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DEF e Manovrina: obiettivo crescita economica

Approvato in data 11 aprile 2017 dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro dell’economia e delle finanze Pier Carlo Padoan, il Documento di economia e finanza (DEF) 2017 e un Decreto Legge contenente disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi in favore delle zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo.

DEF: investimento e crescita economica italiana

Questo Def rappresenta un elemento di forte continuità con le politiche del governo di questi anni, e prefigura un’economia che continua a crescere e una finanza pubblica che continua ad aggiustarsi pur in un contesto internazionale difficile. Insieme al Piano nazionale per le riforme ribadisce che la crescita va cercata nel lungo termine. Le riforme continuano e in questo Pnr le misure nuove sono molto importanti“: è quanto ha affermato e messo in evidenza il ministro Padoan in un video diffuso sul canale YouTube del MEF.

Nel Def ci sono anche altre misure di aggiustamento con cui raggiungere pienamente gli obiettivi fissati dall’Europa. Ci sono misure espansive legate all’investimento per la ricostruzione delle zone sismiche, ci sono misure di finanza per la crescita per la competitività. C’è poi un decreto della presidenza del Consiglio dei ministri che prefigura una pianificazione a lungo termine di un ammontare considerevole di risorse egli investimenti per la crescita, le infrastrutture e la tecnologia“, ha aggiunto Padoan. L’obiettivo prioritario del Governo – e della politica di bilancio delineata nel DEF – resta quello di innalzare stabilmente la crescita e l’occupazione, nel rispetto della sostenibilità delle finanze pubbliche.

DEF: Previsioni 2017 e continuazione con le riforme precedenti

Per l’anno 2017 è stata confermata la previsione di crescita dell’1,1% grazie ai risultati attesi dalle riforme avviate negli anni precedenti. È intenzione del Governo Gentiloni continuare a portare avanti le politiche economiche adottate sin dall’anno 2014, volte a liberare le risorse del Paese dal peso eccessivo dell’imposizione fiscale e a rilanciare gli investimenti e l’occupazione, nel rispetto delle esigenze di consolidamento di bilancio. Il Governo ritiene prioritario proseguire nell’azione di rilancio degli investimenti pubblici.

Per conseguire una maggiore efficienza e razionalizzazione della spesa per investimenti si ritiene necessario intervenire per migliorare la capacità progettuale delle amministrazioni e delle stazioni appaltanti per la realizzazione di opere pubbliche. L’evoluzione congiunturale dell’economia italiana è favorevole. Nella seconda metà del 2016 la crescita ha ripreso slancio, beneficiando del rapido aumento della produzione industriale e, dal lato della domanda, di investimenti ed esportazioni. La fiducia delle imprese italiane sta aumentando notevolmente in un contesto europeo che si fa via via più solido.

Accanto al rilancio degli investimenti pubblici il Governo intende proseguire nell’azione di rafforzamento della capacità competitiva delle imprese italiane, nel solco degli interventi disposti negli ultimi tre anni. Le misure intraprese per sostenere tutti i fattori produttivi hanno canalizzato le energie delle imprese italiane verso la crescita dimensionale e l’internazionalizzazione, aprendo in modo decisivo il sistema Italia per attrarre capitali, persone e idee dall’estero. Le misure di ‘Finanza per la Crescita’ stanno aiutando le imprese a migliorare la governance e ad accedere al mercato dei capitali; la recente riforma dei Piani Individuali di Risparmio fornisce, per la prima volta, uno strumento che permette di canalizzare risparmio privato verso l’economia reale italiana.

Programma Nazionale di Riforma: sostenere la competitività delle imprese italiane

Le misure di impulso alla crescita, agli investimenti e all’occupazione si accompagnano agli sforzi promossi per rimuovere gli impedimenti strutturali alla crescita su molti fronti, quali ad esempio il mercato del lavoro, il settore bancario, il mercato dei capitali, le regole fiscali, la scuola, la pubblica amministrazione, la giustizia civile. Il Programma Nazionale di Riforma 2017 intende proseguire nell’ambiziosa azione riformatrice avviata nel 2014 per il cambiamento strutturale del tessuto economico e sociale del Paese; una parte significativa del programma iniziale di interventi è stata realizzata, come riconosciuto anche dal recente Rapporto sull’Italia redatto dalla Commissione Europea.

Tra i principali interventi adottati negli ultimi dodici mesi, si sono poste le basi per una Pubblica Amministrazione più efficiente, semplice e digitale, parsimoniosa e trasparente; sono stati individuati strumenti operativi per fronteggiare la mole dei crediti in sofferenza frutto della crisi, sono stati forniti al sistema bancario gli strumenti per massimizzare le soluzioni di mercato con il supporto della garanzia dello Stato; si è ultimata la riforma del mercato del lavoro, che sta favorendo la crescita dell’occupazione e della qualità del lavoro; per la prima volta il Paese si è dotato di uno strumento nazionale e strutturale di lotta alla povertà – il Sostegno per l’inclusione attiva che verrà sostituito dal Reddito di Inclusione – che mira a promuovere il reinserimento nella società e nel mondo del lavoro di coloro che ne sono esclusi.

Il Piano Industria 4.0 – basato su interventi a sostegno della produttività, della flessibilità e della competitività delle nostre produzioni – intende favorire un cambiamento produttivo e tecnologico volto alla decisa crescita della competitività. Sono stati conseguiti numerosi progressi in materia di giustizia civile e una sostanziale riduzione dell’arretrato del processo amministrativo. Sono state portate avanti le semplificazioni e i piani per le infrastrutture e la logistica, e di rilancio delle periferie degradate delle grandi città. È stata completata la riforma del bilancio con l’unificazione della Legge di Bilancio e della Legge di Stabilità in un unico provvedimento integrato. La riforma dell’amministrazione fiscale è stata completamente attuata sul piano formale e oggi produce effetti sostanziali grazie all’introduzione di attitudini e comportamenti che stanno migliorando il rapporto con il contribuente, aumentando il tasso di adempimento spontaneo. Sono state infine potenziate le misure per il rientro dei cervelli e l’attrazione del capitale umano.

Jacqueline Facconti

Dr.ssa FACCONTI JACQUELINE. Laurea magistrale in STRATEGIA, MANAGEMENT E CONTROLLO conseguita con votazione 110 e lode, Master in Comunicazione, Impresa, Assicurazione e Banca. Web Editor e Web Content Manager, Redattore e cultrice di materie economiche, finanza, assicurazione e merceologia. Esperta in Quality e Human Resource Management, scrittrice professionista e collaboratrice presso U.O Tributi Comune di Sarzana.

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