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Predatore o parassitoide?

Gli insetti rappresentano la classe di organismi più numerosa della Terra. Secondo alcune stime, sarebbero milioni le specie esistenti, molto più di qualsiasi altro gruppo tassonomico; basti pensare, ad esempio, che tra i vertebrati sono i pesci a detenere il titolo di più abbondanti, con circa 30.000 specie identificate.

I più antichi fossili di insetti risalgono al Devoniano (tra 420 e 360 milioni di anni fa), e sin dalla loro prima comparsa hanno colonizzato le terre emerse meglio di qualsiasi altro organismo, grazie ad alcune caratteristiche che li hanno resi unici: la presenza delle ali e le dimensioni esigue, che hanno permesso loro di diffondersi ovunque, la metamorfosi, grazie alla quale individui della medesima specie possono occupare nicchie differenti a seconda del loro stadio vitale, l’incredibile adattabilità a qualsiasi ambiente (non esiste habitat al mondo non frequentato dagli insetti), e la presenza di un esoscheletro chitinoso impermeabile che viene cambiato di volta in volta con la muta.

Da un punto di vista prettamente morfologico, un insetto è distinguibile da qualsiasi altro artropode (al cui phylum appartengono anche crostacei, aracnidi, miriapodi), per la struttura del corpo, diviso in tre parti (capo, torace e addome) e per il numero di zampe, sempre rigorosamente 6. Infatti, la classe Insetti viene anche chiamata Esapoda, dal significato appunto di sei zampe. insetto

Essi sono rappresentati da specie carnivore, onnivore, fitofaghe, ematofaghe, detritivore e da ogni altra categoria trofica, sono diffusi in qualsiasi ambiente, dalla campagna alla città, dalla foresta al deserto, dalle zone ghiacciate alle spiagge e ai litorali sabbiosi. Molti sono dannosi per l’uomo (alcuni distruggono le coltivazioni) altri sono portatori di malattie (zanzare, mosche, cimici), altri ancora sono i cosiddetti “insetti utili” (api, che producono il miele, e numerose specie utilizzate nella lotta biologica, la quale sfrutta una specie “buona” per combatterne una dannosa).

Tra di essi, poi, vi sono inoltre due categorie che contano innumerevoli specie; quella dei predatori e quella dei parassitoidi. I predatori, si sa, sono organismi che ne uccidono altri a scopo alimentare. Il mondo dei vertebrati è ricco di predatori, basti pensare al classico leone, allo squalo, all’aquila, al lupo, al cobra e a tutti gli altri carnivori ben noti. Anche gli invertebrati contano nel loro elenco tassonomico innumerevoli specie predatrici: i cefalopodi, ad esempio, come il polpo e la seppia, i ragni, molti crostacei, alcuni echinodermi (stelle marine) e centinaia e centinaia di altri.

La caratteristica principale di un predatore, dunque, è quella di portare a morte certa la preda, destinata a divenirne il pasto.

Il parassitoide, invece, anziché portare a morte “l’ospite”, lo mantiene in vita sino a quando ne ha necessità, sfruttandolo a scopo trofico, nutrendosi dei suoi tessuti, generalmente dopo averlo paralizzato e avervi, nella maggior parte dei casi, depositato le uova al suo interno.

Si potrebbe pertanto definire un parassitoide una via di mezzo tra un predatore e un parassita. In quest’ultimo caso si tratta di un organismo che si nutre a spese di un ospite senza ucciderlo e, solitamente, quando l’ospite diviene molto debilitato e con scarse risorse per il parassita, quest’ultimo lo abbandona per un nuovo ospite da sfruttare.

Il parassitoidismo è generalmente presente in uno stadio giovanile dell’insetto, il quale, una volta adulto, svolge un’altra tipologia di vita trofica, occupando una nicchia ecologica differente. Dunque, è diffuso in quegli insetti la cui metamorfosi è completa e interessa diversi stadi vitali sino al raggiungimento dell’età adulta.

Gli Imenotteri (api, vespe, formiche) rappresentano un vasto ordine di insetti, secondo solo per numero a quello dei Coleotteri, con più di 120.000 specie descritte (Guida agli insetti d’Europa – Michael Chinery) e tra di essi si annoverano molti parassitoidi. 250px-aleiodes_indiscretus_wasp_parasitizing_gypsy_moth_caterpillar

La superfamiglia Icneumonidae è una delle più note, tra i parassitoidi, con specie le cui femmine, dotate di un lunghissimo ovopositore, iniettano le proprie uova all’interno di un ospite (bruco, ragno, ape), paralizzandolo. A quel punto, le uova dell’icneumonide mano a mano si sviluppano nutrendosi dei tessuti dell’ospite atrofizzato, sino al raggiungimento del completo sviluppo e, nella maggior parte dei casi, della morte dell’ospite. Riconoscibili per le lunghe e sottili antenne, per il lungo ovopositore (una struttura simile a un ago che sporge dall’addome), e per il sottilissimo addome. Tra gli ospiti preferiti vi sono i bruchi, ma anche larve di altri imenotteri, qualche ditteri (mosche e zanzare) e qualche neurottero (insetti a corpo molle, dotati di ali trasparenti e reticolate, antenne lunghe e sottili).

