Federico, di Fabio Anselmo

Ci sono casi giudiziari che hanno lasciato il segno nella storia del nostro paese essendo diventati, a loro volta, poi dei casi televisivi per la rilevanza mediatica che hanno assunto: dall’omicidio di Marta Russo che, alla fine degli anni Novanta, ha tenuto incollati agli schermi gli spettatori di Un giorno in pretura ai più recenti episodi di cronaca nera, come il delitto di Avetrana, diventati famosi a causa dell’approccio più scandalistico con cui sono stati affrontati dalle reti commerciali.

Poi ci sono le vicende giudiziarie che hanno visto protagoniste le forze dell’ordine e sono inizialmente passati in sordina, se non fosse stato per i familiari delle vittime che, con tenacia, hanno portato alla ribalta quelle morti più scomode. Fra queste ci sono le morti di Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi, per i quali mamma e sorella hanno lottato dando loro la giusta rilevanza che giornali e televisioni avrebbero dovuto dare fin da subito. Fabio Anselmo, avvocato titolare di un piccolo studio di Ferrara, ci racconta in “Federico” non la battaglia combattuta in televisione, ma quella che Patrizia Moretti, mamma del diciottenne ferrarese, ha affrontato nelle aule giudiziarie a partire dalla mattina del 25 settembre 2005 quando prese in mano il telefono e lo contattò dopo aver ricevuto la tragica notizia della morte del figlio, avvenuta per asfissia posturale in seguito ai colpi ricevuti durante un fermo di polizia.

Questo è l’inizio di uno dei più importanti casi giudiziari degli ultimi anni che ha sconvolto l’opinione pubblica nazionale, contribuendo a insinuare il dubbio che nel nostro ordinamento mancasse un elemento fondamentale non previsto, ossia il reato di tortura.

Fabio Anselmo racconta in prima persona il dramma di questo caso, a seguito del quale è divenuto poi consulente in molti dei processi che hanno visto coinvolti poliziotti, carabinieri, medici, fra cui appunto anche quello di Stefano Cucchi.

“Quello che non cambierà mai è che Federico Aldrovandi, un ragazzo che aveva appena compiuto 18 anni, non c’è e non ci sarà mai più. È con questa realtà, e con questa tragedia, che i suoi genitori e suo fratello dovranno fare i conti tutti i sacrosanti giorni della loro vita. Quindi per cortesia, non esprimeteci la vostra solidarietà fasulla, ipocrita, quando ci querelate perché chiediamo giustizia. Non fatelo, abbiate il pudore di lasciarci in pace. Ho finito.”

Attraverso i suoi ricordi e appunti Anselmo entra nel profondo di una vicenda personale che è diventata patrimonio della storia dei diritti civili del nostro paese: perizie e arringhe si alternano a emozioni, paure e fallimenti di un uomo che si è trovato improvvisamente al centro di un processo mediatico che lui stesso ha contribuito a far esplodere.

Federico
di Fabio Anselmi
Edizioni Fandango Libri (2018)

Silvia Biglino

Silvia Biglino (classe 1979), laureata in Scienze della Comunicazione all’Università di Torino, da malata di storie e appassionata di romanzi acquista più libri di quanti riesca a leggere. Il suo blog “Il club dei lettori solitari” è il luogo dove ha deciso di riunire i personaggi che incontra nella meravigliosa esperienza di lettrice.

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