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Termini e Condizioni

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Guida alle presidenziali / 1

L’otto novembre 2016 gli elettori americani saranno chiamati ad votare per scegliere il 45º presidente degli Stati Uniti, successore del democratico Barack Obama, in carica da otto anni ed ineleggibile, in quanto ha raggiunto il limite di due mandati previsto dal XXII emendamento della Costituzione statunitense.

Nel contempo si terranno le elezioni parlamentari che eleggeranno i 435 membri della Camera dei rappresentanti e 34 membri (un terzo) del Senato.

Il sistema elettorale è piuttosto complesso: prevede un’elezione semidiretta, ovvero il presidente è eletto a maggioranza assoluta per un mandato di quattro anni, dal collegio elettorale, composto da 538 grandi elettori, eletti tramite elezione diretta il martedì successivo al primo lunedì del novembre dell’ultimo anno del mandato del presidente in carica.

Ogni stato degli USA elegge un numero di delegati pari ai rappresentanti dello stesso Stato al Congresso, una suddivisione che tiene conto di moltissimi aspetti legati alla popolazione ed alla sua consistenza. Negli USA in ogni stato, eccetto il Maine ed il Nebraska, vige un sistema elettorale per il quale vengono eletti soltanto i delegati sostenitori di uno stesso candidato che, insieme, abbiano ottenuto più voti. Il candidato quindi che indirettamente ha vinto in uno Stato si aggiudica tutti i delegati di quello Stato.

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Come previsto dal secondo articolo della Costituzione, è eleggibile alla carica presidente ogni cittadino degli Stati Uniti per nascita, residente negli Stati Uniti per almeno quattordici anni e con un’età pari o superiore a 35 anni. Tutti i partiti politici si avvalgono dello strumento delle primarie per eleggere il loro candidato presidente, anche se con modalità diverse.


Nelle precedenti elezioni del 2012, Obama aveva vinto sul candidato repubblicano Mitt Romney conquistando il 51,1% del voto popolare e 332 grandi elettori su 538. Per quanto riguarda il rinnovo del Congresso, nel 2012 il Partito Democratico aveva ottenuto la maggioranza al Senato e il Partito Repubblicano la maggioranza alla Camera dei rappresentanti; nel 2014 invece il Partito Repubblicano con le elezioni di mid term aveva incrementato la maggioranza alla Camera e conquistato anche quella al Senato.

I due partiti principali come da consuetudine hanno scelto i rispettivi candidati alla Presidenza nell’estate del 2016 al culmine di elezioni primarie. I militanti del Partito Democratico hanno scelto per la prima volta una donna, l’ex Segretario di Stato ed ex first lady Hillary Clinton, che ha potuto contare sin dalle prime elezioni-usa-2016-hillary-clinton-donald-trump-770x439fasi sull’endorsement della stragrande maggioranza degli esponenti del suo partito, dovendo tuttavia fronteggiare fino alla fine delle primarie Bernie Sanders, candidato semi-indipendente che ha ottenuto una vasta popolarità tra gli elettori più giovani, in particolare per essersi posto come antagonista del corrente sistema finanziario e sostenitore di politiche socialiste di stampo nord-europeo. Ad affiancarla come candidato vicepresidente è stato scelto Timothy Michael Kaine. Il Partito Repubblicano ha invece scelto il controverso candidato Donald Trump, ricco imprenditore e personaggio televisivo, il quale non è riuscito a far convergere su di lui un consenso tra le varie correnti e tra i maggiori esponenti del partito. Al contrario, anche dopo il trionfo frutto del voto popolare, a causa delle sue posizioni e del suo atteggiamento, vari esponenti repubblicani hanno rifiutato di esprimergli sostegno nella corsa alla Casa Bianca, alcuni annunciando persino di votare per candidati di altri partiti. Trump ha scelto come candidato vicepresidente Mike Pence, governatore dell’Indiana apprezzato tra i repubblicani, cercando così di tamponare l’alienamento da buona parte del partito.

I Partiti / I Candidati

Sebbene ci sia la credenza che siano due i partiti che si contendono la presidenza in realtà non è così.