Dapprima le larve si nutrono dei tessuti e dei liquidi dell’ospite senza intaccare gli organi vitali, mantenendo così in vita l’organismo e garantendo alla larva di nutrirsi di sostanze fresche e vive. Quando però giungono quasi al termine del loro sviluppo, le larve del parassitoide trasferiscono la loro attenzione agli organi vitali portando inevitabilmente alla morte dell’ospite. A quel punto le larve si imbozzano, o dentro o fuori l’ospite ormai morto, e al successivo cambiamento morfologico si trasformano nell’adulto. netelia-testacea

Una specie tra le più comuni è la Netelia testacea, dal colore arancione e la punta dell’addome nera, la quale sfrutta come ospiti numerose larve di lepidotteri nottuidi (le classiche falene) e il cui adulto è spesso attratto dalla luce delle finestre illuminate di notte. Un’altra specie nota è Rhyssa persuasoria, chiamata anche “icneumonide gigante” per il suo ovopositore che può raggiungere i 40 mm di lunghezza, che è in grado di scovare la preda all’interno degli alberi grazie a stimoli sensoriali e capace di identificare le larve di siricidi (altri imenotteri, in particolare la specie Urocerus gigas), introducendo nel legno il lungo ovopositore sino a trovare l’ospite ed entrare in contatto con lui. (Guida agli insetti d’Europa – Michale Chinery).

Tra gli altri parassitoidi, vi sono i Tachinidi, una famiglia di ditteri le cui abitudini sono molto simili a quelle degli Icneumonidi. Anch’essi, quasi tutti endoparassitoidi, perforano il tegumento dell’ospite per deporvi le uova oppure posizionano le stesse all’esterno e quindi al semplice contatto con l’ospite; spetterà a quel punto alle larve forare il tegumento e nutrirsi dei tessuti interni.

I Braconidi, infine, si distinguono dagli Icneumonidi per le dimensioni più tozze e il corpo leggermente più corto. Tra gli ospiti prediligono diversi ditteri, coleotteri e lepidotteri.

Il parassita, come già detto, è un organismo che si nutre a spese di un ospite provocandogli danno e debilitazione. È una forma di simbiosi in cui solo una delle due specie, in questo caso il parassita, trae vantaggio dall’altra.

Nel grande gruppo degli insetti il parassitoidismo è molto diffuso benchè lo si possa trovare un po’ ovunque nel mondo animale. Alcune caratteristiche rendono unico il parassita rispetto a qualsiasi altra forma vivente: la mancanza di una vita autonoma e la necessità assoluta di usufruire delle risorse di un ospite per il proprio sostentamento; la presenza di una struttura anatomica che si adatta perfettamente a quella dell’ospite (in molti casi mancano organi e apparati mentre altri sono molto sviluppati); un ciclo vitale generalmente più breve di quello dell’ospite. rhodnius-prolixus

Il parassita può ritrovarsi all’interno dell’ospite (endoparassita) o all’esterno (ectoparassita), o può utilizzare e sfruttare le sue risorse, tendenzialmente trofiche, senza intaccare lo stesso (si tratta di una particolare forma di parassitismo detta cleptoparassitismo).

Gli insetti parassiti possono danneggiare le piante (cocciniglie, afidi, bruchi, dorifora, curculionidi), oppure altri animali (pulci, pidocchi), o anche l’uomo (cimici, zanzare, mosche, responsabili di malattie anche piuttosto gravi, in quanto vettori di protozoi come il Trypanosoma o il Plasmodium).

Dunque, che sia parassita o parassitoide, che sia predatore o altro, il mondo degli insetti è ricco come nessun altro; le specie sono innumerevoli, il loro ruolo nella catena alimentare è estremamente diverso e complesso. Le interazioni che essi instaurano tra di loro o con le altre specie sono anch’esse numerose e dai molteplici aspetti.

Dovremmo imparare a guardare gli insetti con occhi diversi; essi possono aiutarci, danneggiarci o insegnarci sicuramente qualcosa e, fra non molti anni, potrebbero trasformarsi nel nostro unico e proteico pasto.

 

 

 

 

 

 

 

 

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