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Dazi e protezionismo commerciale: Trump “travolgente”

Trump ha firmato due ordini esecutivi che ridisegnano la politica economica e commerciale degli Stati Uniti d’America, con l’obiettivo di individuare gli “abusi nella bilancia commerciale” e inibire il “dumping”, minare le esportazioni a prezzi scontati per penetrare sul mercato statunitense. Pesante il bilancio per i Paesi del mercato unico europeo, prosegue in questi giorni la “guerra” sui dazi commerciali tra Stati Uniti ed Europa, si tratta di un duello sempre più aspro. Rivela il Segretario al Commercio Usa, Wilbur Ross “Gli Stati Uniti non si inchineranno più al resto del mondo grazie all’approccio del Presidente Donald Trump”. Con questa affermazione di Ross, sembra che il Presidente Trump voglia fare sul serio e non ritornate indietro; di sicuro, si tratta di una guerra di natura commerciale, del resto gli Usa vantano da anni un deficit nella bilancia del commercio e la colpa è dovuta esclusivamente alle nazioni che hanno grossi avanzi commerciali, oltre che dei cattivi accordi commerciali negoziati negli anni passati. In particolare, tra questi ultimi ci si riferisce al Nafta, TTP, TTIP ovvero al Partenariato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti tra UE e Stati Uniti d’America.

Gli obiettivi attesi del TTIP sarebbero stati:

  • aiutare i cittadini e le imprese grandi e piccole imprese,
  • apertura degli USA alle imprese dell’UE,
  • riduzione degli oneri amministrativi per le imprese esportatrici,
  • definizione di nuove norme per rendere più agevole ed equo esportare, importare e investire oltreoceano.

In effetti, questi obiettivi commerciali sono rimasti sulla “carta” e, in sostanza, si è venuto a creare un disavanzo nella bilancia commerciale degli USA, il quale si è sempre più incrementato con il corso degli anni. Per questo, Trump ha deciso di avviare ufficialmente la nuova policy protezionista che aveva promesso durante la campagna elettorale: nel frattempo, Trump ha apposto la firma su due decreti esecutivi per un cambio “di rotta” della strategia e politica commerciale americana tesa ad individuare ed eliminare gli “abusi” che contribuiscono ad accrescere il deficit commerciale statunitense, stimato in una cifra di 500 miliardi di dollari. Inoltre, il Presidente americano ha intenzione di approfondire la questione, analizzando con estrema attenzione i disavanzi commerciali con una lista di Stati tra cui la Cina, la Germania ed altri Paesi del G7 tra i quali l’Italia. Una modifica che prelude a decisioni e strategie “stringenti” in materia di dazi ed accordi commerciali, che potrebbero condurre al ritorno al passato al protezionismo.

Il “buco nero” che spaventa gli Stati Uniti d’America porterà il Governo americano ad adottare sempre più dazi punitivi che mineranno al 100% prodotti come gli scooter Piaggio, acqua Perrier, formaggio Roquefort, moto Husqvarna, i pomodori. I paesi più colpiti da queste politiche di “protezionismo trumpiano” saranno Francia, Italia e Germania, paesi impegnati nel commercio di prodotti-simbolo del “Made in Europa”. Dinanzi a queste pesanti e stringenti decisioni di Trump, le imprese italiane e quelle europee saranno chiamate definitivamente a rivedere le proprie mosse strategiche in ambito di esportazioni.

Se, fino ad oggi, si è insistito sempre sulla globalizzazione e sull’apertura dei mercati commerciali con l’integrazione, il venir meno dei confini tra Stati e tra imprese, da oggi si cambia rotta. Ritorno al protezionismo economico ed all’autarchia? Lo scenario che si sta venendo a delineare è sicuramente un contesto diverso da quello vissuto, fino a questo momento dalle imprese mondiali, a cui si deve guardare con serietà. L’export delle imprese italiane e di tutti i paesi europei sarà profondamente minato dai dazi punitivi del Governo Trump: in particolare, certi settori sono più a rischio di altri in quanto la Quota di mercato detenuta negli USA è veramente cospicua in termini quantitativi e di valore. I comparti che saranno più colpiti sono quelli di mezzi di trasporto, meccanica, automobile, impiantistica, tessile, abbigliamenti, alimentare, beverage, metallurgia, materie plastiche, farmaceutica, chimica, elettronica, legno, carta, petrolifero.

Dai social spunta il commento condivisibile di Colombo: il «Protezionismo è un disastro sta nella missione di Facebook di rendere il mondo aperto e connesso, per tanti attori di questo settore e tante piattaforme digitali è un controsenso.” Così Luca Colombo, country manager di Facebook Italia, ha commentato sulla stretta di Donald Trump su prodotti di europei e anche sul Made in Italy. La politica protezionistica di Trump fa paura e vede l’applicazione di dazi protettivi ai prodotti importati, che aumentano automaticamente il prezzo rispetto ai prodotti nazionali. I prodotti interni che vengono favoriti per il consumo autarchico rispetto alle merci straniere.

I dazi applicati anche alle materie prime esportate per mettere in difficoltà l’economia di stati non produttori, l’istituzione di premi, agevolazioni fiscali e creditizie (tassi agevolati) ai produttori nazionali esportatori e punizioni pesanti alle imprese americane che vanno fuori dai confini nazionali. Donald Trump minaccia di punire severamente le aziende che decidono di trasferire le proprie attività all’estero: si tratta di una decisione che non resterà senza conseguenze, che vedrà l’introduzione di una ‘tassa di confine’ la cui aliquota potrebbe giungere al 35%. La nuova amministrazione statunitense vuole incentivare le imprese che restano in America a produrre con un drastico taglio di tasse e di vincoli burocratici. Insomma, questo cambio di scenario e di strategie sicuramente ridisegnerà i confini globali ma, di certo, non spazzerà via quello che il nostro Presidente del Consiglio Gentiloni ha affermato «La qualità non ha frontiere: dazi, protezionismi, chiusure non possono essere barriere che mettono un freno, un muro alla qualità. La qualità è crescita e benessere per tutti».

 

Jacqueline Facconti

Dr.ssa FACCONTI JACQUELINE. Laurea magistrale in STRATEGIA, MANAGEMENT E CONTROLLO conseguita con votazione 110 e lode, Master in Comunicazione, Impresa, Assicurazione e Banca. Web Editor e Web Content Manager, Redattore e cultrice di materie economiche, finanza, assicurazione e merceologia. Esperta in Quality e Human Resource Management, scrittrice professionista e collaboratrice presso U.O Tributi Comune di Sarzana.

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