Analizziamoli a partire dai minori:

  • Darrell Castle, avvocato dal Tennessee, candidato per il Partito della Costituzione
  • Rocky De La Fuente, imprenditore dalla California, candidato per i partiti American Delta e Reform Party
  • James Hedges, candidato per il Partito Proibizionista
  • Alyson Kennedy, attivista dall’Illinois, candidato per il Partito Socialista dei Lavoratori
  • Gloria La Riva, attivista dalla California, candidata per i partiti Party for Socialism and Liberation, Peace and Freedom e Liberty Union Party
  • Evan McMullin, politico dallo Utah, candidato indipendente appoggiato dai partiti Better for America e Independence Party of Minnesota
  • Monica Moorehead, attivista dall’Alabama, candidata per il Workers World Party
  • Mimi Soltysik, attivista dalla California, candidato per il Partito Socialista e il Natural Law Party
  • Frank Atwood, candidato indipendente dal Colorado
  • Scott Copeland, candidato dal Texas per il Constitution Party of Idaho
  • Richard Duncan, candidato indipendente dall’Ohio
  • Rocky Giordani, candidato dalla California per l’Independent American Party
  • Tom Hoefling, attivista dall’Iowa, candidato per l’America’s Party
  • Lynn Kahn, medico dal Maryland, candidato indipendente appoggiato dal Voters United Party
  • Chris Keniston, ingegnere dal Texas, candidato per il Veterans Party of America
  • Kyle Kenle Kopitke, candidato per l’Independent American Party
  • Laurence Kotlikoff, professore dal Massachusetts, candidato indipendente
  • Princess Khadijah Jacob-Fambro, candidata indipendente dalla California
  • Bradford Lyttle, attivista dall’Illinois, candidato per lo United States Pacifist Party
  • Joseph Allen Maldonado, candidato indipendente dall’Oklahoma
  • Mike Maturen, artista dal Michigan, candidato per l’American Solidarity Party
  • Ryan Alan Scott, candidato indipendente
  • Peter Skewes, professore dalla Carolina del Sud, candidato per l’American Party of South Carolina
  • Rod Silva, imprenditore dal New Jersey, candidato per il Nutrition Party
  • Mike Smith, avvocato dal Colorado, candidato indipendente
  • Dan Vacek, dal Minnesota, candidato per il Legal Marijuana Now Party
  • Jerry White, attivista dal Michigan, candidato per il Socialist Equality Party

Tra i partiti maggiori, invece, troviamo quattro schieramenti:

Partito Verde
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Il Partito Verde degli USA (GPUS o semplicemente Verdi) è un partito progressista degli Stati Uniti d’America.
Quarto partito d’America, promuove lo sviluppo, la non violenza, la giustizia sociale, l’uguaglianza di genere i diritti LGBT, fortemente anti razziale e non violento. Si posiziona nell’ala sinistra del parlamento e spesso viene descritto come “eco-socialista”, spesso anche autobiograficamente.
Fondato nel 2001 come evoluzione dell’Associazione dei partiti Verdi (ASGP), il GPUS è diventato il principale partito verde del paese, eclissando gli altri.
Il Partito Verde ha scelto il candidato alla Presidenza alla convention nazionale organizzata a Houston il 6 agosto 2016. Ad aver vinto la nomination è stata Jill Stein, già candidata dei Verdi alle elezioni del 2012. Ad essere candidato vicepresidente è stato designato Ajamu Baraka, attivista di Washington D.C.. Altri candidati in corsa per la nomination verde erano Darryl Cherney, Sedinam Kinamo Christin Moyowasifza Curry, William Kreml e Kent Mesplay.

landscape-1436208126-jill-stein-bJill Stein, candidata presidente, nata a Chicago il 14 maggio 1950, è un medico, ambientalista e politica statunitense, oltre che leader del Partito Verde degli Stati Uniti.
Fu candidata per il Partito dei Verdi alle elezioni statunitensi del 2012 e due volte candidata alle elezioni come Governatore del Massachusetts, nel 2002 e nel 2010. Dal 2005 al 2011 è stata un membro dell’Assemblea cittadina di Lexington (Massachusetts) città dove vive attualmente. È sposata con Richard Rohrer e ha due figli: Ben e Noah. Nel 2016 si è candidata alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti d’America.

ngefay4nAjamu Baraka, candidato vicepresidente, nato a Chicago il 25 ottobre 1953 è un attivista per la pace e per i diritti civili. Fondatore e direttore esecutivo del US Human Rights Network, ha collaborato con Amnesty International, con Africa Action ed è attualmente in attività presso l’Istituto per gli Studi Politici in Washington.

