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Alla scoperta delle eccellenze italiane: il vino del Monastero dei Frati Bianchi

Un’antica massima latina recitava ”Ora et labora” ossia “Prega e lavora”, un antico motto dei monaci di un tempo echeggia ancora oggi sul colle del Monte dei Bianchi nel cuore di Fivizzano, il cui suolo rappresenta un patrimonio naturale unico ed irripetibile e del quale è necessario essere profondi conoscitori per poterne cogliere appieno le potenzialità.

Ivi un primo Monastero, risalente al VII secolo d.C. fu edificato per volere di Ato, figlio di Egenio il Longobardo, il quale donò parte dei suoi possedimenti a Padre Fratellus e lo incaricò di costruirvi un centro religioso. Ancora oggi, sulle alture del colle di Monte dei Bianchi erge il Monastero dei Frati Bianchi, per il colore del loro saio ed anche per una certa etica morale (il bianco indica “purezza”). Nel corso dei secoli, il centro divenne famoso, oltre che per l’attività religiosa, anche per la qualità delle sue terre ed ad un notevole fervore agricolo: le colture tipiche dei paesaggi collinari divennero ben presto emblema e tradizione del luogo.

Col passar degli anni, i vari parroci che si sono susseguiti nella custodia della comunità religiosa, oltre alla loro opera spirituale, si sono impegnati (con l’ausilio di mezzadri e contadini) a proseguire anche l’attività agricola del luogo ed oggi, sulle alture del Monte dei Bianchi, è stata fondata un’azienda rinomata che produce il “vino dei frati”. All’interno dell’area Lunigianese, sorgono colline e vallate aperte e soleggiate su cui poggiano antichi borghi di rara bellezza. Uno di questi è sicuramente il Monte dei Bianchi, il quale, poggiato su un colle ad una altitudine di circa 400 metri sopra il livello del mare, domina l’intera Valle del Lucido.

 

La buona ventilazione, unita alla favorevole esposizione, tipica appunto dei paesaggi collinari, favoriscono la crescita rigorosamente biologica dei vigneti e delle uve, che, grazie alla buona escursione termica tra il giorno e la notte, riescono a maturare in modo lento e costante, conservando intatte tutte le proprie qualità. Il terreno ricco di galestro e di alberese e di calcare marnoso e le condizioni climatiche ottimali hanno spinto il giovane viticultore autoctono, Giorgio Tazzara a coltivare il suo sogno, quello di avviare la produzione di vino in tre ettari di moderno vigneto coltivato religiosamente con il sistema Guyot ricavando ottimi vini quali il Merlot, il Pollera, il Syrah ed il Barsaglina, straordinari vini blasonati che sfidano il tempo, arricchendosi di sapori e profumi autoctoni e sublimi.

La nostra azienda agricola del Monastero dei Frati Bianchi nasce una dozzina di anni fa, inizialmente un po’ per hobby, che si trasforma ben presto in passione assoluta con il fine di produrre vino di alta qualità. I nostri vigneti, infatti, sono soggetti ad un’escursione termica che permette una lenta e costante maturazione di uve pregiate con cui otteniamo vini di lungo invecchiamento. Produciamo principalmente Merot e Syrah, ma abbiamo un occhio di riguardo per i vitigni autoctoni della nostra terra, la Lunigiana fra i quali abbiamo scelto la “Barsaglina”, dalla cui uva i producono vini di corpo e di buona struttura adatti per essere invecchiati oltre i dieci anni”, racconta il titolare Giorgio Tazzara. Un altro famosissimo vino lunigianese è il Pollera che si presenta con grappoli serrati di medie dimensioni che talvolta possono avere un’ala. Gli acini sono di media grandezza e, quando raggiungono la loro maturazione, assumono sfumature che variano tra il rosa ed il viola. Il vino si caratterizza per l’eleganza dei profumi che spaziano dai ricordi floreali, alla frutta del sottobosco, alle note speziate. Al palato si sente un attacco morbido che poi lascia spazio alla struttura tannica del vino e termina in un finale prolungato e dolce.

Per la sua eleganza e profumo il Pollera si abbina a torte d’erbi, salumi, pietanze di pesce e di verdure. Mantenere su queste terre questo tipo di colture è per i lunigianesi un buon motivo di orgoglio: è un po’ come non abbandonare le tradizioni e mantenere in vita un simbolo degli antichi borghi.

Jacqueline Facconti

Dr.ssa FACCONTI JACQUELINE. Laurea magistrale in STRATEGIA, MANAGEMENT E CONTROLLO conseguita con votazione 110 e lode, Master in Comunicazione, Impresa, Assicurazione e Banca. Web Editor e Web Content Manager, Redattore e cultrice di materie economiche, finanza, assicurazione e merceologia. Esperta in Quality e Human Resource Management, scrittrice professionista e collaboratrice presso U.O Tributi Comune di Sarzana.

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