Privacy Policy

Privacy Policy

Cookie Policy

https://www.iubenda.com/privacy-policy/7852079/cookie-policy

Termini e Condizioni

http://midnightmagazine.org/?page_id=785

Schiaparelli: successo o fallimento?

Sono stati giorni, se non settimane, convulse per quello che riguarda l’avventura marziana dell’ESA ExoMars. In particolare, dopo l’ormai confermato schianto del lander Schiaparelli, si sono inseguite voci di fallimento, rinvio missione, fine del programma esplorativo. Cerchiamo di far chiarezza, lasciando per un attimo da parte l’aspetto emozionale, ed analizziamo la missione ExoMars nel suo insieme, con fredda logica e razionalità

La storia di ExoMars

Qualche settimana fa abbiamo scritto nel dettaglio degli esperimenti e degli obiettivi della prima fase della missione ExoMars, diamo ora uno sguardo a tutta la missione nel suo complesso. ExoMars, prima missione di esplorazione robotica del suolo marziano dell’ESA, ha avuto una storia travagliata fin dalla fase di progettazione. ExoMars nasce nel 2009 come missione in cooperazione tra ESA e NASA per l’esplorazione congiunta di Marte, con l’agenzia spaziale russa Roscosmos come partner secondario. Una doppia missione con un primo lancio nel 2016 ed un secondo nel 2018. Nel 2012, dopo già alcune modifiche, avviene un altro grande cambiamento, la NASA a causa dell’aumento dei costi nella costruzione del James Web Telescope, si chiama fuori dalla missione, togliendo una grande fetta dei fondi. La situazione si risolve nel 2013 con la promozione a partner ufficiale della Roscosmos, che parteciperà fornendo i razzi vettori Proton ed alcuni strumenti a bordo della sonda TGO. Nel 2016, a pochi mesi dal lancio della prima parte, viene annunciato che, a causa delle difficoltà economiche dell’industria e dei ritardi nella costruzione degli strumenti scientifici, la seconda parte della missione ExoMars sarà spostata al 2020.

Gli obiettivi di ExoMars

A dispetto di tutte le difficoltà economiche e dei vari cambiamenti, gli obiettivi scientifici e tecnologici della missione ExoMars sono rimasti invariati. Nata come missione per indagare la presenza di tracce di vita su Marte (Exo, sta per Exobiology, lo studio di forme di vita esterne alla Terra), la duplice missione ha il proposito di:

  • Cercare le tracce di forme di vita passate o presenti su Marte;
  • Studiare come l’acqua e l’ambiente geochimico sono variati;
  • Analizzare i gas nell’atmosfera marziana e le loro sorgenti.

A questi si aggiungono una serie di obiettivi tecnologici per l’agenzia spaziale europea:

  • Far discendere un carico scientifico su Marte;
  • Far muovere un rover sulla superficie marziana;
  • Prelevare dei campioni dal sottosuolo;
  • Studiare ed analizzare i campioni ottenuti.

Per centrare questi obiettivi sono stati progettati e realizzati tre componenti:

  • Il Trace Gas Orbiter (TGO), una sonda per analizzare la composizione dell’atmosfera marziana;
  • Il modulo dimostrativo Entry, Descent and Landing (EDM) Schiaparelli per analizzare le fasi dell’atterraggio;
  • Il rover ExoMars per cercare le tracce di vita sul suolo e nel sottosuolo.

La prima fase di ExoMars: TGO e Schiaparelli

Schiaparelli atterraggio

Fasi dell’atterraggio di Schiaparelli, i così detti sei minuti di terrore. Fonte: ESA

