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Marc Chagall

Marc Chagall: una vita per l’arte, la vie in Italia

«Nelle nostre vite c’è un solo colore che dona senso all’arte e alla vita stessa: il colore dell’amore.»


Moishe Segal
è il nome ebraico di una delle più grandi voci della pittura novecentesca europea: nato in Bielorussia nel 1887, naturalizzato francese e poi conosciuto nel mondo come Marc Chagall.


I quadri di Marc Chagall: un volo nella pittura del Novecento

La pittura di Chagall più nota è fatta di levità e colore. È forme che fluttuano in uno spazio aperto, squadernato di fronte alla realtà: quello della tela che assume su di sé tutto il peso di una dimensione metafisica. È “l’insostenibile leggerezzadi un’arte che parla di cose invisibili e intangibili. È ineffabile, ciò che si vede, è una lingua d’immagini simboliche che toccano il cuore e i sensi, prima di scarnificare la ragione.

Marc Chagall e Pablo Picasso

Chagall è un personalità dirompente: attraversa tutte le maggiori correnti artistiche dei primi decenni del Novecento senza fermarsi mai troppo a lungo con nessuna di loro, costeggia le avanguardie, fa un occhiolino al cubismo, lusinga il fauvismo. Si intrattiene con la scuola di Parigi e con Modigliani. Di Pablo Picasso dirà «che genio, quel Picasso. Peccato che non dipinga!»; mentre l’amico dirà di lui «quando Matisse morirà, Chagall sarà l’unico pittore che capisca cosa sia davvero il colore».

 

Le origini dell’artista e dell’uomo

L’opera di Chagall è legata alla duplicità delle sue origini e all’unità di un animo sensibile alle componenti artistiche del proprio io: un mosaico d’armonica ed emotiva dicotomia.
Ha in sé una componente di tradizioni russe che si specchiano nel primitivismo d’inizio secolo e il suo tratto infantile, legato alla lunga tradizione fiabesca russa, caratterizzerà sempre i suoi lavori più noti.

D’altro canto, le sue origini ebraiche si rivelano in uno studio intenso ed appassionato della Bibbia e nell’universo simbolico che ben presto l’artista crea per popolare i suoi più bei quadri.


Ecco cos’è la sua pittura: violini, spose, capre, galli, coloratissimi fiori e animali, figure che fluttuano in un blu carico di potenza evocativa, di leggerezza e densità al contempo, di spirito e spiritualità.

 

Gli approdi artistici e storici

Marc Chagall la crocifissione bianca
Così, ecco che possiamo seguire la storia dell’artista mentre si stratifica di decennio in decennio, accostando alla sua storia personale la travagliata Storia del primo Novecento: la guerra, la rivoluzione russa, la persecuzione degli ebrei, la fuga in America, il ritorno in Europa.

E la sua carriera artistica si nutre di questi eventi, stringendo un legame sempre più forte con la religione e la spiritualità, vivendo empaticamente con il mondo e la natura, dipingendo la propria vita come la storia universale di tutti gli individui e le creature, usando un pennello per definire il linguaggio impossibile dell’anima e delle cose.

 


La vie
per la prima volta in Italia

La vie è il testamento artistico e personale di Chagall. In quest’opera è condensata tutta la sua carriera, tutto il suo vissuto: 4 metri per 3 di simbologie, di forme e colori come un alfabeto nuovo che contenga tutti gli alfabeti mai esistiti, di autocitazioni e riferimenti che ogni volta sono reali e trasfigurati.
Un’opera monumentale che si racconta senza bisogno di commento e parla la lingua universale delle immagini.
La pittura non conosce il tradurre-tradire della letteratura, può viaggiare a differenza delle opere architettoniche e farsi vedere. È il testimone dell’artista e il suo lascito al mondo, suscettibile di sempre nuove interpretazioni e contenitore che accoglie il riflesso di ogni vita che incrocia.
La vie è in Italia per la prima volta, al Forte di Bard, in Valle d’Aosta a metà strada tra Milano e Ginevra, dove, fino al 13 novembre, è possibile visitare una retrospettiva sull’artista con 265 opere: un percorso biografico che segue le tappe fondamentali della sua carriera e della sua vita.

Marc Chagall la vie

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