Partito Libertariano
download-7Il Partito Libertario, o libertariano, è un partito politico statunitense, fondato l’11 dicembre 1971. Il suo programma politico è fondato sulla filosofia detta libertarianismo, di conseguenza ha come obiettivi cardine meno regolamentazione, maggiore libero mercato, maggiore difesa delle libertà civili ed individuali, difende il capitalismo puro e si batte contro ogni intervento dello Stato sia nel campo economico che in quello sociale, ed in generale propone un certo isolazionismo in politica estera, nell’ambito di un non-interventismo a motivazione preminentemente fiscale.
I concetti chiave del programma politico del Libertarian Party sono: applicazione massima del libero mercato, protezione del diritto di proprietà, difesa delle libertà civili ed individuali, supporto del diritto all’autodifesa, abolizione di tutti i reati legati all’ambito della morale, politica estera non-interventista, fondamentalmente per motivi fiscali, abolizione del sistema monetario fiat money, in favore del ritorno alla parità aurea o al free banking.
Il Partito Libertariano ha scelto il candidato alla Presidenza il 29 maggio 2016 alla convention nazionale organizzata a Orlando. Ad aver ottenuto la nomination è Gary Johnson, governatore del Nuovo Messico dal 1995 al 2003 e già candidato per il Partito Libertariano alle elezioni del 2012. Il candidato vicepresidente è l’ex governatore del Massachusetts William Weld. Altri candidati in corsa per la nomination libertariana erano Austin Petersen, Thomas Clements, Marc Allan Feldman, Cecil Ince, Steve Kerbel, Bart Lower, John McAfee, Darryl W. Perry, Derrick Michael Reid, Jack Robinson Jr., Rhett Rosenquest Smith, Shawna Joy Stirling e Joy Waymire.

cannabis-exec-gary-johnson-launches-presidential-bid-we-thinkGary Johnson, candidato presidente, nato il 1º gennaio del 1953, è stato governatore del Nuovo Messico, nel 1994. La sua carriera politica negli ultimi anni si è incentrata prevalentemente sulle presidenziali, tra ritiri, appoggi e candidature.

 

Boston,MA-12/05/2012- William Weld is seen today at the offices of the Boston Herald. The former Massachusetts' Governor met with the paper's publisher Patrick Purcell, editors, columnists, reporters and editorial board. Staff photo by Mark GarfinkelWilliam Weld, candidato vicepresidente, nato a Smithtown il 31 luglio 1945, discende da un’importante famiglia di New York, di banchieri e politici. Prima di fare politica come professione ha lavorato come avvocato alla commissione di giustizia, nominato da Reagan.

Partito Repubblicano

republicanlogo-svgIl partito Repubblicano (Republican Party) è, insieme al Partito Democratico, il maggior partito americano. Fondato nel 1854 è considerato conservatore, nonostante a volte siano presente contraddizioni e posizioni discordanti. In ambito economico si riscontra una forte tendenza al libero mercato, la libertà d’impresa e la deregolazione come fondamento per la prosperità – opposte, ad esempio, alle linee guida proposte dall’attuale presidente Barak Obama.

Il Partito Repubblicano ha scelto ufficialmente il candidato alla Presidenza alla convention nazionale organizzata a Cleveland dal 18 al 21 luglio 2016.

Ad aver ottenuto la nomination è Donald Trump, proprietario e presidente del consiglio d’amministrazione della Trump Organization, che ha vinto le elezioni primarie tenute tra i mesi di febbraio e giugno 2016. Il candidato vicepresidente è Mike Pence, governatore dell’Indiana, scelto ufficialmente da Trump il 15 luglio. Hanno partecipato alle primarie anche Jeb Bush, Ben Carson, Chris Christie, Ted Cruz, Carly Fiorina, John Kasich, Jim Gilmore, Mike Huckabee, Rand Paul, Marco Rubio e Rick Santorum.