Il 19 Ottobre, dopo un viaggio di sette mesi, la sonda TGO e il lander Schiaparelli hanno compiuto gli ultimi passi per l’inizio della loro missione. Dopo essersi separati qualche giorno prima, hanno percorso strade differenti: TGO doveva inserirsi in un orbita attorno a Marte, per poter effettuare le sue analisi e fare da ponte radio con la Terra, mentre Schiaparelli doveva atterrare sul suolo marziano, registrando i dati durante la discesa, per rimanere poi operativo per alcuni giorni marziani. TGO ha eseguito i suoi compiti alla perfezione, entrando nelle così detta orbita nominale, cioè l’orbita che era stata calcolata a Terra, e dando segnali che tutti i suoi strumenti sono in perfette condizioni. Diversamente Schiaparelli ha avuto dei problemi durante gli infausti sei minuti di terrore. Dopo essere entrato come previsto nell’atmosfera, aver resistito al calore generato dall’attrito, aver aperto il paracadute e rilasciato lo scudo termico frontale, tutto in accordo al programma prestabilito, qualcosa non ha funzionato a dovere. Come spiegato da Andrea Acomazzo in questa intervista, i primi dati ricevuti da Schiaparelli sono contrastanti. Questo perché hanno registrato lo sganciamento del paracadute prima del previsto e l’accensione dei retrorazzi per un periodo di tempo minore del previsto. Perché sono contrastanti questi dati? Perché sganciare il paracadute prima avrebbe dovuto portare il computer di bordo a tenere accesi i retrorazzi per un tempo maggiore, per rallentare la discesa. Invece decidere di tenerli accesi per un tempo minore (si parla di 3-4 secondi invece di 30) ci dice che per il computer il paracadute aveva rallentato più del previsto il lander, forse perché sganciato in ritardo rispetto al previsto. Sta di fatto che, a causa di questo problema con il computer di bordo, il lander Schiaparelli non si è posato lentamente sulla superficie del pianeta, ma si è schiantato come mostrano gli scatti della sonda MRO, in cui si vedono due cambiamenti nel sito d’atterraggio. Il palino bianco è probabilmente il paracadute, mentre la macchia nera, di 15×40 metri approssimativamente, è il luogo d’impatto di Schiaparelli. Si stima che il lander sia caduto da un’altitudine di 2-4 km, ad una velocità di circa 300km/h. L’impatto avrebbe sollevato una grande quantità di materiale dalla superficie e si pensa che il lander stesso possa essere esploso, dato che i serbatoi dei retrorazzi erano ancora pieni di propellente.

Schiaparelli landing site

Confronto tra le immagini del previsto luogo di atterraggio di Schiaparelli, scattate dalla sonda MRO. Si vede la recente comparsa di due elementi: una macchilina bianca, il paracadute, ed una macchia nera, il sito di schianto del lander. Fonte: ESA.

Successo totale o fallimento spaziale?

Alla luce di quanto scritto, cosa possiamo dire dell’avventura di ExoMars? In questi giorni ne abbiamo sentite e lette di tutti i colori. Tralasciando le ipotesi più strampalate, si è parlato di un totale fallimento per la missione, mettendone in dubbio la continuazione, mentre il DG dell’ESA Jan Woerner, nella conferenza stampa indetta il giorno dopo il mancato atterraggio, ha parlato di successo completo della missione ExoMars. Come spesso capita la verità sta nel mezzo. Non si può parlare di disastro assoluto, perché rileggendo anche gli obiettivi della missione, il mancato atterraggio di Schiaparelli non compromette nulla. Questo perché durante le fasi della discesa andate a buon fine, il lander e i suoi strumenti hanno registrato un buon quantitativo di dati, che oltre a spiegarci cosa è andato storto, daranno parte delle informazioni necessarie a studiare le varie fasi dell’ingresso in atmosfera marziana. Quindi non un insuccesso totale. Se poi si considera che la sonda TGO si è comportata in modo perfetto e che resterà in orbita per la sua missione per più di quattro anni, il bicchiere è da considerarsi pieno ben oltre la metà, anche se non fino all’orlo. Di sicuro lo schianto di Schiaparelli renderà più difficile e complicato il lavoro necessario per far atterrare il rover nel 2020, ma non farà terminare la missione, che procede lungo il suo percorso. Percorso che vista l’eccezionalità del traguardo non possiamo aspettarci privo di insidie ed ostacoli.

Cosa ne pensi?