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ExoMars, Schiaparelli e la lunga notte

Mercoledì 19 Ottobre 2016 – Roma (aggiornamento dopo la conferenza stampa in coda)

 Da tre giorni riceviamo resoconti dettagliati delle primissime fasi della missione ESA ExoMars, da quando Domenica 16, alle 16:42 il lander Schiaparelli si è staccato dal Trace Gas Orbiter (TGO), iniziando la sua discesa in solitaria su Marte. Da tre giorni l’entusiasmo per la prima missione europea che porterà un oggetto sulla superfice marziana è alle stelle.

Arriviamo alla sede dell’Agenzia Spaziale Italiana verso le 15:30, in abbondante anticipo sull’orario di inizio del pomeriggio che accompagnerà la discesa di Schiaparelli. L’atmosfera è frizzante, c’è già un buon numero di persone, addetti ai lavori, professori e ricercatori universitari, studenti in visita con la scuola, per assistere all’evento. C’è una sorta di magia che si crea in questi momenti, quando i pensieri di tutti i presenti sono rivolti all’obiettivo della missione, voci sommesse, strette di mano tra vecchi colleghi, la tensione è palpabile, ci si incoraggia uno con l’altro, si sogna ad occhi aperti, come se tutti i presenti fossero responsabili di quanto accadrà a breve.

È ora di entrare, prendiamo i nostri pass e ci incamminiamo verso l’ingresso, la sede dell’ASI incute timore e suscita stupore in chi non l’ha mai visitata: un mastodontico edificio nero, che dentro si rivela ampio, spazioso e ricco di luce. Arriviamo nell’auditorium e prendiamo posto, nel giro di pochi minuti l’intera sala è gremita in attesa dell’inizio, un brusio di sottofondo riempie l’aria.

schiaparelli-landing

Le varie fasi dell’ammartaggio del lander Schiaparelli

Nell’attesa scorriamo il programma, l’evento principale è al Palazzo delle Esposizioni, ma qui alla sede dell’ASI molte più persone potranno assistere alla diretta. Iniziano ad arrivare le prime notizie: dal centro di controllo di ExoMars confermano che il segnale dell’avvicinamento all’atmosfera di Schiaparelli arriva forte e chiaro grazie al Giant Metrewave Radio Telescope vicino Pune in India.

Si abbassano le luci, si parte, destinazione Marte. A fare gli onori di casa è Raffaele Mugnolo, PM dello strumento DREAMS a bordo del lander. Ci mostra quello che succederà negli ormai famigerati “6minuti di terrore”, il lasso di tempo che impiegherà Schiaparelli a compiere il suo viaggio attraverso l’atmosfera marziana. Le immagini scorrono sul maxischermo dell’auditorium, mentre quasi allo stesso tempo Schiaparelli effettua la discesa. La timeline programmata dall’ESA scandisce i vari passaggi:

  • 16:42 il lander Schiaparelli entra nell’atmosfera di Marte
  • 16:43 il lander Schiaparelli è sottoposto al massimo riscaldamento, dovuto all’attrito con l’atmosfera
  • 16:45 il lander Schiaparelli dispiega il suo paracadute, per rallentare ulteriormente
  • 16:46 il lander Schiaparelli espelle lo scudo protettivo frontale
  • 16:47 il lander Schiaparelli sgancia lo scudo protettivo posteriore insieme al paracadute, accendendo i motori per continuare a rallentare
  • 16:48 il lander Schiaparelli spegne i motori in vista della superficie marziana lasciandosi cadere sulla superficie marziana

Ovviamente non si possono avere i dati in tempo reale, la distanza tra il nostro pianeta e Marte è tale che i segnali dal lander per raggiungerci impiegano 9 minuti e 47 secondi. Al termine dei video esplicativi, quasi fosse stato tutto ben architettato fin dall’inizio, arriva la notizia, sono le 17:12 e dal centro di controllo ci informano che il GMRT ha captato un debole segnale della discesa del lander, ma non del contatto col suolo. Per averne la certezza si deve attendere il passaggio della sonda Mars Express che potrà darci informazioni più precise.

Nell’attesa abbiamo la fortuna di assistere alla proiezione in anteprima della prima puntata della serie MARS prodotta da Ron Howard per il National Geographic. La serie parla della prima missione umana sul pianeta rosso, con attenzione alla parte scientifica e riferimenti alle missioni attuali, con la partecipazione in prima persona di Elon Musk. Niente spoiler, ma un consiglio: se siete appassionati di fantascienza e di esplorazione spaziale non perdetela.

Finita l’anteprima parte il collegamento con il Palazzo delle Esposizioni, la prima a prendere la parola è Kathryn Fink, AD di Fox Networks Group Italy, che ringrazia per la possibilità quanto mai unica di poter presentare la serie in uno degli eventi forse più importanti per la storia dell’esplorazione spaziale europea. Tocca poi al presidente dell’ASI Roberto Battiston prendere la parola ed illustrare, accompagnato dal supporto video, le varie fasi dell’atterraggio del lander Schiaparelli.

