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Rubens

Rubens e la nascita del Barocco in Italia

« Rubens che fiume d’oblio, giardino d’indolenza, / cuscino di carne fresca su cui non si può amare, / ma dove fluisce la vita fremente senza posa, / come l’aria nel cielo e il mare nel mare! »
Rubens

Autoritratto 1638-39, olio su tela, custodito al Kunsthistorisches Museum di Vienna

Peter Paul Rubens nacque a Siegen, attualmente in Germania, nel 1577. Maestro fiammingo, punto di riferimento delle generazioni a venire, forse non tutti sanno che il grande pittore fu, senza alcun dubbio, il capofila di un nuovo modo di fare pittura: aprì le porte al Barocco europeo.

«Pietro Paolo Rubens e la nascita del Barocco»
Dal 26 ottobre al 26 febbraio 2017 saranno in mostra al Palazzo Reale di Milano 75 opere, prestate dai più importanti musei nazionali: ben 40 di queste resero celebre il pittore dallo stile inconfondibile. Ad accompagnare le sue opere, quelle di tanti pittori che tra la fine del ‘500 e l’inizio del ‘600 furono influenzati dal suo stile innovativo e dalle sue note personalissime, che connotarono i tratti di una corrente che si intrecciava al contesto storico e culturale di un’Europa nord-occidentale sconquassata da guerre e da rivoluzioni religiose che cambiarono nel profondo lo stile di vita e la società del tempo.
Rubens in Italia
Nel maggio 1600, il pittore fiammingo si trasferì in Italia, luogo d’immancabile scuola per artisti provenienti da ogni parte d’Europa. Qui rimase per 8 anni, fermandosi prima a Venezia, dove studiò Tintoretto, Tiziano e Veronese. Poi si trasferì a Mantova, dove rimase fino alla fine del suo soggiorno come pittore di corte, invitato da Vincenzo I Gonzaga, duca di Mantova, ma la sua formazione e il suo lavoro proseguirono in questi anni anche fuori dalla città lombarda.
Nel 1601, fu a Roma, dove ebbe modo di studiare e copiare Michelangelo, Raffaello, e la coeva produzione di Carracci e Caravaggio. Nel 1602 realizza alcune opere per la cappella di Sant’Elena nella Basilica di Santa Croce in Gerusalemme. Ancora negli anni successivi ricevette commissioni e realizzò opere a Roma e Genova, come il Ritratto di Brigida Spinola Doria o la decorazione dell’abside di Santa Maria in Vallicella.

Il cambiamento della sua pittura

Rubens

Due Satiri, 1619, olio su tavola custodito all’ Alte Pinakothek di Monaco

Dopo gli anni di formazione del periodo italiano e negli anni che furono caratterizzati da Riforme e Controriforme religiose, Rubens cambiò radicalmente il proprio stile, rivelando tratti innovativi e un’evoluzione nella rappresentazione che diveniva, da questo momento, una vera e propria commistione di elementi laici e religiosi. Le composizioni diventavano più luminose, i personaggi più plastici, un Cristo poteva essere realizzato prendendo a modello un Giove antico o un Lacoonte.

La mostra a Milano
Il ruolo di un percorso espositivo che abbia un tema forte e si rivolga a un pubblico di curiosi, professionisti come neofiti e amatori, dovrebbe tendere all’efficacia comunicativa e alla volontà di far conoscere l’artista rappresentato dalla propria opera.
Ciò si propone di fare la mostra «Pietro Paolo Rubens e la nascita del Barocco», volendo sottolineare le influenze di Rubens sugli artisti italiani più giovani che furono protagonisti di quel Barocco che l’artista fiammingo ha inaugurato, come Pietro da Cortona, Bernini, Luca Giordano; al contempo, non tralasciando le influenze esercitate sul pittore dall’arte antica e dalla pittura cinquecentesca.
Un viaggio fra la tradizione e l’innovazione, fra il genio e l’ “allievo”, che esemplifichi un tema complesso attraverso l’esposizione dei dipinti di Rubens più significativi che rappresentano tali temi e la loro evoluzione, al confronto con i pittori che hanno segnato la sua carriera artistica o ne sono stati influenzati.

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