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Economia: dalla “fabbrica alla bottega”? Un ritorno alle origini occupazionali

Da diverso tempo, anche in fase pre-crisi, si è iniziato ad assistere ad un problema che ha una portata di dimensione economica ma, pure sociale, che sta enormemente flagellando il sistema economico e produttivo del fare business nella nostra Penisola. I paesi dell’entroterra italiano si stanno svuotando terribilmente, con il rischio di lasciare fasce intere di popolazione residenti nelle zone montane e nelle vallate del tutto sprovviste di prodotti e di servizi, anche di prima necessità. Purtroppo, molti ristoranti e strutture di ricezione alberghiera hanno chiuso da tempo i battenti per crisi, per evitare derive generazionali, per trasferimenti e cambiamento nelle scelte professionali dei discendenti ma, pure per un mutamento delle mete turistiche differenti.

Come fare “rivivere” i centri dell’entroterra della Penisola italiana? I problemi concernono non solo le idee imprenditoriali ma, servono contributi ed incentivi economici che consentano di fare ritornare al lavoro in bottega: dopo il tornante storico caratterizzato dalla “bottega alla fabbrica”, con la crisi economica, occupazionale e crisi sociale si deve forse invertire il senso di marcia e ritornare “dalla fabbrica alla bottega”. Sembra un’espressione anacronistica e quasi da film in bianco e nero ma è quello che in parte sta accadendo ed interessando alcune Regioni, compresa la Liguria, terra di prima industrializzazione con lo sviluppo del “triangolo industriale”.

L’Assessorato allo Sviluppo economico della Regione Liguria ha attivato un bando di 500.000 euro, con contributi a fondo perduto, volto alla creazione di piccole imprese commerciali di vendita al dettaglio di beni alimentari o misti nei comuni non costieri, per aiutare l’entroterra a crescere economicamente e a ritornare a svilupparsi. Il bando si pone come obiettivo quello di ritornare ad aprire botteghe e piccole imprese nelle vallate e nelle zone montane dell’entroterra ligure, per tornare a fare “rivivere” i borghi interni da troppo tempo abbandonati.

I principali destinatari di questi contributi a fondo perduto sono principalmente giovani e famiglie che scelgono di allontanarsi dalla vita frenetica del centro urbano, per realizzare il proprio disegno imprenditoriale o di vita sociale, ma pure coloro che, in questo periodo di forte crisi economica, hanno perso il lavoro e vogliono investire in un progetto dalla duplice finalità economica e sociale: aiutare chi vive nell’entroterra a restare ivi e ripopolare le aree rurali abbandonate per evitare che la domanda di beni e servizi, di prima necessità, non sia preclusa per questo bacino di utenza. Una finalità economica che ha un alto impatto sociale, di difesa dell’ambiente, del patrimonio e del valore culturale del tessuto demografico di chi continua a popolare le vallate e le zone dell’entroterra.

La dotazione finanziaria prevista dal bando è pari a 500.000 euro, le domande possono essere presentate entro e non oltre il 15 novembre 2016 da persone fisiche che non hanno un’attività commerciale. Per ulteriori informazioni si invita a consultare il sito istituzionale www.impresainliguria.it. Sicuramente per un giovane senza posto di lavoro o per una donna, una giovane neomamma o anche per chi ha perso il posto di lavoro, può cogliere questa importante opportunità professionale per tornare alle origini, per fare rivivere l’entroterra e perché no, commercializzare i prodotti tipici del nostrano “Made in Italy”? Sarebbe un’occasione per incentivare il turismo!