La linea torna poi alla sede dell’ASI, dove vengono intervistati tre giovani studenti del Politecnico di Torino, membri del gruppo tra i finalisti dell’International Gemini Mars Design Competition, gara sponsorizzata dalla NASA e da The Mars Society. Il loro progetto prevede una missione spaziale con flyby su Marte, in grado di trasportare due astronauti, con partenza a Luglio 2020 e ritorno a Terra dopo 584 giorni, nel Febbraio del 2022. Un progetto ambizioso, una sfida esaltante e la consapevolezza da parte di questi giovani studenti di aver fatto il primo importante passo verso il mondo dello spazio.

Tre dei membri del gruppo di studenti del Politecnico di Torino tra i finalisti dell’International Gemini Mars Design Competition.

Dal Palazzo delle Esposizioni continuano le interviste alle personalità invitate alla cerimonia, insieme a Roberto Battiston, prendono la parola il coordinatore del programma scientifico ESA Fabio Favata, il responsabile della sede torinese di Thales Alenia Walter Cugno e il PI dello strumento DREAMS Francesca Esposito.

Sono le 18:35 quando viene confermata la ricezione del segnale da parte di TGO, di ritorno dal giro attorno al pianeta rosso. Passano i minuti e l’atteso segnale di conferma dell’avvenuto ammartaggio di Schiaparelli non arriva. In sala inizia a serpeggiare un po’ di nervosismo. Alle 18:53 viene comunicato che il TGO è ufficialmente entrato in orbita attorno a Marte, un ottima notizia, vista l’importanza della sonda che resterà operativa fino al 2022 e che farà da ponte radio con il rover ExoMars che la raggiungerà tra quattro anni. Le notizie da Schiaparelli non sono incoraggianti invece, i dati presi dalla sonda MRO, passata sopra al sito di atterraggio, non danno abbastanza informazioni sulla salute del piccolo lander.

L’atrio d’ingresso della sede dell’Agenzia Spaziale Italiana a Roma.

La sala inizia a svuotarsi, il tanto agognato ammartaggio del lander non è avvenuto come si sperava, l’applauso scrosciante alla notizia dell’ingresso di TGO in orbita rimane mozzato dal non sapere cosa è successo a Schiaparelli. Fuori ormai è buio, le ultime luci della sede dell’ASI si perdono in lontananza. Dal centro di controllo ESA ci informano che questa notte verranno analizzate le telemetrie della discesa per capire cosa è successo. I primi risultati saranno resi noti domani mattina (20 Ottobre n.d.r.) durante una conferenza stampa indetta per le ore 10 dall’ESA Operation Centre a Darmstadt, in Germania.

La notte è lunga, la mezzanotte è passata, è ora di chiudere gli occhi e cedere al sonno, sognando Marte.

Giovedì 20 Ottobre, Conferenza Stampa dal Centro di Contollo ESOC

Conferenza stampa ad ESOC per fare il punto della situazione sulla prima fase della missione ExoMars. Tra i partecipanti il Direttore Generale dell’ESA Jan Woerner e l’italiano Andrea Acomazzo capo della Solar and Planetary Missions Division dell’ESA.

 

Questa mattina, dalla conferenza stampa indetta per approfondire quanto avvenuto nella giornata di ieri, c’è un misto di felicità ed attesa. Felicità per la missione ExoMars in generale perché, come detto dal Direttore Generale dell’ESA Jan Woerner, l’inserimento in orbita del TGO è stato un successo e questo porterà moltissimi risultati utili per portare avanti la missione, dando informazioni vitali per la seconda parte, quando si dovrà portare su Marte il rover. Attesa perché non è ancora ben chiaro cosa sia successo al lander Schiaparelli. Andrea Acomazzo, capo della Divisione ESA per le Missioni Solari e Planetarie, conferma che qualcosa è andato in maniera diversa dalle attese. Pare che fino all’apertura del paracadute la discesa di Schiaparelli fosse in accordo al programma della missione, tutti i  dati raccolti combaciano con quelli attesi, ma poi qualcosa deve essere andato male e non sono stati ricevuti più segnali. Non si sa ancora se ci siano stati problemi con lo sgancio del paracadute, o con i razzi per frenare, che a quanto pare sono rimasti accesi per 3-4 secondi, meno di quanto previsto. Di certo c’è che tutti all’ESA si stanno dando da fare per capire cosa è successo, ci sono ancora dati da analizzare e ci vorrà qualche giorno per capire bene cosa è successo. Nonostante il rischio di insuccesso nel portare il lander ad atterrare su Marte, c’è un velo di entusiasmo perché, come ci insegna la storia della scienza, anche da un insuccesso è possibile trarre degli insegnamenti. In questo caso, anche se Schiaparelli fosse precipitato invece che atterrato, le informazioni raccolte saranno lo stesso fondamentali per preparare al meglio la seconda fase.

Non ci resta che incrociare le dita per il silenzioso Schiaparelli, certi che nel bene o nel male la sua avventura ci ha reso tutti un po’ marziani.