Così fan tutti – La fotografia su Midnight

La digitalizzazione ha reso la fotografia una passione diffusa e da comodino. Molti possono permettersi una macchina fotografica, i più l’hanno già incorporata sul proprio cellulare. La realtà viene fotografata mille e mille volte e c’è da dire che la maggior parte di queste fotografie è effettivamente presentabile o addirittura artistica.

La rete trabocca di tramonti, gatti, rose e biciclette sul fiume, ma pure ottimo materiale fotografico, vivido, ben composto, originale. Se con una facilità inquietante posso in pochi minuti trovare fotografi talentuosi e se per ognuno di loro (e per ognuno di voi) esistono delle piattaforme apposite, mi dite cosa posso fare io? Se non posso spedire per il mondo dei fotoreporter, se non ho Annie Libovitz che lavora per me, per me chi lavora?

Mi è stato chiesto di realizzare Midnight Click, la sezione fotografica di Midnight Magazine, mi è stata data carta bianca, una pellicola vergine. Cosa impressionarci sopra? Come districarsi in mezzo a tutta questa caotica abbondanza, a questa cornucopia che allunga al nostro occhio mille e mille opere visive?

L’occhio piano si abitua all’eccezionale, perde l’abitudine ad osservare curioso e cerca solo stimoli sempre più esotici. In questa giungla caotica dove lo sguardo si fa stanco e distratto, ho pensato come a volte il viaggio non stia veramente nello spostarsi, ma nel vedere i dintorni con occhi nuovi. Ci sono attualmente centinaia di siti dove i fotografi possono mostrare online i propri lavori ed altrettanti giornali con fotoreporter celebri che hanno la possibilità di fotografare soggetti straordinari. Ma spesso la destrezza nel potenziare il proprio talento sta nel riconoscere i propri mezzi.

Perciò, dopo tantissime ricerche ho raggruppato sei ottimi fotografi emergenti, assolutamente differenti, nei quali confido per cogliere l’ordinario con un occhio per l’essenziale, il réalisme poétique che tutti noi talvolta cogliamo tra le pieghe della vita di tutti i giorni, in casa, per strada. La scelta non è caduta (volutamente) su fotografi iper-professionisti, ma su persone che hanno un proprio sguardo sulla realtà, introvabile in altri. Il materiale visivo sarà accompagnato da testi di commento e introduzione ben poco tecnici, piuttosto un divertissement narrativo, mentre un poeta si occuperà di cogliere l’essenza dei lavori attraverso la leggera arte delle poche e giuste parole.

Attraverso Midnight Cinema si esplorerà la connessione tra le due arti, con l’obiettivo di superare qualsiasi pregiudizio e purismo verso ognuna e approfondirle entrambe in un’addizione che dovrebbe non fare né due né cinque, ma centomila. I lavori sono vincolati da un tema che scocca mensilmente per comporre un ordine nel caos cibernetico, definire i margini dell’inquadratura. Il tema mensile verrà lanciato assieme al nome di un fotografo, una serie ed un gioco legato a quel tema. Le date saranno studiate ma per mantenere il giusto ordine, non sempre si terranno gli stessi giorni di uscita ma verrà sempre stabilito nell’editoriale del lancio del tema mensile.

Il mio e il nostro obiettivo è di documentare la realtà con uno sguardo autoriale ed individuale di quelli del team, spontaneo, diretto, un po’ art brut, un po’ cultura autonoma. Il nostro obiettivo è di farvi vedere come siamo noi e come siete voi, mostrarvi realtà esotiche nel cortile di casa, sulla strada per arrivare in fermata, impressionarvi, insomma.

Justine Knuchel

Figlia d’arte, Justine Knuchel (1997, Svizzera) è cresciuta in una realtà parallela composta da musica, fotografia, cinema. Capendo da piccola che chi fa arte può giocare col tempo, Justine ha iniziato a giocarci: dai dieci anni inizia a fare video buffi col padre e poco dopo si fa regalare la sua prima macchina fotografica. Dopo anni passati a congelare il tempo per esercizio, ha la possibilità di mostrare i risultati con la sua prima mostra ‘’Cam Wow Retro’’ in una casa pronta per essere abbattuta che diversi artisti investono in ogni suo angolo con le proprie creazioni. La casa viene demolita con tutte le opere al suo interno pochi mesi dopo l’inaugurazione. Le foto non ci sono più ma qualcuno ha ricordato quel periodo attraverso dei video. A 16 anni espone a Lugano la serie ‘’Old is the New New’’ con fotografie che ritraggono nipoti vestite come le loro nonne e immortalate insieme ad esse nelle loro attività quotidiane. Da quando una notte ha realizzato che non rimarrà adolescente per sempre – un concetto che sembrava astratto fino a quella sera – ha iniziato a fotografare con urgenza la sua realtà per non farla fuggire, per non farla invecchiare. A diciannove anni Justine sta frequentando l’ultimo anno di Liceo Artistico Audiovisivo e Multimediale al Centro Studi Casnati di Como.

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