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Pink Floyd a Londra: una retrospettiva al Victoria and Albert Museum

Attenzione a promettere cose impossibili che si realizzeranno “quando i maiali voleranno”. Di recente è stato avvistato nei cieli di Londra un enorme maiale rosa, mentre sorvolava il Victoria and Albert Museum.
Si tratta di una riuscitissima trovata pubblicitaria: il lancio di “The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains“, una retrospettiva sulla band britannica che sarà ospitata dal museo londinese a partire dal prossimo 13 maggio.

L’occasione è il cinquantennio dalla pubblicazione del primo disco della band, Arnold Layne, pezzo scritto dal cantante, chitarrista e co-fondatore dei Pink Floyd, Syd Barret, l’allora leader del gruppo. Il singolo uscì nel marzo 1967 e racconta la storia, a quanto pare ispirata a fatti realmente accaduti, di un ipotetico “Arnold” che girava nel quartiere di Syd la notte per rubare gli abiti femminili stesi ad asciugare e indossarli di nascosto.

Pink Floyd 2
Una storia travagliata quella che ha caratterizzato questa band, nata tra le mani e gli strumenti di Syd Barret, Roger Waters, Nick Mason e Richard Wright, ai quali si aggiunse poco dopo David Gilmour
. Syd Barret si abbandonò su una china di dipendenza e abuso di droghe che lo portò ben presto fuori dal gruppo, senza possibilità di rimedio: le sue condizioni mettevano in pericolo la sopravvivenza della band.

Nata nella culla del rock psichedelico, nel corso degli anni la musica dei Pink Floyd si caratterizzò per il rock progressivo e sperimentatore, per una cosciente ricerca filosofica e di suono che fu d’ispirazione per tutti i gruppi successivi che approcciarono al genere, e proseguì fino al 2006, anno in cui David Gilmour assicurò che non era in alcun modo possibile riunire la band.

the-wallCome non ricordare il lavoro forse più conosciuto dei Pink Floyd?
The Wall, undicesimo album in studio per la band, realizzato nel 1979, il più venduto negli Stati Uniti d’America nel 1980 e fra i primi 100 nella lista dei 500 migliori album secondo il Rolling Stones.

Il disco racconta la storia di un musicista rock di nome Pink vittima di numerosi traumi in una vita sfortunata: la morte del padre nella seconda guerra mondiale, l’educazione di una madre iperprotettiva, gli abusi di insegnanti rigidi e dediti alle punizioni corporali (Another brick in the wall), i tradimenti della moglie. Tutto contribuisce a creare nella sua mente disturbata dei muri insuperabili che lo separano dalla realtà circostante.
Questi sono i mattoni con cui il gruppo lastrica di successo la propria strada, segnando per sempre il destino delle generazioni a venire.
Fu proprio nel tour che seguì quest’album che i Pink Floyd realizzarono i live più spettacolari e innovativi.
Victoria and Albert Museum staff, Martin Roth (L), Tim Reeve (C) and Victoria Broakes (2nd R) pose with promoter Michael Cohl (R) and Nick Mason of Pink Floyd, to promote "The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains", which will open in May 2017, in London, Britain August 31, 2016. REUTERS/Peter Nicholls

Victoria and Albert Museum staff

Il Victoria and Albert Museum ospiterà la prima grande retrospettiva internazionale che sia mai stata realizzata sui Pink Floyd: un viaggio straordinario, che coinvolgerà ogni singolo organo sensoriale e riuscirà ad immergere lo spettatore nelle atmosfere psichedeliche degli anni Sessanta, così come attraverso le meraviglie pionieristiche della spettacolarizzazione di ogni loro concerto, seguendo un percorso di cinque decadi, come un’esperienza unica e irripetibile.

Dal 31 agosto è possibile acquistare i biglietti e prenotare in anticipo la propria visita, la mostra resterà al V&A dal 13 maggio fino al primo ottobre 2017.

Nel tentativo di donare, ancora per chi lo ha vissuto e ne abbia nostalgia o per la prima volta a chi non ha mai avuto la fortuna di assistervi, l’emozione ineguagliabile di vivere appieno una retrospettiva come uno dei loro spettacolari concerti: un’indimenticabile esperienza dei sensi.

pink_floyd_logo

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