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  • Autore: Julian Zhara

Pordenonelegge 2017 – 4. L'infanzia, l'immigrazione, il disabitato

Per essere artisti – poeti in questo caso, bisogna avere un’infanzia che pulsa nelle arterie adulte e pompa il sangue nei polpastrelli che battono all’impazzata sulle tastiere del pc e si trasformano in rivoli di versi. L’infanzia: si pensi a Tarkovskij. In Silvia Salvagnini, l’Agotha Kristof della poesia italiana contemporanea, l’infanzia che riporta, la lingua…

Pordenonelegge 2017 – 3. Calpestare l’universo passando per strada

C’è un curioso aneddoto su Ungaretti: prima di salpare per un viaggio in Brasile, qualcuno lo ferma per dirgli che Montale è appena diventato senatore; Ungaretti si gira, rabbioso, rispondendogli “se Montale è senatore, Ungaretti fa l’amore”. La rivendicazione del vitalismo, il suo pulsare incessante nelle arterie del corpo, nelle trincee delle parole, tra quanto…

Gli spazi mobili della poesia / 4 – Più seria della morte

Più che di mandato sociale del poeta e a quale figura alternativa sia stato affidato, un collettivo di persone che scrivono poesie, è accorso da tutta Italia alla Spezia, per discutere principalmente del mandato culturale della poesia. Lo sforzo organizzativo dei Mitilanti, l’ospitalità e la voglia di conoscersi e ascoltarsi l’un l’altro, ha fatto percepire…