• Home
  • /
  • Spettacolo
  • /
  • I SETTE PECCATI DI SARA: la caduta di una diva qualunque.

I SETTE PECCATI DI SARA: la caduta di una diva qualunque.

Ne I sette peccati di Hollywood Oriana Fallaci racconta il suo viaggio in America nel 1954 che la portò ai primi incontri decisivi della sua carriera. La giovane giornalista racconta di trovarsi a New York sulle tracce di Marilyn Monroe in un’estate caldissima, per poi essersi spostata nel “Bosco degli Agrifogli”. Da quel viaggio la Fallaci tornò con un’idea dello star system molto diversa da quella che aveva prima di partire per questo viaggio. Le interviste alle dive di prima generazione, quella della Hollywood della Golden Age e poi gli articoli sulle star di seconda generazione, quelle che ne erano le copie grottesche e troppo ostentate, le fecero scoprire una Hollywood chiusa nei suoi rituali, ossessionata dalla religione, dall’espiazione, annegata nell’alcol e nella demenza.

È chiaro che ogni star system è rappresentativo di un’epoca, delle aspettative dei suoi giovani, dei propri culti e dei propri delitti, del coraggio di quella generazione, ma anche delle sue viltà. Per questo motivo riflettere sulla celebrità diventa lo spunto per interrogarsi sulla mitologia che ci appartiene, non più divina, ma divinica (cioè del divo).

Il dipanarsi di una cultura della celebrità negli ultimi cento anni di storia ha fatto sì che si creasse non solo un processo culturale e un mercato di riferimento, ma un vero e proprio universo segnico ed ermeneutico che ha per oggetto il divo. Se dunque assumiamo che il mondo dello star system sia un universo segnico a parte che si autoalimenta e (a volte) si autodistrugge, non deve sorprendere se la storia presa in esame non sia giunta alle vostre orecchie.

Chi è la diva qualunque messa alla gogna del Web da quattro giorni? Sara è una ragazza dall’aspetto avvenente e folti capelli ricci, vive a Venafro (IS) ed è fidanzata con un calciatore di serie C. All’età di 21 anni decide di intraprendere l’ardua scalata per il successo. Partecipa al reality per coppie in crisi Temptation Island di Maria De Filippi con il suo fidanzato Nicola che molla alla fine del programma, si conquista dei fan, poi dei follower su Instagram, finisce a Uomini e Donne, qui tiene incollate migliaia di ragazze di età compresa tra i 15 e gli 80 anni allo schermo, si conquista persino la simpatia della Redazione, di Maria. Nel programma frequenta due ragazzi, sceglie il siciliano “che c’ha i valori” e lo fa dopo sei mesi di corteggiamento estenuante. Poi di botto la doccia fredda per i fan della nuova coppia: si sono lasciati. Copertine di giornali sì, ma baci in privato no grazie -dice. Il chiarimento in studio vede Luigi favorito dal pubblico. Due giorni dopo la stessa Sara acqua e sapone, tra uno sponsor via Instagram con Garnier e l’altro, appare con un nuovo fidanzato. Si fa avanti il suo ex, in realtà non si erano mai lasciati. “Business” dice Tina Cipollari, storica opinionista del talk show, invitando tutti i telespettatori a togliere il follow al profilo di Sara su Instagram che troppo l’ha fatta guadagnare. Viene pubblicato un video che svela ai follower che non sono tra i fortunati in studio che è tutto vero. Ha mentito. Ha mentito a tutti. E chi se lo aspettava? Ma lei, proprio lei, che piaceva perché non amava baciarsi in pubblico, perché era del sud? I follower crollano, l’agenzia la molla, la Garnier promette di prendere provvedimenti. In una settimana la nostra diva made in Mediaset si ritrova senza fidanzato/i, senza follower, e senza lavoro.

Questo breve sunto della vicenda mette in evidenza fin troppi spunti di riflessione.

La celebrità come atto performativo, innanzi tutto. Non solo la celebrity oggi ha oggetti a testimoniare il suo status, ma ha anche una casa da sfoggiare, una famiglia da esporre, un comportamento alimentare e un’attività fisica equilibrata da presentare al popolo dei propri seguaci che, grazie ad Instagram, possono finalmente avere accesso a quei piccoli scorci di vita che li fanno sembrare più umani, più vicini alla terra e alle sue funzioni. Al contempo, sempre per lo stesso principio, vengono innalzate allo status di dive ragazze di umili origini, le cui uniche prospettive, fino al giorno in cui Mediaset ha puntato su di loro i riflettori, non erano altre che quella di prendere le redini della pizzeria di famiglia.

Ancor più interessante è riflettere sulla doppia morale dello star system. Sara è stata messa alla gogna per essersi presa gioco di tutti, per essere stata falsa con i telespettatori, in nome del vile danaro. E in uno studio televisivo si è potuto assistere allo spettacolo di un sistema che critica se stesso, che denuncia i valori degeneri di famiglie incapaci di educare, quando è proprio quello stesso sistema ad aver creato, tramite una propaganda del successo, i suoi sotterfugi come unica via per la felicità. In questo locus amoenus che è lo show business è possibile veder convivere due morali: la prima imbevuta di perbenismo, che accetta sotto il suo segno soltanto ventenni desiderose di convolare a nozze e mettere su famiglia e ragazzi con saldi valori tra i quali verità, onestà e sincerità. E l’altra, che è il suo negativo, che è quella della chirurgia plastica che trasfigura i volti, delle agenzie pubblicitarie, delle serate in discoteca dove personaggi di questa levatura arrivano a chiedere 10 mila euro per una comparsata di mezz’ora al massimo. Queste due morali non trovano mai un momento di sintesi, ma convivono l’una affianco all’altra. “Nel mondo falsamente rovesciato, il vero è un momento del falso” diceva Guy Debord ne La società dello spettacolo. La domanda forse più importante è: cosa ci dice la vicenda di Sara Affi Fella su di noi, sulla generazione cresciuta a pane e Mediaset.

  1. L’influencer non sposa più il calciatore “e vissero felici e contenti”. Instagram ha creato un campo minato per tutta quella schiera di donne avvenenti per le quali il costo della rinoplastica era l’unico impedimento sulla via per il successo.
  2. I social rappresentano la nuova agenzia di collocamento nel nostro Paese, non senza criticità evidenti e mancato rispetto delle promesse di gloria e fama.
  3. La morale, giunta a quest’ora crepuscolare, si trova a scegliere tra il falso-bene e il vero-male. Quest’ambigua mancanza d’integrazione si ripercuote poi sul mercato del celebrity endorsement e porta alla domanda più concreta delle precedenti, su cosa sia l’influencer all’interno dell’azienda. Perché sì, Sara non potrà più essere ambasciatrice di trasparenza e serietà, ma come può questo determinare un licenziamento in tronco?

Sara in questo momento starà vivendo una crisi psicologica paragonabile, ironicamente, a quella di Marilyn Monroe nei giorni successivi allo scandalo. Il suo ex, racconta che sia stata portata a Torino dal suo ormai ex fidanzato calciatore di serie A Vittorio Parigini incappucciata, per non essere riconosciuta. L’immagine di paparazzi nascosti tra i cespugli di Venafro dà tutta la dimensione di questo scandalo all’italiana.

Questi sono i sette peccati di Sara, la ragazza della porta accanto che sognava di diventare una stella, sposare un calciatore e avere un pargolo da un milione di likes come il Leoncino nazionale. Ma come nel racconto biblico della caduta di Lucifero, è l’angelo più splendente il primo a cadere dal Paradiso.

Lascia un commento

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this