Terra Rossa si è spostato in Catalunya per una paella. Nessuno l’ha disturbato, non facendogli nemmeno freddare i gustosi frutti di mare.

 

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Il piatto forte della casa: dritto a uncino

A preoccuparlo per alcuni momenti sono stati Klizan e Goffin. Il primo ha messo in campo il miglior tennis della sua carriera ed è quasi riuscito a portare a casa un set. Poi Nadal ha posato le posate, tolto il tovagliolo dalle ginocchia e ha agito da par suo, recuperando il break e non dando nemmeno la soddisfazione del tie break allo slovacco.

Goffin ha potuto ancora meno: il sesto game del secondo set è durato quanto il resto del set. Che è comunque finito 6-0 per Rafa.

 

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Stefanos Tsitsipas, ultima vittima sacrificale di Barcellona

Che dire della finale? Il risultato parla da sé: 6-2 6-1. Poco ha potuto il giovane Tsitsipas contro il Drago. Non ha intenzione di fermarsi di fronte a nessuno. E nessuno pare in grado di impensierirlo. Finora paiono tutti con la lancia spuntata. Re Roger ha rinunciato alla crociata sul Rosso, Sir Andy è acciaccato, così come Nole il Serbo. Juan Martin il Gaucho non ha nella costanza la sua arma migliore e i vari Grigor di Valacchia, David del Belgio, Dominic d’Ausburgo, Marin di Croazia non sembrano in grado di opporsi.

spada nella roccia
Le condizioni degli altri cavalieri non sembrano buonissime…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sediamoci comodi, dunque, e godiamoci questa grande abbuffata del Drago di Manacor. Vedremo se qualcuno riuscirà a distrarre un cameriere facendosi servire almeno un churro, o un piccolo piatto di bucatini cacio e pepe o delle squisite escargot. Tutto in attesa che arrivi la verdura, dove molti prodi cavalieri dovrebbero tornare in campo, si spera più vigorosi che mai.

Michele Polletta | Piché Café

Piché - al secolo Michele Polletta - nasce e cresce a Biella, corre a Milano per studiare filosofia: per ora, è ancora lì. Vivace, loquace, pugnace, iperattivo si dedica a una serie di sport che poi segue in modo ossessivo, dal divano o dal vivo, comunque senza muovere un muscolo. Alcuni sostengono che li racconti meglio di come li pratichi. Scrive, ma soprattutto parla, parla, parla: poco importa che si trovi a scuola, dove insegna, in un bar, o alla radio

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