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Paul Klee. L’arte come conoscenza grafica del reale

Introduzione
Ogni movimento culturale, sia esso una corrente artistica, letteraria o filosofica è intrinsecamente critica. Questo significa che non è possibile comprendere un punto qualsiasi cui la riflessione culturale giunge senza che essa sia inserita all’interno del continuum storico in cui è situata. Semplificando di molto potremmo immaginare l’emergenza di un episodio culturale come il punto di incontro di due direttrici.

Orizzontalmente il nostro fenomeno culturale procede di spalle al futuro ma verso di esso, avanzando rivolto alle manifestazioni culturali che storicamente l’hanno preceduto. Ad esempio, si descrive tradizionalmente il Rinascimento come reazione formale e contenutistica al Medioevo e riscoperta dei temi della classicità greco-romana. Una seconda direttrice si muove verticalmente rispetto alla prima, caratterizzata dalla sincronia storica rispetto al fenomeno considerato. Considerando il caso del Rinascimento, furono le scoperte in campo matematico relativamente alla prospettiva geometrica a funzionare da condizioni di possibilità per lo sviluppo di nuovi principi raffigurativi.

Occorre infine specificare ulteriormente in cosa consista il carattere situato delle manifestazioni culturali. Ogni emergenza artistica, letteraria o sociale in genere, è innanzitutto l’azione di un uomo, o di gruppi di uomini. Ogni individualità creatrice non è passiva rispetto al contesto in cui vive ma reagisce attivamente ad esso, ne è inesorabilmente formato e cercherà inesorabilmente di formarlo. In tal senso abbiamo parlato di criticità delle emergenze culturali. Esse sono innanzitutto movimento reattivo verso la tradizione. Questa reattività può assumere una polarità positiva o negativa; possiamo, in quanto attori culturali risuonare con il nostro tempo oppure scegliere di opporci alla tradizione, di essere critici verso di essa e intraprendere una ricerca di nuove forme espressive.

Per una Grafica dell’esperienza
Questa lunga introduzione pretendeva di essere qualcosa di più di una mera introduzione. Quello che si è appena cercato di fare è stato un tentativo di elaborare la grafica di un’oggetto d’esperienza. Abbiamo considerato le manifestazioni culturali e ci siamo chiesti quali potessero essere le caratteristiche che concorrono alla loro creazione e al loro mutamento. Ci siamo chiesti, in altre parole, quale fosse la struttura essenziale di quel peculiare fenomeno sociale che è il progresso culturale.

Tracciare la grafica ha significato innanzitutto astrarre dagli elementi contingenti ai nostri scopi, cercando di individuare gli elementi di unità nel molteplice. Abbiamo individuato due direttrici, immaginate come perpendicolari tra loro ed incidenti in un punto che abbiamo identificato come il nostro episodio culturale.

Le due direttrici sono state investite di una funzione semantica; il mero grafema è stato assunto a simbolo, identificando la direttrice orizzontale con l’andamento diacronico e quella verticale con quello sincronico. Inoltre, abbiamo attribuito una direzionalità convenzionale alle due direttrici e utilizzato i poli positivo-negativo per simboleggiare l’atteggiamento attivo-reattivo dell’attore culturale.

Infine, occorre notare che la nostra analisi si è servita del medium del linguaggio verbale come modalità espressiva di un’attività razionale. Con questo si intende che non c’è una univocità tra l’attività razionale e l’utilizzo di questo strumento espressivo. Il linguaggio verbale ha delle caratteristiche che lo rendono uno dei mezzi più efficaci per veicolare i nostri atti mentali ma non è l’unico.

Paul Klee, la conoscenza grafica della natura

4-paul-kleePaul Klee fu tra i teorici principali di questa nuova consapevolezza, per cui si rifiutò l’idea che l’unico strumento d’espressione dell’indagine razionale della realtà potesse essere il linguaggio verbale. Il 26 gennaio 1924, il pittore svizzero, dovendo presentare una sua mostra iniziò emblematicamente dicendo: <<Signore e signori, Prendendo la parola qui, al cospetto dei miei lavori, che in verità dovrebbero parlare una loro propria lingua, mi chiedo preoccupato se vi siano motivi sufficienti e se riuscirò a farlo in maniera conveniente>>. (Paul Klee, “Visione e orientamento nell’ambito dei mezzi figurativi e loro assetto spaziale”, in Confessione creatrice e altri scritti).

Il linguaggio verbale, come ogni linguaggio ha delle regole, e queste determinano l’ambito di possibilità espressive del medium. Le avanguardie storiche cercarono di elaborare nuove modalità espressive in grado di superare i limiti delle forme espressive tradizionali. In altre parole Klee cercò di elaborare una grafica visuale della realtà, in grado di funzionare come strumento conoscitivo della natura. La raffigurazione pittorica divenne uno strumento epistemologico oltre che estetico, ovvero uno strumento per la comprensione dell’intima struttura della natura.

Un’arte, quella di Klee che è innanzitutto reazione critica verso l’atteggiamento dell’arte figurativa tradizionale, rea di rappresentare solo l’apparenza della realtà; resa figurativa di una scienza a misura d’uomo. <<Tipico modo di professare l’arte e di studiare a tal fine la natura era ieri una indagine, si può dire, meticolosamente differenziata del fenomeno. Io e tu, l’artista e il suo oggetto, tentavano il contatto per via fisica, ottica, attraverso lo strato d’aria interposto tra l’io e il tu>> (Paul Klee, “Vie allo studio della natura, in Confessione creatrice e altri scritti).

Le rappresentazioni pittoriche, utilizzando la prospettiva geometrica rappresentavano la realtà per come4-hammet appariva attraverso il mezzo fisico dell’aria. A questa criticità diacronica deve aggiungersi la reattività sincronica che si esplicita nell’influenza che le teorie scientifiche, prima tra tutte la relatività einsteiniana, esercitarono in ambito artistico. Una realtà rivelatasi relativa in ogni suo aspetto non può più esser resa da una rappresentazione prospettica che pretende di avere un punto di vista epistemologico assoluto.

L’incontro di queste due direttrici fu l’occasione dell’emergenza artistica dell’arte di Klee. Un’arte che è innanzitutto astrazione delle contingenze, alla ricerca di quella grafica strutturale del fenomeno. Si sceglie di astrarre quindi dalla tridimensionalità prospettica, retaggio di una scienza grossolana. Questo avviene nei dipinti del ’14, che sanciscono la scoperta del colore, con i dipinti tunisini di Hammamet.

Ma sarà negli anni ’20, con l’ingresso nel Bauhaus, che la purezza grafica arriverà ad una ulteriore astrazione contenutistica. La rappresentazione si riduce a forme astratte dal contesto, ma caricate (colorate) di una funzione simbolica fondamentale – laddove l’analisi non riesce a spiegare deve infatti intervenire l’intuizione sintetica del simbolo.

È a questo punto che l’epistemologia visuale può finalmente diventare attività creatrice. Lo scopo dell’arte non è infatti mimetico. Comprendere la grafica della natura significa comprendere i processi creativi con cui la natura crea le sue opere, significa attingere all’idea, alla funzione, che sottintende il contingente creato.

4-pesce-magicoÈ a questo punto che l’arte diventa poietica, diventa creatrice di nuove forme. È a questo punto che l’arte ci consente di rendere visibile l’invisibile. È il Pesce d’Oro (1925), che nessuno ha mai visto ma che esiste nell’atto creativo di un’arte che ha compreso la grafica generativa della natura.

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