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Dopo Dismaland, apre a Gerusalemme il Walled Off Hotel: la nuova trovata di Bansky.

– Ho prenotato la suite con vista panoramica. Davvero spiritosi a chiamarla così.
– Un ascensore murata nel corridoio!? Ma scherziamo???
– I letti a castello della camerata scricchiolano. Definire la musica del ristorante “dal vivo” è del tutto discutibile.
– Molto eleganti gli arredi, peccato per il muro di fronte, che toglie luce agli interni…

Questi giudizi non li leggerete mai sul serio, men che meno se riferiti all’albergo che li ha ispirati: il “Walled Off Hotel” di Gerusalemme.
Perché nessuno sprovveduto potrebbe capitare qui per caso, senza sapere di trovarsi fra le pareti di un hotel del tutto eccezionale; esclusivo si, ma non nella classica accezione da tour operator. Il Walled Off Hotel è uno scherzo irriverente, un’installazione d’arte, la più grande operazione artistica contro la guerra che sia mai stata fatta in territorio palestinese; ed è la nuova trovata di Bansky il più brillante fra gli street artist contemporanei.

A partire dal 2002 l’artista britannico aveva più volte designato la città di Gerusalemme, e l’assurdo muro che la divide in due, come luogo privilegiato per le sue riconoscibilissime opere di street art, presto divenute iconiche. Nel 2017 l’artista torna in quegli stessi luoghi con immutata irriverenza, per un progetto decisamente più ambizioso: l’apertura di un’attrazione turistica in un territorio troppo a lungo martoriato dalla guerra.

una vista del muro dal walled off hotel

Il Walled Off Hotel si colloca nella ridente cittadina palestinese, a poche decine di metri dall’imponente cortina di cemento fatta costruire nel 2002 per separare alcuni quartieri della città di Gerusalemme dallo stato Israeliano, tranciando la città di netto. La palazzina dista circa un miglio dal centro di Betlemme, ed è situata ad appena 500 metri dal primo posto di blocco in direzione di Gerusalemme.
Collocato in posizione centralissima (a patto che si prenda il muro come centro di interesse) l’albergo fuori le mura, o “murato” come simpaticamente soprannominato dai locali, gode di una vista privilegiata sull’imponente barriera, grandioso esempio di architettura applicata alla grettezza umana, e anche uno delle poche – ma non rare – rappresentazioni tangibili di come non si risolve un conflitto.

La sala hall, così come il ristorante – dove si possono gustare i migliori falafel della città – sono graziosamente arredati in perfetto stile coloniale inglese della prima metà del XX secolo. Il tocco di eleganza British che contraddistingue gli interni, non è tuttavia l’unico segno della presenza occidentale nel caldo, e così vicino oriente. I territori su cui sorge la struttura sono infatti da ormai un secolo (il centenario cade proprio nel 2017) sotto l’inutile controllo delle nazioni unite, che tanto hanno fatto nella regione perché restasse irrisolto ogni tipo di conflitto.
Moderno, fresco e irriverente invece lo stile delle dieci camere a disposizione degli ospiti, curate e arredate con gusto dal fondatore stesso dell’hotel, che le ha volute differenziate nei servizi per incontrare le esigenze di qualsiasi avventore: pellegrini, palestinesi curiosi di vedere il muro da una prospettiva insolita (uno sconto speciale a chi riesce ad eludere la sorveglianza dell’esercito per venirci a trovare), ma anche turisti distratti, fashion blogger, capi di stato corrotti o giramondo squattrinati. Ciascuno potrà godere della disagevole esperienza di sentirsi totalmente inadeguati in un paese ostile. Ogni disagio sarà tuttavia spazzato via dalla splendida vista sul muro di cui gode ciascuna delle sue camere, caratteristica peculiare che rende l’Hotel autentica attrazione della città.

