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traduzione

Lost in Translation

Il pericolo di fare della gran confusione ètraduzione-temi-wordpress sempre dietro l’angolo quando bisogna tradurre il significato di qualcosa da una lingua ad un’altra.

Sapete cosa significa “burro” in spagnolo? Asino.

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Questo potrebbe portarci ad una infinita serie di aneddoti divertentissimi. Possiamo anche essere un po’ più volgari parlando di Chiàvari come una bellissima città e di chiavàre come tutt’altra cosa. Ma eviteremo le volgarità.
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Una cosa molto più pudica (ed anche molto più seria e meno perdonabile) è la confusione frequente tra parole come actuel in francese che sembra, ma non è, actual in inglese, ma significa “presente”, “in questo momento” ed anche “aggiornato”.

Ancora più grave, anche in termini di costi dell’errore, mescolare laimages parola billion, che negli USA e in Francia significa mille milioni (10 alla 9) mentre in UK e nella maggior parte del mondo significa un milione di milioni (10 alla 12). Qui noi lo chiamiamo miliardo, quello. E’ facile intuire che confondere un rapporto sessuale con una città è molto meno grave che, ad esempio, togliere o aggiungere degli zeri in un libro di fisica nucleare.

533032a-i2Karl von Frish, un fanstastico premio Nobel, ha scoperto che le api comunicano tra di loro attraverso una danza. In questo modo per loro è facile capire il messaggio – anche perché sono pochi.

Ci sono tre danze diverse:

1. Se la fonte del nettare è molto vicina l’ape esegue un movimento circolare, un po’ in senso orario ed un po’ in senso antiorario.
2. Se la fonte del cibo è ad una distanza intermedia, l’ape si trova a danzare secondo quella che Von Frisch chiama “la danza del falcetto” ovvero disegnando una “U”. Incredibilmente le api lasceranno la parte aperta in direzione del cibo.
3. Se la fonte è molto distante l’ape farà una danza molto particolare, la danza dell’addome. L’ape si muoverà in linea retta, poi in tornerà al punto di partenza e ripeterà ma mentre si muove in direzione della fonte l’ape muoverà l’addome.

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Tralasciando la parte in cui ci sorprendiamo dell’intelligenza di questi animali, la prima considerazione che facciamo è quella che non potremmo avere “errori di comprensione” in questo frangente. Eppure c’è un caso che coinvolge proprio le nostre api italiane.
All’altezza delle Alpi, esattamente al confine tra Austria ed Italia, si incontrano le api italiane con quelle austriache che però hanno una percezione di distanza completamente diversa.
Le api nostrane cominceranno ad indicare distante una fonte oltre i 40 metri, mentre quelle austriache per distanze molto più ampie.

Cosa ci dice questo esempio? Evidentemente, ogni volta che un significato viene associato arbitrariamente a un singolo segnale, ma utenti diversi associano al segno significati diversi, la confusione è inevitabile.

Per rifarmi al discorso della puntata precedente, della presunzione, stranamente questo aspetto viene preso molto poco in considerazione quando si parla di umani; anche qui, pensiamo che esista una realtà ed una soltanto, non ponendoci il problema che forse potrebbe avere ripercussioni importanti.

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C’è una storiella che viene raccontata fin dai tempi dell’impero astro-ungarico che racconta (tramandata fino a noi probabilmente grazie allo scrittore Roda Roda, ma non se ne ha certezza) più o meno così:
Un distaccamento militare si sta avvicinando ad un villaggio albanese; l’ufficiale al comando ha l’ordine di imporre delle azioni punitive a meno che non siano soddisfatte alcune richieste da parte degli abitanti del villaggio. Nessuno degli austriaci -per fortuna- conosce l’albanese e nessuno degli indigeni conosce una delle tante lingue parlate dalle truppe astro-ungariche. C’è soltanto un soldato che conosce entrambe le lingue e viene scelto come interprete e diplomatico.
Egli riporta, però, cose diverse rispetto a quelle che sente: dice ad entrambe le parti ciò che vogliono sentire, inserendo qui e là una minaccia, una promessa. Fino a che non raggiunge il comune accordo facendo credere agli indigeni che quanto dato all’esercito fossero doni di addio, mentre all’esercito di averle estorte con le minacce.

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La storiella sembra descrivere una serie di menzogne, manipolazioni e confusione volontaria. Ma poniamoci la domanda giusta: qual è la situazione più malata, quella precedente o quella successiva al lavoro dell’interprete?

E sopratutto: qual è il prezzo per l’onestà?

[continua]