“Brave con la lingua” ha anche un sottotitolo

Una raccolta di storie che raccontano “come il linguaggio determina la vita delle donne”, che poi sarebbe il sottotitolo

Alzi la mano chi, leggendo questo titolo, non ha pensato al risvolto sessuale dell’espressione “Brave con la lingua”. Anche voi non avete fatto lo sforzo di leggere il sottotitolo prima di sparare un giudizio affrettato?

Ecco, questo è proprio il senso di “Brave con la lingua”, una raccolta di racconti di donne, scritti da donne e messi tutti insieme non per la semplice appartenenza allo stesso genere, ma perché legati da un medesimo filo conduttore: le etichette che le donne, nel corso della loro vita, si ritrovano appiccicate addosso.

“Anche le altre donne avevano dei difetti. Le sue colleghe erano mestruate, le tue amiche erano delle zoccole, e le donne che dirigevano un’azienda, uno stato, un’università? Beh, sai come sono arrivate lì…” (dal racconto Lotta alla cellulite, di Vittoria Baruffaldi)

Perché se prendiamo un gruppo di donne e diciamo che sono brave con la lingua, il primo pensiero che viene in mente è quello sessuale, non di certo che siano brave a usare la lingua parlata e scritta.

Piangi sempre. Hai la testa fra le nuvole. Sei permalosa. Hai per caso il ciclo? Sei una bambina. Perché non fai una vita normale come tutti gli altri? Quando troverai un fidanzato? Quando vi sposate? Quando fate un figlio? Hai avuto un sacco di uomini, sei una poco di buono.

Si potrebbe andare avanti all’infinito e ognuna di noi troverebbe sicuramente una categoria che le è stata assegnata da bambina, da adolescente, da adulta. E probabilmente non ci ha mai fatto caso.

“Chi lo sa se si sarebbe comportato allo stesso modo, se nessuno gli avesse fatto credere di essere così” (dal racconto Santa Cristina vergine e martire, di Francesca Manfredi).

Giulia Muscatelli, torinese classe 1989 che si occupa di pubblicità e comunicazione, aveva in mente quest’idea forse già a 12 anni quando le sue coetanee iniziarono a chiamarla “balena”. Poi, negli anni, è diventata una ragazza la cui libertà sessuale “poco si conformava a una studentessa di lettere”. Infine ha iniziato a scrivere e a concretizzare le sue riflessioni sul mondo femminile: è così nato il progetto “Brave con la lingua”.

In occasione della presentazione del libro al Book Pride, che si è tenuto a Genova a fine settembre, Giulia Perona (una delle autrici) ha raccontato, invece, la sua di etichetta, quella che sua madre le ha incollato quando ha saputo della sua relazione con un uomo separato: “almeno non sei da sola”, le ha detto facendole capire che è meglio rifugiarsi in una situazione complicata piuttosto che stare da sole. Questo perché, a un certo punto della nostra vita, qualcuno ci vuole e ci deve necessariamente vedere in coppia.

“Brave con la lingua” sembrerebbe un coro rivolto esclusivamente al mondo maschile, quello che quando una donna prende una posizione discutibile riesce solo a ribattere con un insulto a sfondo sessuale. Tuttavia spesso le peggiori critiche ai comportamenti femminili vengono dalle donne stesse. E per averne le prove basta scorrere il tenore dei commenti femminili ai post di personaggi pubblici che sui social hanno il coraggio di esprimere delle opinioni.

“Ho imparato nel tempo che niente più del buon senso fa sentire gli altri minacciati, soprattutto se dalla parte del buon senso c’è una donna e dall’altra c’è un uomo” (dal racconto Arrabbiatissima, di Simonetta Sciandivasci)

Le conversazioni virtuali con i (tanti) leoni e leonesse da tastiera, quelle (meno frequenti) che avvengono faccia a faccia, devono essere considerate delle provocazioni da cogliere per confrontarsi.

“Ogni volta che mi ritrovo a rispondere sui social a qualche commento negativo riguardo al titolo, l’affronto come l’ennesima – importante – occasione di spiegare il mio, nostro, punto di vista. Eccolo il significato di “Brave con la lingua”: parlarci e confrontarci sul perché qualcuno di noi trovi volgare associare la parola “lingua” alla questione femminile. È un punto di partenza, un’occasione”, questa è la bravura di Giulia Muscatelli.

____________________________

“Brave con la lingua”
Antologia di racconti a cura di Giulia Muscatelli
Autori Riuniti, 2018

Lascia un commento

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this