Donald Trump, candidato presidente, nato a New York il 14 giugno del 1946, è celebre come imprenditore e personaggio televisivo molto prima di apparire come politico. Figlio di Fred Trump, imprenditore di successo nell’ambito immobiliare newyorkese, ha intrapreso la strada del padre formando la sua carriera sul mercato immobiliare. Le sue strategie aggressive di brand management, il suo stile di vita e i suoi modi diretti hanno contribuito a renderlo un personaggio celebre, status accresciuto dalla popolarità del programma televisivo The Apprentice, da lui stesso prodotto e condotto fra il 2004 e il 2015.

nbc-fires-donald-trump-after-he-calls-mexicans-rapists-and-drug-runnersDopo aver concorso senza successo alle primarie del Partito della Riforma per le elezioni presidenziali del 2000, aderì dapprima al Partito Democratico e poi al Partito Repubblicano. Nel 2016 ha preso parte alle primarie repubblicane in previsione delle elezioni presidenziali del medesimo anno, conseguendo il maggior numero di delegati e diventando quindi il candidato del partito. Trump ha impostato la sua campagna elettorale su posizioni populiste e conservatrici: in particolare, le sue dichiarazioni in favore del libero utilizzo delle armi da fuoco hanno suscitato aspre polemiche, così come la sua proposta di istituire una moratoria sull’immigrazione delle persone di religione islamica.

trumpAppassionato di wrestling da lungo tempo, Trump è amico del proprietario della WWE (World Wrestling Entertainment) Vince McMahon. Ospitò due edizioni di WrestleMania al Trump Plaza e partecipò anche a qualche show in veste di ospite. Apparve tra il pubblico a WrestleMania VII, e venne intervistato da Jesse Ventura a bordo ring durante WrestleMania XX. In tempi recenti, è stato impegnato per qualche tempo in un feud con lo stesso Vince McMahon, culminato in un match a WrestleMania 23, il 1º aprile 2007. Al match non presero direttamente parte né McMahon né Trump, bensì due atleti scelti come loro rappresentanti, Bobby Lashley per Trump e Umaga per McMahon; a vincere la così ribattezzata Battle of Billionaires fu Lashley in rappresentanza di Donald Trump. Il match fu definito anche Hair vs. Hair poiché il perdente avrebbe dovuto tagliarsi a zero la chioma, e infatti McMahon si ritrovò senza capelli. Ad arbitrare la contesa fu “Stone Cold” Steve Austin. Il 25 febbraio 2013 il sito ufficiale della WWE ha ufficializzato l’ingresso di Trump nella WWE Hall of Fame.

Republican presidential candidate Donald Trump speaks to supporters as he takes the stage for a campaign event in Dallas, Monday, Sept. 14, 2015. (AP Photo/LM Otero)

Nel 1998 è apparso, nei panni di se stesso, in Celebrity, pellicola diretta da Woody Allen. Dal 2004 Donald Trump si è reso noto al grande pubblico televisivo americano e internazionale anche per il successo del suo reality show televisivo The Apprentice (da cui è stato ricavato lo spin-off The Celebrity Apprentice): la versione americana è trasmessa in Italia dai canali Sky, e nel 2012 ha avuto una sua versione italiana trasmessa da Cielo e Sky Uno, dove il boss era Flavio Briatore e nella quale Trump è apparso nei promo e all’ultima puntata della seconda edizione. Dopo alcune sue affermazioni polemiche sugli immigrati, la NBC annuncia nel 2015 che il programma continuerà senza Trump, di cui è diventata famosa la frase: «You’re fired!» (“sei licenziato!”).

Il 10 febbraio 2011 Trump ha tenuto un discorso presso il CPAC in cui ha espresso le proprie posizioni politiche e si è principalmente dichiarato come:

  • Contrario a qualunque provvedimento di innalzamento della pressione tributaria
  • Contrario al controllo delle armi (e quindi favorevole alle tesi propagandate dalla NRA)
  • Contrario agli aiuti internazionali
  • Contrario all’Obamacare (e quindi favorevole alla sua abolizione e, di conseguenza, alla sua sostituzione con una nuova legge)
  • Favorevole a sostenere l’idea che la Cina comunista dovrebbe essere trattata dagli Stati Uniti d’America come un nemico e, quindi, sottoposta a pesanti dazi all’importazione

donald-trumpIl 16 maggio 2011 Donald Trump ha annunciato che non si sarebbe candidato per la nomination repubblicana nelle elezioni americane del 2012. Il miliardario ha dichiarato di “non essere pronto a lasciare il settore privato”, mentre pare che la decisione sia stata presa a seguito di un clamoroso flop nei sondaggi: 71 americani su 100 avrebbero definito Trump “inadeguato come presidente”. Agli inizi di febbraio 2012 Trump ha dichiarato il proprio sostegno al candidato ultraconservatore Newt Gingrich contro Mitt Romney nelle primarie repubblicane.