Addentriamoci ora in un tour virtuale nell’esclusivo Hotel.
A disposizione degli ospiti più esigenti, l’albergo offre le camere “Artist”; firmate nel design da artisti di fama internazionale. Al ritorno a casa, potrete raccontare agli amici di aver dormito nel letto di Bansky, mentre un soldato israeliano e un giovane palestinese si fanno la guerra a colpi di cuscino, o di esservi lavati i denti in un bagno Dominique Petrin, o di aver fatto un riposino davanti ad un’installazione di Sami Musa.
Se invece preferite un’eleganza un po’ più sobria, le camere “Scenic” faranno al caso vostro. Dotate di una vista mozzafiato sul muro, non hanno bisogno di altra attrattiva. Oltre ad essere equipaggiate di ogni comfort, offrono la possibilità – per gli amanti del genere – di praticare “wall watching” in camera, grazie a cannocchiali professionali in dotazione per gli ospiti.
Al contrario, se i comfort non vi interessano e desiderate un’esperienza di viaggio autentica (anche un po’ punitiva) allora la soluzione perfetta per voi è “Budget”. Una camerata arredata in partnership con le forze militari israeliane, dotata di letti a castello e bagni condivisi. Nel prezzo di 30$ a notte sono compresi anche i tappi per le orecchie, mentre non è previsto alcun protocollo che garantisca la sicurezza personale.
Infine, se siete di tutt’altra pasta, per esempio dei capi di stato corrotti, allora non potete che scegliere le comodità della suite “Presidential”: capiente vasca idromassaggio in finta pietra perfetta per simpatici festini, libreria con volumi antichi da nascondere in valigia prima della partenza, bar in camera, servizio cena su richiesta, e per finire, rooftop garden (data la collocazione dell’albergo in prossimità del muro, è vietato ogni accesso al tetto senza previa concessione delle forze armate israeliane. L’assicurazione dell’albergo non copre eventuali incidenti diplomatici).

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Il Walled Off Hotel rappresenta una meta di interesse culturale anche per i turisti semplicemente di passaggio in città: qui potranno infatti gustare una colazione internazionale accompagnati dalle note di un pianoforte che suona da solo; guardare al futuro dell’arte contemporanea palestinese nella splendida galleria curata dallo storico e critico d’arte Ismael Duddera; fare qualche acquisto nello shop corner dell’albergo, dove potranno acquistare tutto il necessario per lasciare un graffito di protesta, o magari un feedback positivo sulla sconfinata tela di oltre 700 km rappresentata dal muro. Oppure ancora potrete visitare il curioso “Museo del muro” e qui scoprire inaspettate curiosità sull’imponente barriera, innalzata a partire dal 2002 per evitare incursioni di terroristi palestinesi nello stato israeliano. Divertente ad esempio la divergenza di punti di vista a seconda del punto da cui si osserva il muro, che gli israeliani chiamano “salva-vita” e che i palestinesi hanno invece soprannominato “muro della vergogna” o, usando l’espressione araba jidār al-faṣl al-ʿunṣūrī, “muro di separazione razzista”.

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Il Walled Off Hotel aprirà i battenti il prossimo 20 marzo, mentre a partire dal 12 saranno aperte le prenotazioni. Nelle intenzioni di Bansky, l’intera operazione non sarà limitata nel tempo, ma dovrà funzionare come una “normale” struttura turistico-ricreativa per incoraggiare la rinascita di un territorio che ha visto solo decenni di insensata distruzione.
Bansky, che a proposito del progetto ha dichiarato: «i muri vanno molto di moda nell’ultimo periodo, ma io me ne sono interessato molto prima che Trump li rendesse cool», vuole con il Walled Off Hotel offrire al viaggiatore la possibilità di conoscere qualcosa di più sul muro che divide in due la città di Gerusalemme; smascherandone l’insensatezza e vivendola nel quotidiano con l’ironia delle sue installazioni, perché ciascuno possa farsene poi un’idea tutta personale, e magari raccontarla agli amici al rientro.
In fondo, lo scopo di ogni viaggio è scoprire il fascino di tutto ciò che nel proprio paese si ignora o si da’ per scontato; dagli aspetti più banali a quelli più importanti, decidete voi dove collocare il lusso di potersi dire liberi, e la possibilità di vivere in pace.

Chiara Stella Mauriello.

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