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La locandina del docu-film della Abramovic

Marina Abramović: “lo spazio in mezzo” tra Arte e Vita

Marina Abramović ci regala una nuova performance. Questa volta pero’, non si può osservarla in un museo o in qualche rassegna internazionale. L’artista è sempre “presente”, ma l’opera prende forma al Cinema. L’ultima fatica della discussa “signora” della Performance Art è infatti un viaggio nelle viscere del Brasile, raccontato con un evento speciale nei cinema dal 3 al 5 Ottobre. Il viaggio della Abramović  è stato documentato dal regista Marco Del Fiol ed è distribuito da Nexo Digital e I Wonder Pictures, in collaborazione con Unipol Biografilm Collection.

Il corpo rituale di Marina Abramović.
La vita e la carriera di Marina Abramović sono sempre state segnate dal concetto di “rituale”. Figlia di due militari serbi, partigiani durante la Seconda Guerra Mondiale, l’infanzia della Abramović è scandita da rigidi codici morali e comportamentali. Una rigidità che presto l’artista incanala nell’Arte, soprattutto nelle performances. Queste non sono altro che riti codificati e resi pubblici, dove al centro c’è sempre il corpo vivo della Abramović stessa. Un corpo sottoposto a rigidi esperimenti, scanditi appunto da rituali e regole ben precise. L’artista si mette alla prova, si testa, spingendo la soglia del dolore sempre più in là. Un dolore visto come purificazione, e come donazione di sé all’Altro.

L’artista è presente
L’apoteosi di questa idea di “corpo” dell’artista come essenza di sé da donare agli altri arriva forse con il progetto The Artist is Present. Da molti criticato, giudicato una “bufala” mediatica, un semplice show, racchiude in sé la quintessenza di ciò che l’Arte contemporanea dovrebbe fare. Provocare, far riflettere e soprattutto invitare ad una lettura dei fatti della realtà che vada al di là. Verso lo “spazio in mezzo”. Marina Abramović nel 2010, ospite del MOMA di New York, trascorre nel museo ogni giorno circa 7 ore, per 3 mesi. Seduta, immobile. Di fronte, un tavolo ed una sedia, dove chiunque si può accomodare e rimanere quanto tempo desidera. Per fare cosa? Assolutamente nulla, se non guardare negli occhi l’artista, presente davanti a noi. Questa presenza quindi, al di là della semplice curiosità morbosa che suscita il fatto di avere un’artista internazionale in carne ed ossa in sala, si trasforma in energia umana. Per capirla bisogna guardare oltre, nello “spazio in mezzo” tra Arte e Vita. Con The Artist is Present Marina Abramović mette in scena una performance che coinvolge il concetto di “corpo” e in qualche modo di “dolore” (provate voi a stare seduti immobili per 7 ore al giorno, ogni giorno, per 3 mesi). Esplora come sempre l’idea di “rituale”, ma soprattutto crea un flusso continuo di emozioni tra due persone, entrambe presenti qui ed ora. Una nuova forma di comunicazione contemporanea, non fatta di parole, ma di silenzi, ascolto ed osservazione.

The Space in Between: Marina Abramović and Brazil
A sei anni di distanza Marina Abramović ritorna per raccontarci una nuova performance, che coinvolge il corpo, il dolore ed il rito. Questa volta però l’artista non è presente, almeno non fisicamente davanti al pubblico. Marina Abramović è infatti in Brasile, possiamo vederla attraverso uno schermo. Il film di Marco Del Fiol infatti, racconta il viaggio dell’artista in Sud America, alla ricerca di energie spiritualità e riti. Senza dimenticare la perenne presenza del dolore e la ricerca di un modo per superarlo, che questa volta, per l’artista, sembra essere la fede. Marina Abramović non ama le religioni, troppo legate alla rigidità delle istituzioni che hanno segnato la sua infanzia; l‘artista di Belgrado crede però nella fede, nella ricerca continua dello “spazio in mezzo” tra Arte e Vita. E il Brasile sembra essere un continente dove molti credono fermamente in questo “oltre”. Sciamani, santoni, fedeli, guaritori, uomini e donne ultracentenari, che vivono alimentandosi di credenze, con uno sguardo sempre rivolto a ciò che non è strettamente logico, terreno. Ma a ciò che va al di là, al flusso di energie vitali e primarie che la Abramović  aveva già risvegliato con The Artist is Present.
The Space in Between racconta quindi del viaggio di Marina Abramović nello “spazio in mezzo”, alla ricerca di nuove energie e nuovi rituali. Fuori dal museo, alle radici della performance.

Ho 27 anni e sono laureata in Storia dell’Arte, ho vissuto a Milano, Torino e Dublino, attualmente sono in un piccolo ma meraviglioso tratto di costa ligure, ai confini occidentali dell’Italia, a cercare i miei passi. Adoro tutto ciò che è Arte, Cultura, Cinema, Movimento, Creatività. Cosa voglio fare da grande? Viaggiare, scrivere e conoscere.

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