images-4Mike Pence, candidato vicepresidente, nato a Calumbus il 7 giugno 1959, ha improntato la sua carriera sulla politica, candidandosi nel 1988 con il partito repubblicano alla Camera dei Rappresentanti.
Pence non si candidò più per incarichi politici fino al 2000, quando provò nuovamente a farsi eleggere alla Camera, questa volta con esito favorevole. Negli anni seguenti venne riconfermato dagli elettori per altri quattro mandati.
Nel 2012, dopo alcune speculazioni che lo davano per sicuro come candidato alle presidenziali, Pence smentì e scelse invece di cercare l’elezione a governatore. Dopo aver superato le primarie repubblicane, riuscì a vincere anche le elezioni generali di novembre e venne eletto.
A livello ideologico Mike Pence è giudicato un conservatore, sia in campo fiscale che in campo sociale.
Il 15 luglio 2016 viene indicato come candidato vicepresidente da Donald Trump, candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti nelle elezioni presidenziali di novembre.

Partito Democratico

democraticlogoIl Partito Democratico è uno dei due principali partiti d’America. L’attuale presidente USA, Barak Obama, è il candidato democratico vincitore delle elezioni del 2008 e della successiva. Attualmente il Partito Democratico è in minoranza alla Camera dei Rappresentanti e al Senato. Il Partito Democratico ha origine dal Partito Democratico-Repubblicano, fondato da Thomas Jefferson, James Madison ed altri influenti anti-federalisti nel 1712. È il più vecchio partito politico del mondo. Dopo la spaccatura del Partito Democratico-Repubblicano nel 1828, si è posizionato a sinistra del Partito Repubblicano nelle questioni economiche e sociali. Fino agli anni sessanta, molti democratici del sud erano ancora favorevoli alla segregazione razziale.

All’interno del partito sono presenti diverse correnti:

Progressive Democrats e Liberals: sono l’ala sinistra del Partito Democratico, eredi della New Left e del Liberalismo sociale. Molti di loro sono i cosiddetti liberali americani, che tendono ad unire la cultura socioliberale e quella progressista. Si battono per i diritti civili, la legalizzazione dell’aborto, il pluralismo culturale, i matrimoni gay/unioni civili; prediligono inoltre la diplomazia al fine di evitare conflitti armati e rappresentano la maggioranza del Partito. Uno storico esponente fu Ted Kennedy.
Libertarian Democrats: rappresentano la parte libertaria del partito, e si professano liberisti in campo economico e libertari in campo sociale, dato che si battono, come pure i Progressive, per i diritti civili ma anche per la legalizzazione delle droghe leggere. A livello individuale, sono prettamente liberali e propugnano una visione laica dello Stato, con la separazione di questo dalla Chiesa.
Moderate Democrats: sono i cosiddetti Centrists, in quanto si rifanno al centrismo e alla Terza via. Tra questi vi sono importanti personaggi quali l’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton.
Conservative Democrats: rappresentano la destra del partito, eredi delle posizione Social Conservatrici. Durante gli anni si sono spostati verso posizioni più liberali e vengono perciò etichettati come Centrists quando comparati con i Conservatori Repubblicani, ma decisamente Conservatives se paragonati ai Liberals o ai Progressive Democrats.

Il Partito Democratico ha scelto il candidato alla Presidenza alla convention nazionale organizzata a Filadelfia dal 25 al 28 luglio 2016.

Ad aver ottenuto la nomination è Hillary Clinton, Segretario di Stato dal 2009 al 2013, che ha vinto le elezioni primarie tenutesi da febbraio a giugno 2016. Il candidato vicepresidente è Tim Kaine, senatore per lo Stato della Virginia e governatore della Virginia dal 2006 al 2010, scelto ufficialmente dalla Clinton il 22 luglio. Hanno partecipato alle primarie anche Bernie Sanders e Martin O’Malley.

Hillary Diane Rodham Clinton, candidata presidente, nata a Chicago il 26 ottobre 1947, è una politica statunitense del Partito Democratico, già senatrice e Segretario di Stato.

hillary-clinton-laughingPrima di intraprendere l’attività politica, ha esercitato la professione di avvocato e docente di diritto penale, diventando la prima donna a essere ammessa come socio nel «Rose Law Firm», uno degli studi legali più antichi degli Stati Uniti; ha inoltre fatto parte dei consigli d’amministrazione delle multinazionali Walmart e Lafarge.

