Commuoversi e stupirsi leggendo “Il mare dove non si tocca”

Sono molti i motivi per i quali consigliare di leggere “Il mare dove non si tocca” di Fabio Genovesi (uscito per Mondadori nel settembre 2017), ma tre sono più che sufficienti per convincere chiunque a farlo.

Lo stupore di un bambino alla scoperta del mondo.

Il piccolo Fabio racconta la sua vita di bambino attraverso le vicissitudini della sua umile famiglia: una mamma affettuosa e pragmatica, un papà bello come il sole, silenzioso e rispettato da tutti per la sua dote di saper aggiustare tutto, una nonna autorevole e, soprattutto, una decina di nonni. Sì, perché nella famiglia Mancini manca il nonno e, a contendersi il suo ruolo, ci sono tutti questi zii mezzi matti che pretendono di crescere il nipote con metodi eccentrici (a volte anche poco educativi) tenendolo all’oscuro dell’esistenza di esseri viventi suoi coetanei. Il risultato sarà lo stupore che Fabio proverà il primo giorno di scuola elementare quando si accorgerà che al mondo ci sono altri bambini che giocano e si divertono con attività ben diverse da quelle a cui lui è abituato, ma sicuramente più consone alla loro età.

Gli anni Ottanta.

C’è davvero ancora bisogno di raccontare gli anni Ottanta? Sì. Perché, con le influenze ancora oggi ricorrenti nella musica e nella moda, sono sempre qui a ricordarci quanto fosse diverso essere bambini e crescere in quel decennio: quando si giocava a mosca cieca, si andava in gita con il gruppo della parrocchia o a pesca con il papà, quando i sistemi educativi dei parenti più anziani non erano ancora passabili di denuncia agli assistenti sociali, quando il primo approccio alla sessualità si presentava sotto forma di giornaletto porno. E ancor più ce n’è bisogno se vengono raccontati attraverso gli occhi ingenui e innocenti di un simpatico bambino.

I valori della famiglia.

Giorno dopo giorno Fabio impara a conoscere il mondo a modo suo: in bilico fra gli insegnamenti discutibili degli zii, di cui alcune volte si vergogna, e la propria visione delle cose che cresce dentro di lui attraverso le sue esperienze personali. Fabio impara ad affrontare il dolore, a confrontarsi con la durezza degli adulti e con lo spietato giudizio dei suoi coetanei, a integrarsi con i più deboli, ma anche a convivere con i più forti. E solo così riuscirà a capire che la sua tenacia è frutto non solo di se stesso, ma anche della sua famiglia bizzarra, folle, ma unita dall’amore.

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L’autore

Fabio Genovesi, classe 1974, ha vinto la seconda edizione del Premio Strega Giovani con il romanzo Chi manda le onde. Questo è il suo quarto romanzo.

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Il mare dove non si tocca
di Fabio Genovesi
Mondadori, 201

Silvia Biglino

Silvia Biglino (classe 1979), laureata in Scienze della Comunicazione all’Università di Torino, da malata di storie e appassionata di romanzi acquista più libri di quanti riesca a leggere. Il suo blog “Il club dei lettori solitari” è il luogo dove ha deciso di riunire i personaggi che incontra nella meravigliosa esperienza di lettrice.

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