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Anche gli svizzeri possono amare

Immaginate di essere capitati per un motivo che non ricordate su un’isola deserta, non avete nulla se non un telefono incelofanato con ancora poche tacche di batteria, ma che non ha linea.
Immaginate che dopo vani tentativi di fuga, nonostante siate attaccati col pensiero a Lei, sì Lei la ragazza dai capelli rossi che sul bus siede sempre qualche sedile dietro di voi ma a cui non avete mai avuto il coraggio di parlare, sentiate i morsi della fame e della sete. Immaginate che nel momento in cui sarebbe più logico mettere fine a queste sofferenze succeda un fatto straordinario: dal mare qualcuno, una compagnia. Una gioia, un supporto.
L’uomo apparso miracolosamente è morto, giace spiaggiato come un capodoglio sulla sabbia e la sua espressione, oh amici, la sua espressione non promette nulla di buono.
Eppure, miei cari immaginatori, quell’uomo morto vi salverà la vita; e ve lo comunicherà nel modo più straordinario che possiate pensare: Un peto.
Mai un peto si è reso tanto utile e di sollievo nell’intera storia del cinema.

Ebbene sì, questo non è un corso sull’immaginazione surrealista, ma la descrizione dei primi minuti del film “Swiss Army Man”, diretto dalla coppia visionaria Daniels – Dan Kwan e Daniel Sheinert -.

swiss love
Lungi da essere solo una commedia, la pellicola, vincitrice del premio di miglior regia al  Sundance 2016, narra la storia di Hank, il naufrago interpretato da Paul Dano, e Manny, il cadavere multitasking interpretato da Daniel Radcliffe, che entrano in contatto tra di loro e superano l’evidente differenza dello stato vitale diventando amici. Hank, dopo essere stato tratto in salvo da Manny grazie ai suoi peti a reazione, insegnerà al suo amico cadaverico la sensazione dell’amore. E proprio questa lo riporterà “in vita”. Più Manny ricostruisce la sua vita attraverso i ricordi di Hank più acquisisce capacità, come quella di parlare o di diventare molti strumenti utili alla fuga dal bosco. A sua volta Hank costruirà uno scenario fatto di rifiuti e dei ricordi di Lei, Sarah (interpretata dalla bella Mary Elizabeth Winstead) , che sarà il motore per Manny per ritrovare la strada e tornare a casa, nella società.
Nel corso del film Manny diventerà molte cose: motoscafo, fonte d’acqua potabile, doccia, acciarino, fonte di gas naturale, accetta, arma da fuoco, catapulta, rasoio da barba, coltello, bussola, bombola per l’ossigeno, compositore musicale, razzo a propulsione, ……… e migliore amico di Hank. Tutte queste trasformazioni sono state realizzate cinematograficamente da incredibili effetti speciali e trovate assai divertenti e surrealiste già presenti nei diversi cortometraggi e opere del duo Daniels.
Come ho già scritto questo non è solamente una commedia, ma allora come lo possiamo definire? È un film romantico: mostra infatti come la forza dell’amore possa far rivivere morti e portarti in salvo. Una storia romantica con i vari risvolti dell’innamoramento, l’immaginazione della vita assieme, il sesso e il cuore spezzato. È un film sull’amicizia; sul superamento delle apparenti differenze che fa scoprire grandi affinità, un vero sentimento di fratellanza etc. È drammatico: anche per questo aspetto abbiamo tutti gli elementi per poterlo definire tale; la perdita dell’amore, la lontananza dal padre, un epilogo toccante… È un film d’avventura: mirabolanti peripezie per ritornare a casa.
È un film sociale: penso che oltre il grottesco e tutto ciò che si è detto su questa storia, questo sia l’aspetto più saliente e meno scontato. La società come una grande contraddizione. Una solitudine forzata che simboleggia quella tra le persone: il nostro protagonista è solo, e attraverso questa avventura vive emozioni che da parte del suo personaggio insignificante e mediocre non avrebbe mai vissuto, si ritrova mentore, inventore… le sue capacità, che fino a quel momento erano asservite al nulla, sono finalmente utili e funzionali a quello straordinario strumento che è il suo amico deceduto. Ma tornato in società? Non è nulla di più che uno stravagante. Un incompreso, ma questa vicenda di abbandono e “rinascita” farà ricredere i ben pensanti.
swiss-army-man“Swiss Army Man” è tutto questo e qualcosa di più, c’è ironia, satira e ovviamente rimandi a quei ricordi che solo lo spettatore può recuperare dalla propria esperienza e che andando oltre a tutto quel surrealismo e bizzarria potrebbe dire “cosa avrei fatto io se…” “come vorrei poter parlare ancora con…” “cosa penserei se immaginassi di essere da solo su un’isola deserta?”.

Cosa ne pensi?