Il mio cielo. Midnight Sky si presenta

Il cielo è veramente immenso e andare alla sua scoperta è un’avventura meravigliosa, non facile, ma entusiasmante.
Puntare il telescopio per vedere la Luna con i suoi crateri è una delle prime cose che fa un astrofilo e già il solo ammirare il nostro satellite naturale diventa uno spettacolo incredibile, non solo per la sua bellezza, ma per tutte le cose che ci può insegnare.
Ad esempio, può essere incredibilmente affascinante scoprire che essa non riflette la luce del Sole, ma la diffonde, e proprio per questo le parti più luminose sono quelle montuose mentre le più scure sono i “mari”, pianure basaltiche molto uniformi.
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Ma la Luna non è illuminata solo dal Sole, anche la Terra svolge un suo importante ruolo in questo, e non tutti lo sanno. Ancora un esempio? Quando il satellite è una falce sottile, all’attento osservatore non sarà sfuggita la possibilità di scorgerne la parte in ombra. Essa però cambia di intensità luminosa: la mattina, con la Luna calante, la dark side of the moon è più facilmente individuabile, piuttosto che alla sera e questo perché a est dell’Italia vi è una prevalenza di terre emerse che appunto sono più chiare mentre a ovest vi è una prevalenza di “mari” più scuri e dunque meno riflettenti, proprio come succede sulla Luna.
L’astrofilo, poi, rivolge normalmente il suo strumento verso i pianeti: si scoprono così i satelliti di Giove e la sua grande macchia rossa, gli anelli di Saturno, le fasi di Venere e dello sfuggente Mercurio, si impara che Marte si avvicina tanto da mostrare i suoi continenti, la calotta polare le sue gigantesche tempeste di sabbia. Tutte queste osservazioni se ci ragioniamo attentamente ci insegnano qualcosa sul nostro Sistema Solare e sulle leggi fisiche che lo governano.

Ma è solo il primo passo. Ad esso seguono le stelle con i loro colori che ne indicano la temperatura, molte costituiscono sistemi doppi, tripli o “famiglie” ben più numerose e le leggi che abbiamo scoperto osservando i pianeti ci permettono di determinarne la massa ed altre caratteristiche.


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Vi sono poi ammassi di stelle che ne contengono migliaia, detti “ammassi aperti”, e insiemi ancora più grossi, quelli globulari che raggiungono le centinaia di migliaia e sono in grado di rivelarci la loro età e la struttura della nostra galassia.
Infine gli scienziati hanno provato a puntare il telescopio spaziale più potente, l’Hubble, nel punto più buio del cielo dove non brillava nessuna stella – un area che è grande più o meno come un cinquantesimo dell’unghia del nostro pollice – e la hanno fotografato. Solo lì hanno “trovato” oltre tremila galassie, tremila oggetti, ognuno dei quali contenente a sua volta centinaia di miliardi di stelle come il nostro Sole.
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E tuttavia siamo solo agli inizi di questa esplorazione. Ancora parzialmente cechi, non riusciamo ad osservare che una piccolissima parte di ciò che esiste. Capirete dunque oltre al fascino, la necessità, da parte di chi partecipa a questa meravigliosa avventura, di spiegare, o almeno tentare, questa vastità ad un pubblico che, abbagliato dalle luci della città, spesso non riesce più nemmeno a vedere le principali costellazioni.
Quando mi è stato proposto di partecipare a un progetto di divulgazione scientifica online ho accettato immediatamente ed ora, finalmente, è arrivata mezzanotte: Midnight Magazine è online.
Ugo Ghione

Ugo Ghione, docente di Matematica e Fisica, si è laureto presso l’Università di Genova in Fisica nel 1991. Attualmente insegna Fisica presso l’ITIS “Galileo Ferraris” di Savona. Appassionato di astronomia da sempre, comincia a dedicarsi alla fotografia astronomica nel 1997 con la meravigliosa cometa Hale Bopp, acquistando il primo telescopio. Nel 2000 si iscrive all’Associazione Astrofili Orione di Pietra Ligure di cui oggi è presidente da oltre un decennio. Dal 2004 ad oggi ha partecipato con le sue classi a numerose misurazioni astronomiche, dalla misurazione del raggio terrestre con il metodo di Eratostene alla misurazione della distanza della Luna con il metodo della parallasse; dalla misurazione dell’Unità Astronomica con il metodo dei transiti ideato da Halley alla misurazione della velocità della luce osservando le eclissi di Io come fece Ole Roemer nel 1676. Per aggiornarsi frequenta numerosi corsi online organizzati da varie università italiane e straniere; ha seguito con successo il corso su Relatività e Meccanica Quantistica del prof. Carlo Cosmelli della Sapienza di Roma, il corso di cosmologia: “Dal Big Bang all’energia Oscura” del prof. Hitoshi Murayama dell’Università di Tokyo, il corso Analizing the Universe sull’analisi delle sorgenti di raggi X del prof. Terry Matilsky della Rutgers University di New York e le scuole estive organizzate dall’Osservatorio Regionale della Valle d’Aosta. Oggi fa parte della commissione didattica dell’UAI (Unione Astrofili Italiani) ed è docente della scuola estiva di Campocatino (FR) ed è promotore di molte iniziative di divulgazione e didattica dell’astronomia.

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