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BULGARIA, PRESIDENZIALI 2016 – Vince il filo-russo Radev, il Paese guarda a Mosca

Un successo netto dello schieramento filo-russo. Si può riassumere così il risultato delle elezioni presidenziali che si sono tenute il 13 novembre in Bulgaria. Il nuovo presidente è l’ex generale ed ex capo dell’areonautica militare Roumen Radev, che ha sconfitto con il 60% dei voti l’avversaria Tseska Tsacheva (36%), presidente del Parlamento bulgaro e una delle leader del partito liberal-conservatore Cittadini per lo sviluppo della Bulgaria.571px-eu-bulgaria-svg

La Bulgaria è una Repubblica Presidenzialeche fa parte dell’Unione Europea dal 2007 e ha una popolazione di 7,5 milioni. Gli aventi diritto al voto sono poco meno di 7 milioni, ma nel voto di domenica si è presentato alle urne il 50% degli elettori (circa 3 milioni e mezzo).

Il risultato elettorale apre per il Paese una fase di grande incertezza. Sebbene in Bulgaria il presidente svolga una funzione soprattutto di rappresentanza, il successo di Radev e del suo Partito Socialista, al momento all’opposizione, è un terremoto nella politica bulgara e ha costretto alle immediate dimissioni il Premier conservatore Byoko Borisov. Così come aveva annunciato alla vigilia del voto, in caso di sconfitta della sua candidata Tsacheva.

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Rouman Radev, 53 anni, sarà Presidente della Bulgaria per 5 anni

La sconfitta per il partito di stampo liberal-conservatore è stata molto più pesante delle previsioni. Media locali e analisti internazionali giustificano l’affermazione di Radev e del Partito Socialista come un voto di forte protesta nei confronti del governo filo-europeo in carica. Una protesta che deriva da un sentimento di scontento per il clima di corruzione politica, ma anche giudiziaria, che si vive in Bulgaria. Dove anche l’economia non gode di buona salute, con il pil che non cresce più come fino a poco tempo fa. O meglio, fino a quando non sono entrate in vigore le sanzioni contro la Russia per l’annessione della Crimea, un provvedimento appoggiato da Usa e Eu ma che ha danneggiato la Bulgaria più di molti altri paesi.

Sull’onda dell’elezione di Trump, i cittadini bulgari hanno assestato un altro duro colpo all’Europa, scegliendo un Presidente filo-russo e legato a Vladimir Putin. Così come nello stesso giorno hanno fatto i moldavi, lo raccontiamo qui. Quante sberle può ancora sopportare l’Europa, prima di cominciare a crollare davvero?

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