È sposata con Bill Clinton dal 1975; a seguito dell’elezione del marito alla carica di presidente degli Stati Uniti d’America, è stata first lady dal 1993 al 2001. Successivamente prestò servizio per otto anni come senatrice in rappresentanza dello Stato di New York (2001-2009), venendo eletta per il suo primo mandato mentre era ancora first lady e diventando quindi la prima moglie di un presidente a ricoprire una carica elettiva. download-1Durante la sua permanenza al Congresso, sostenne apertamente l’intervento armato in Afghanistan e in Iraq, ma in un secondo momento criticò la gestione delle operazioni militari da parte dell’amministrazione di George W. Bush.

Nel 2008 prese parte alle elezioni primarie del proprio partito in previsione delle consultazioni presidenziali dello stesso anno; malgrado i sondaggi della vigilia la vedessero largamente favorita, dopo un aspro confronto fu sconfitta a sorpresa dal senatore Barack Obama, conseguendo tuttavia il maggior numero di suffragi popolari (quasi 18 milioni) nella storia delle primarie statunitensi. La senatrice annunciò in seguito il proprio appoggio nei confronti di Obama, che fu eletto presidente. Hillary Clinton svolse le funzioni di Segretario di Stato fra il gennaio del 2009 e il febbraio del 2013, rinunciando all’incarico al termine del primo mandato di Obama e venendo sostituita da John Kerry.

download-2Nel 2016 partecipò nuovamente alle primarie democratiche: avendo conseguito il maggior numero di delegati, ottenne la candidatura ufficiale per le successive elezioni presidenziali, diventando così la prima donna a concorrere per la Casa Bianca in rappresentanza di uno dei due maggiori partiti.

Nel marzo del 2015 fu reso noto che Hillary Clinton, nel corso del suo mandato come segretario di Stato, aveva fatto abitualmente uso del proprio mail server privato per scambiare comunicazioni istituzionali tramite posta elettronica. In particolare, fu accertato che il server personale dell’ex first lady aveva ospitato 113 messaggi contenenti informazioni riservate, tra cui 22 documenti classificati «top secret». Molti detrattori dell’ex senatrice hanno aspramente criticato tale condotta, ritenendola gravemente inappropriata e potenzialmente lesiva della sicurezza nazionale.

Nel luglio del 2016, il Federal Bureau of Investigation (FBI) portò a termine un’inchiesta formale sull’accaduto, giudicando il comportamento di Hillary Clinton «estremamente negligente» ma «non passibile di azione penale».

Il 28 ottobre 2016, a undici giorni dalla data fissata per le elezioni presidenziali, l’FBI annunciò la riapertura delle indagini, motivata dall’emersione di nuovi elementi.

download-3Tim Kaine, candidato vicepresidente, nato a Saint Paul il 26 febbraio 1958, è un politico statunitense, attuale senatore per lo stato della Virginia e in precedenza governatore dello stesso stato dal 2006 al 2010.

Il 22 luglio 2016 Kaine è stato scelto da Hillary Clinton come proprio running mate per le elezioni presidenziali: ciò lo rende di fatto il candidato dei Democratici alla vicepresidenza. Kaine venne confermato candidato vicepresidente dalla Convention democratica il 27 luglio dello stesso anno per acclamazione essendo l’unico candidato.

Nato nel Minnesota da Mary Kathleen Burns e Albert A. Kaine, studiò alla Rockhurst High School a Kansas City, continuando poi all’università del Missouri, dove ottenne un bachelor nel 1979. Nel 1984 sposò il giudice minorile Anne Bright Holton da cui ebbe tre figli: Nat, Woody e Annella.

Dopo aver lavorato come avvocato per alcuni anni, Kaine si dedicò alla politica con il Partito Democratico e nel 1998 venne eletto sindaco di Richmond, maggiore città e capitale della Virginia. Quattro anni dopo fu eletto vicegovernatore della Virginia e nel 2005 governatore.

Nel 2009 venne nominato 51º presidente del Democratic National Committee, carica che mantenne fino al 2011. L’anno seguente Kaine prese parte alle elezioni per il Senato e riuscì ad essere eletto, sconfiggendo l’ex governatore e senatore repubblicano George Allen. Nel luglio 2016 Hillary Clinton conferma la scelta per Tim Kaine come candidato per la vice-presidenza.

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